“Sondaggio” La previdenza? Per gli italiani può cambiare (R.Mannheimer)

16/01/2007
    martedì 16 gennaio 2007

    Pagina 11 -Primo Piano

    OSSERVATORIO

    La previdenza? Sorpresa, per gli italiani può cambiare

      Renato Mannheimer

        In che misura la riunione del governo a Caserta ha davvero ottenuto l’effetto mediatico e di miglioramento dell’immagine che si prefiggeva (e che, secondo molti, ne costituiva il fine principale)? Una risposta definitiva potrà essere data tra qualche giorno, alla luce delle analisi in corso sull’opinione pubblica. Ma è già possibile individuare quali sono le iniziative su cui è opportuno che l’esecutivo si concentri per allargare il consenso.

        Per ora, infatti, nonostante qualche oscillazione registrata a dicembre, l’operato del governo resta giudicato negativamente dalla maggioranza, ivi compresi settori significativi dell’elettorato del centrosinistra. Anche il varo definitivo della Finanziaria non sembra avere mutato granché la situazione. I suoi contenuti risultano compresi da poco meno di metà degli italiani (48%), con un’accentuazione tra i ceti più centrali socialmente e i votanti per i partiti di governo. Il livello della comprensione si è dunque accresciuto (di cinque punti) rispetto a dicembre, ma pare insufficiente per una legge di questa importanza. Malgrado la diffusa incertezza sui suoi contenuti, gran parte della popolazione si sente comunque di dare un giudizio: la Finanziaria viene valutata negativamente dalla maggioranza assoluta, il 60%. Anche in questo caso, si rileva rispetto a dicembre un lieve accrescimento (3%) dei giudizi positivi, che non intacca tuttavia, se non minimamente, il quadro generale.

        Quest’ultimo muta però significativamente se, dal giudizio generale sul provvedimento, si passano ad esaminare le specifiche opinioni su singole componenti. In particolare, vengono apprezzate dalla maggioranza dell’elettorato, compresa una quota importante dei votanti per la Cdl, le misure volte a ridurre il precariato e quelle finalizzate a limitare il costo del lavoro. Inoltre, gli intervistati mostrano diffusamente di condividere i finanziamenti per la prosecuzione della realizzazione dell’alta velocità. Insomma, considerando isolatamente questi specifici punti, il giudizio dell’elettorato migliora notevolmente, sino ad acquisire il consenso della maggioranza. Soprattutto in due segmenti: chi dichiara di sentirsi «di centro » e chi esprime indecisione sul voto. Vale a dire, i target più rilevanti per le elezioni e, oggi, per la riconquista della fiducia dell’opinione pubblica.

        Tutto ciò indica da un verso come l’immagine generale del governo risulti persistentemente compromessa, ma, dall’altro, come quest’ultima può, forse, migliorare attraverso: a) la percezione diffusa di un impegno programmatico coerente, del quale sia facilmente comprensibile il senso e la direzione. Sino ad oggi, infatti, l’azione del governo è apparsa a buona parte dell’opinione pubblica, anche del centrosinistra, sovente contraddittoria ed episodica. Volta spesso ad inseguire gli stimoli e le provocazioni contingenti: dalle inchieste giornalistiche agli esiti dei sondaggi, dalle manifestazioni popolari alle urgenze imposte dal calendario parlamentare; b) soprattutto, la realizzazione di specifici provvedimenti, concretamente apprezzabili, come lo sono state, ad esempio, le liberalizzazioni proposte da Bersani a luglio (che portarono, infatti, effetti assai positivi sull’immagine del governo). Tra le iniziative, merita particolare attenzione la questione delle pensioni, sulla quale, proprio a Caserta, ha avuto luogo un serrato confronto. La maggioranza relativa degli italiani — con un’accentuazione, tuttavia, tra l’elettorato di centrodestra — la ritiene infatti una tematica «che deve essere affrontata al più presto». E una percentuale ancora maggiore è del parere che il sistema pensionistico attuale vada, più o meno radicalmente, modificato. Anche se, ovviamente, si rileva nell’opinione pubblica una forte disparità di pareri sulla natura del cambiamento ritenuto necessario e, specificatamente, sull’opportunità di elevare l’età pensionabile. In definitiva, l’insieme di questi dati mostra ancora una volta come la reputazione dell’esecutivo possa migliorare non tanto (o, se si vuole, non solo) con riunioni e confronti seguiti da impegni e promesse come a Caserta, quanto con la concretizzazione di un quadro organico di iniziative, la cui attuazione sia misurabile e apprezzabile passo a passo dai cittadini.