“Sondaggio” «Interventi» della Chiesa: Il 51% dice sì (R.Mannheimer)

03/04/2007
    martedì 3 aprile 2007

      Pagina17 – Politica

      «Interventi» della Chiesa
      Il 51% dice sì

        Ma il 40% ritiene
        che il Vaticano non
        debba pronunciarsi

          I l confronto sui rapporti tra Chiesa e Stato italiano si fa sempre più arroventato. E, al tempo stesso, partecipato, poiché, oltre i leader dell’esecutivo e quelli ecclesiastici, esso coinvolge e fa discutere gran parte dei cittadini, specie sulla questione dell’influenza del Vaticano sulle scelte legislative del nostro paese. La discussione non riguarda la mera esistenza del fenomeno: la grande maggioranza della popolazione, a destra come a sinistra, concorda sul fatto che la Chiesa tenda, per le materie che essa ritiene di sua competenza, ad interessarsi, in misura maggiore o minore, delle normative adottate dai governi che via via si succedono. Vi è però forte contrasto sull’opportunità di questo comportamento. Più del 40% ritiene che il Vaticano non debba occuparsi del merito delle leggi discusse in parlamento. Ma la maggioranza (51%) approva un intervento, più o meno incisivo. Per la gran parte, esso dovrebbe limitarsi a «indicazioni di carattere generale». Ma una quota significativa, anche se minoritaria (16%), ritiene che il Vaticano possa, se crede, anche «condizionare il voto dei parlamentari su particolari temi delicati». Questa opinione ha riscosso una maggiore approvazione proprio negli ultimi mesi, anche per effetto della offensiva che la Chiesa ha promosso contro i Dico e che ha portato in poche settimane ad una forte contrazione del favore inizialmente espresso dalla popolazione verso questi ultimi.

          I favorevoli all’intervento della Chiesa nelle scelte legislative si trovano in misura maggiore negli strati meno centrali socialmente: i più anziani, chi possiede titoli di studio meno elevati, i residenti al Sud. E sono più numerosi tra gli elettori del centrodestra, ove costituiscono quasi il 25%. Ma l’elemento caratterizzante è rappresentato, com’era prevedibile, dalla partecipazione religiosa: tanto che un quarto dei cattolici praticanti è dell’opinione che le indicazioni della Chiesa debbano assolutamente vincolare i parlamentari cattolici. E quasi metà ritiene comunque opportuno che il Vaticano dia indicazioni di carattere generale riguardo alle scelte legislative.

          Insomma, il quadro politico del nostro paese vede, ancora una volta, riproporsi l’antica frattura tra cattolici e laici. Che, come in passato, si sovrappone a quella tra centrodestra e centrosinistra. In una misura forse inaspettata e, di certo, sottovalutata da molti.