“Sondaggio” Il 2006 anno nero dell´economia

02/01/2007
    martedì 2 gennaio 2007

      Pagina 18/19 – Interni

      il sondaggio

        Il 2006 anno nero dell´economia
        ma adesso l´Italia è più ottimista

          Nel 2007 Prodi non cadrà. Per la svolta servono i giovani

            Bilanci dell´anno vecchio
            e attese per il nuovo nella
            rilevazione Demos-Eurisko

            Saldo a +20 tra chi ha
            aspettative economiche
            ositive e chi è pessimista

            Ancora critico il giudizio
            sull´azienda-Paese: uno su
            due pensa che la situazione
            sia ulteriormente peggiorata

            Previsto un quadro politico
            stabile. Pochi credono che
            Berlusconi lascerà, molti che
            Montezemolo entrerà in campo

              FABIO BORDIGNON

              Cala il sipario sul 2006, gli italiani danno il benvenuto al nuovo anno: un´ampia rilevazione Demos-Eurisko, per la Repubblica, ha sondato gli umori e le previsioni dell´opinione pubblica. Delusi dagli ultimi dodici mesi, i cittadini salutano con maggiore fiducia l´anno alle porte. Crescono le aspettative positive in ambito economico, mentre, in politica, prevale un quadro di stabilità. Prodi, secondo la maggior parte degli intervistati, resterà in carica per tutto il 2007, e il riconteggio delle schede non produrrà alcun ribaltone. Ma, per rilanciare l´Italia, è necessario puntare di più sui giovani.

              Il 2006 è stato un anno importante, segnato, nel giudizio degli italiani, da eventi molto diversi fra loro. Sul piano internazionale, l´anno appena concluso sarà ricordato soprattutto per il viaggio di Benedetto XVI in Turchia, importante tappa nel dialogo fra le religioni. Ma anche per l´aggravarsi della situazione in Medio Oriente, in particolare nel Libano e in Iraq, per la condanna a morte di Saddam Hussein. A livello italiano, il fatto che ha scosso maggiormente l´opinione pubblica è costituito, senza dubbio, dal tragico rapimento finito con l´omicidio del piccolo Tommaso Onofri. Al secondo posto troviamo invece un grande momento di festa nazionale: il successo degli azzurri al mondiale tedesco. La vittoria dell´Unione alle ultime elezioni politiche si colloca in terza posizione. La svolta politica non sembra avere determinato – almeno per ora – quel cambiamento di rotta che molti cittadini auspicavano. Certo, il giudizio sulle dinamiche economiche è migliorato, rispetto a dodici mesi fa. Ma un italiano su due pensa che la situazione, sotto questo profilo, sia ulteriormente peggiorata. E le valutazioni negative prevalgono, in modo netto, un po´ per tutti gli ambiti presi in esame dal sondaggio: dalla politica alla televisione, dalla corruzione politica a quella che – nonostante il recente "terremoto" – abita il mondo del calcio. Solo per quanto riguarda la lotta all´evasione le letture positive pareggiano quelle negative.

              Tuttavia i cittadini guardano con fiducia al 2007. Cresce l´ottimismo economico: il saldo fra aspettative positive e negative, tornato sopra lo "zero" un anno fa, sale oggi a +20. Il quadro nazionale è destinato a migliorare, secondo la maggioranza delle persone, con ricadute positive anche sulle finanze individuali (+15). Aspettative positive si riscontrano anche in materia di ordine pubblico (+18), di lotta all´evasione (+30), di trasparenza nel mondo del pallone (+20). Mentre il futuro appare più difficile per quanto riguarda la pressione tributaria: il 37%, infatti, prevede di pagare più tasse, nei dodici mesi a venire.

              Scarso ottimismo emerge, peraltro, in riferimento alla dimensione politica: il 36% degli intervistati si aspetta, sotto questo profilo, un ulteriore deterioramento. Va precisato, tuttavia, che i cittadini non immaginano, per il 2007, novità significative nel panorama politico. Sei su dieci ritengono che il nuovo governo resterà in carica almeno fino alla fine dell´anno, magari con qualche avvicendamento (26%). Appena un quinto della popolazione "scommette" sulla possibilità di elezioni anticipate. L´ipotesi della "grande coalizione" è ritenuta probabile da una minoranza, fra le persone interpellate (24%), così come il "ribaltone" prodotto dai controlli sulle schede elettorali viene percepito come eventualità piuttosto remota (30%). Ancora più improbabile appare, poi, l´uscita di scena di Berlusconi (15%). Le uniche novità possono provenire, dunque, dal debutto di nuovi attori sulla scena politica, come nel caso di Luca Cordero di Montezemolo (48%). Oppure dalla nascita di nuovi "contenitori" politici: circa quattro persone si dieci pronosticano la nascita del Partito unitario del centrodestra (il Partito delle Libertà: 41%) o del Partito Democratico (38%).

              Ma qual è la ricetta per rimettere in moto il Paese? Per migliorare l´Italia, secondo gli intervistati, è necessario, innanzitutto, dare più spazio alle nuove generazioni, aumentando la presenza dei giovani nelle posizioni chiave della società (48%). Il 28% chiede maggiore solidarietà sociale, mentre per una quota appena inferiore (26%) servono più autorità e decisione da parte di chi comanda. Un´altra lacuna viene individuata, infine, nella scarsa disponibilità dei cittadini a spendersi per il bene comune (23%).