“Sondaggio” Il Grande centro può attrarre un elettore su tre (R.Mannheimer)

05/12/2006
    marted� 5 dicembre 2006

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    L’OSSERVATORIO

      Il �Grande centro� pu� attrarre
      un elettore su tre

        di Renato Mannheimer

          Il mercato potenziale del �centro� corrisponde in teoria a circa un terzo dell’elettorato e racchiude soprattutto i cosiddetti �lontani dalla politica�, che non si sentono n� di destra n� di sinistra. Diminuisce, invece, il numero di quanti si dichiarano di centro (circa il 10%) e soltanto il 4-5% lo fa per motivi programmatici.

            Aldil� delle schermaglie sulle singole questioni tra i diversi partiti e leader, l’intero scenario, a destra come a sinistra, � percorso da veri e propri movimenti tellurici, spesso sotterranei, volti alla ridefinizione dei caratteri dell’offerta politica nel suo insieme. Di qui, i progetti di unificazione pi� o meno organica delle forze rispettivamente presenti nelle due coalizioni, e, specialmente, l’ipotesi di (ri)costituzione del partito del �grande centro�, che, pi� o meno esplicitamente, si rifarebbe alla tradizione democristiana. Ne hanno parlato, in termini pi� o meno convinti, Casini, Mastella, Follini e molti altri esponenti dell’area.

            Quali sono le potenzialit� di una forza siffatta? Allo stato attuale, � impossibile formulare una risposta precisa, poich� essa dipende ovviamente dal sistema elettorale adottato. Con quello in vigore, il nuovo partito avrebbe certo poco spazio: proprio per questo i suoi promotori puntano ad una riforma.

            � possibile, tuttavia, tentare delle stime sulla base della autocollocazione spontanea degli elettori su un ipotetico continuum sinistra-destra. Le persone che si sentono di �centro� sono oggi assai meno di un tempo: poco pi� del 10 per cento dell’elettorato. In pi�, solo una parte minoritaria di costoro — circa il 4-5 per cento dell’elettorato — opta per questa posizione pensando al �centro� in termini politici e programmatici. La maggioranza di chi si definisce di centro tende in realt� a sottolineare in questo modo la propria �non appartenenza� all’uno o all’altro schieramento o, meglio, l’intenzione di collocarsi al di fuori e lontano dalle questioni politiche che occupano quotidianamente i giornali e i notiziari televisivi. L’accentuato disinteresse per la politica li porta ad una scelta spesso considerata pi� �facile� e, al tempo stesso, forse, meno coinvolgente.

            Da questo punto di vista, gran parte di chi si dichiara �di centro� pu� essere in buona misura assimilato a chi, rispondendo al quesito sull’autocollocazione, rifiuta completamente di posizionarsi, dicendo di non sentirsi n� di destra, n� di sinistra, n� niente. Si tratta di pi� di un quarto dell’elettorato italiano: i cosiddetti �lontani dalla politica�. La prossimit� di chi si definisce �di centro� con chi � �lontano� � confermata anche dalla forte somiglianza dei caratteri demografici e socio-economici dei due gruppi. Nonch� dal fatto che in entrambi, circa nella stessa misura, si trova la massima concentrazione di cattolici praticanti.

            Una forza politica di centro potrebbe ovviamente attrarre anche almeno una parte di quanti oggi dichiarano di sentirsi di centrodestra o di centrosinistra. Ma � soprattutto l’insieme dei �centristi� e dei �lontani� a costituire il mercato elettorale potenziale. La conquista dei �lontani� appare per� particolarmente difficile, anche se non impossibile. Da un verso, infatti, proprio per questa loro collocazione, essi sono fortemente tentati dall’astensione. Dall’altro, almeno due terzi dei �lontani�, vale a dire il 15-17 per cento dell’elettorato, sono tali pi� per disaffezione o disillusione che per totale distacco o disgusto verso la politica e potrebbero quindi essere riconquistati da quest’ultima.

            Il mercato potenziale del centro comprende dunque in teoria circa un terzo dell’elettorato. Tuttavia — � forse superfluo sottolinearlo — �potenziale� � assai diverso da �reale� e/o �acquisito�: per passare dall’uno all’altro occorre un’efficace azione di comunicazione, una campagna elettorale convincente e rassicurante, che dia l’impressione di una volont� unitaria, moderata (ma non priva di contenuti), capace specialmente di suscitare fiducia. In caso contrario, � l’astensione a prevalere.