Sondaggio: il 17 per cento voterebbe Grillo

26/09/2007
    mercoledì 26 settembre 2007

    Pagina 11 – Politica

    OGGI PUBBLICATO UN SONDAGGIO CHOC PER I POLITICI EFFETTUATO DA MANNHEIMER

      Grillo boom, il 17 per cento lo voterebbe

        ROMA

        Non si risolvono i problemi del Paese con il «vaffanculo». Lo dice il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, durante un incontro con i 50 migliori neolaureati d’Italia selezionati dalla Luiss. Durante l’incontro, pur non citando direttamente la manifestazione del comico genovese Beppe Grillo, torna sul tema dell’antipolitica: «Io a risolvere i problemi dell’Italia con il “vaffanculo” non ci credo. Non sono fra quelli che pensano che tutti i mali del Paese sono nella politica». Bisogna fare attenzione a «non entrare in un populismo e in una demagogia troppo facili». «La cosa peggiore in questo momento – continua Montezemolo – è il cinismo dell’antipolitica e il disprezzo della politica. Abbiamo bisogno di una politica forte, che ricrei la passione nel Paese e la fiducia, che dia obiettivi e sfide, che parli e spieghi come stanno le cose. Che punti sulla concorrenza, sul merito, sul dialogo e sulla crescita».

        Il rischio anti-politica torna anche nelle parole di Guglielmo Epifani. Secondo il segretario della Cgil, nelle fabbriche c’è un clima di sfiducia verso la politica che preoccupa: «C’è il bisogno dei lavoratori di richiamare l’attenzione sulle loro condizioni e su una situazione retributiva molto pesante». E si cominciano a fare dei numeri per quantificare il fenomeno-Grillo. Secondo un sondaggio della società Ispo di Renato Mannheimer, il 17 per cento degli italiani sarebbe pronto a votare Beppe Grillo alle elezioni politiche. «Sono numeri importanti. L’Italia è in una fase particolare», spiega Mannheimer, «di grande mobilitazione, di proteste. Grillo cavalca un malcontento che non accenna a fermarsi». Quasi un italiano su due, il 45 per cento, esprime simpatia per il comico genovese o, addirittura, ha partecipato al V-Day. «È un fenomeno che ha un precedente: la grande affermazione della Lega, dopo Tangentopoli».

        Intanto, mentre Grillo sul blog pubblica una lettera di sostegno arrivata da padre Benjamin, e ironizza ancora su Clemente («Mastella è nel bosco, giustizia mia non ti conosco»), Mastella, in serata a Ballarò, parlando del comico attacca con «sgomento» e «amarezza» il blog in cui vi sono messaggi contro di lui come «Mastella ti odio»: «Voglio dire a Grillo, che non farò né la fine di Craxi che andò in esilio né la fine di Biagi. L’odio è un atto di inciviltà». «Io – dice il ministro – non posso accettare i linciaggi morali di uno come Grillo», che, sostiene, è «vittima di contraddizioni» ed ha una condanna ad un anno e tre mesi confermata in Cassazione. [R.I.]