“Sondaggio” Pensioni: per il 75% legate alla speranza di vita

03/04/2007
    martedì 3 aprile 2007

      Pagina 38 – Economia

        LO STUDIO

        Indagine della Voce.info: la maggioranza è per un adeguamento automatico dei coefficienti

        Pensioni, il 75% vuole legarle
        alla speranza di vita degli italiani

          ROBERTO MANIA

          ROMA – Rivedere i coefficienti di trasformazione delle pensioni? Sì, purché in maniera automatica, senza l´intervento della politica. La pensa così il 75 per cento di un campione di 1.100 cittadini di età compresa tra i 20 e i 45 anni. Il sorprendente risultato, visto lo scontro in atto sull´aggiornamento dei coefficienti tra favorevoli e contrari e visto, soprattutto, che un ritocco è destinato ad abbassare l´ammontare dell´assegno pensionistico, emerge da un´indagine (Informare per riformare?) condotta da due economisti della Bocconi, Tito Boeri e Guido Tabellini, presentata ieri all´Isae, nell´ambito di un dibattito promosso dalla Lavoce.info e dal Festival dell´Economia, che si aprirà a Trento alla fine di maggio.

          Una risposta che esprime una scarsa fiducia nella capacità riformatrice della classe politica, ma che dimostra anche la consapevolezza degli italiani sulla stretta connessione esistente tra il livello dei trattamenti pensionistici e le aspettative di vita. E, infatti, la tesi centrale della ricerca dei due economisti è che più i futuri pensionati vengono correttamente informati sull´andamento della spesa previdenziale e sui fattori che la condizionano, più si mostrano disposti ad accettare le riforme che possono innalzare l´età per l´accesso alla quiescenza o, appunto, modificarne i meccanismi di calcolo. Premessa contestata con asprezza, durante il dibattito, da due economisti vicini a Rifondazione comunista, Roberto Pizzuti, della Sapienza, e Angelo Marano, membro del Nucleo di valutazione della spesa previdenziale, che hanno parlato di «disinformazione» e di «dati parziali e non corretti». Ulteriore conferma di quanto la previdenza sia una materia esplosiva, tanto più – stando alle ultime stime dell´Ocse – che nel 2050 quasi un terzo degli italiani (record in Europa) vivrà di pensione, contro il 13 per cento circa del 2000. Anziani che, ovviamente, votano e rendono la classe politica miope ma, sembra, anche immobile: da un altro studio di Vincenzo Galasso (Bocconi) presentato nella stessa sede si evince che sempre nel 2050 l´età media degli elettori italiani sarà di 56 anni (nel 2000 era 44), con un trend sostanzialmente simile in Francia (56 contro 47) e in Germani (46 e 55).

          Il fattore decisivo, dunque, diventa l´informazione, perché può accrescere il consenso sugli interventi e, in ogni caso, rende la discussione più trasparente. Da qui la proposta di Boeri di inviare a tutti i lavoratori la "busta arancione", come accade in Svezia, con la quale ciascuno sia periodicamente informato sul suo futuro pensionistico in base alle regole esistenti. «È sbagliato – ha detto Boeri – che i ministri non dicano quello che andrebbe fatto, e non c´è alcuna ragione che giustifichi le attuali riunioni da carbonari».