“Sondaggio” I consumi ripartono (con i debiti)

05/02/2007
    lunedì 5 febbraio 2007

    Pagina 34- Economia/TuttoSoldi

    IL PORTAFOGLI DEGLI ITALIANI

    I consumi ripartono (con i debiti)

      FRANCESCO SPINI

      Crescono i consumi e, in mancanza di ricchezza, crescono pure i debiti. Eccola la fotografia dell’Italia inizio 2007 alle prese con portafogli magri e un costo della vita sempre in salita. Come dimostrano il recente osservatorio di Findomestic e l’ultimo curato da Censis-Confcommercio, per i consumi le cose non vanno malissimo. Non solo nel 2006 hanno dato segnali positivi, ma si preparano anche a un 2007 all’insegna dell’ottimismo. Intanto, nonostante i mille campanelli d’allarme che continuano a risuonare sui livelli di indebitamento delle famiglie – ancora contenuti rispetto ad altri paesi, ma al galoppo -, le rate si fanno sempre più largo tra le abitudini di tutti i giorni.

      Nel 2006, dicembre escluso, come segnala il rapporto Italia 2007 dell’Eurispes, il credito al consumo ha registrato ancora un altro balzo in avanti a due cifre, +13,5%. Non solo. Gli italiani, segnala la Banca d’Italia, sono sempre più indebitati: +9,8% rispetto a un anno prima. Negli ultimi sei anni la crescita del fenomeno credito al consumo assume toni impressionanti: +157,1%. Questo però non va a incrementare il tenore di vita. La maggior parte di questo indebitamento, segnala infatti l’Eurispes, serve a coprire delle necessità primarie (cure mediche, automobili, elettrodomestici, servizi per la casa, specificano i ricercatori dell’Eurispes), in definitiva per il minimo indispensabile.

      Non bisogna quindi stupirsi se tra gli ultimi prodotti immessi sul mercato ne figura ad esempio uno, a marchio CitiFinancial (società di Citigroup), dal nome singolare (Calorata) e dalle finalità che non ti aspetti: permette alle famiglie di pagare a rate pure le bollette dell’energia invernali a un tasso fisso del 4,5%. Troppo care, talvolta insostenibili per la famiglia media. A cui non resta che indebitarsi.

      Nel frattempo, anche grazie al supporto della rata, continuano le buone notizie sul fronte dei consumi. L’outlook di Confcommercio, realizzato in collaborazione del Censis, parla di un ultimo trimestre 2006 e dei primi mesi 2007 che confermano «l’onda lunga della ripresina». Ripresina, certo, perché le famiglie non incrementano sensibilmente le proprie spese in termini di valore. Ma se nel 2005 solo il 25,5% delle famiglie interpellate dal sondaggio indicava un aumento della spesa per i consumi, la percentuale ora sale al 33,5.

      L’ottimismo, sebbene con la massima cautela, si ripete anche per quelle che sono le previsioni di spesa. Circa il 60% delle famiglie non prevede, per i primi mesi di quest’anno, di incrementare le spese. Il 29,6% invece sì. Si spende soprattutto per abbigliamento e calzature (il 70% delle famiglie), per il benessere in genere (34,2%) e per le attività sportive (24,3%); ma le voci che, probabilmente, determineranno un ulteriore incremento in valore delle spese complessive sarà rappresentato da nuovi articoli di arredamento (11%), nuovi elettrodomestici e prodotti tecnologici (9,5%).

      A simili risultati è giunto anche l’Osservatorio Findomestic che, tra l’altro, compara le intenzioni di spesa degli italiani con quelli di altri Paesi. In testa agli «spendaccioni» ci sono la Gran Bretagna e Belgio, seguiti dalla Francia e dalla Germania. L’Italia è sesta, dopo la Repubblica Ceca. Ma pure le famiglie italiane dimostrerebbero, secondo Findomestic, un «deciso ottimismo».

      In cima ai desideri degli italiani ci sono i viaggi e lo svago in generale, per cui è disposto a spendere il 56% degli intervistati, contro una media europea del 46. Al secondo posto ci sono gli elettrodomestici bianchi, come ad esempio i frigoriferi o le asciugatrici (su cui nel 2006 c’è stato un vero e proprio boom).

      Segue da vicino chi è pronto ad aprire il portafoglio per fare acquisti nel campo della telefonia mobile (il 24%) e negli elettrodomestici bruni, quelli insomma ad alto contenuto tecnologico come tv Lcd ma soprattutto i navigatori satellitari per autovetture che lo scorso anno sono stati imbattibili nelle richieste, con un incremento del 130%.

      Resta l’altra parte della barricata, quella delle rate. «Il ceto medio – sottolinea l’Eurispes – deve fronteggiare una crisi che ha inciso profondamente sul suo potere d’acquisto e tassi di inflazione che hanno eroso più del 20% del reddito dei pensionati e dei lavoratori dipendenti». Risultato? Nel 2007 il ricorso alle rate andrà ancora molto forte: le previsioni parlano già di un +11,9%.