“Sondaggio” Governo più popolare, recupera il 6%

19/12/2006
    marted� 19 dicembre 2006

    Pagina.5 – Primo Piano

      Governo pi� popolare, recupera il 6%

      Consensi al 40 per cento: invertita la rotta dopo mesi. D’Alema e Amato i preferiti

        GLI ELETTORI
        La fiducia � aumentata relativamente di pi� tra gli elettori della Margherita e quelli di Rifondazione comunista
        I MINISTRI
        Ai vertici della classifica di gradimento D’Alema, Amato, Di Pietro e Bonino. Bersani, che a luglio era in auge, perde consensi

          di Renato Mannheimer

            L’intera societ� italiana, sia pure in misura diversa tra le sue componenti, � stata pervasa negli ultimi mesi da sentimenti di sfiducia e disillusione crescenti nei confronti di tutte le istituzioni: dal presidente della Repubblica (che comunque continua, assieme alle forze dell’ordine, a registrare i livelli di consenso pi� elevati), sino alla Borsa e ai partiti, ultimi nella classifica della fiducia (si vedano al riguardo i dati della recente ricerca Demos, diretta da Diamanti). Uno dei principali fattori all’origine di questo stato di cose era la convinzione diffusa che l’esecutivo guidato da Prodi non riuscisse ad ottenere alcun risultato significativo, perch� reso impotente o quasi dalle sue contraddizioni interne e dalla distanza programmatica e ideologica tra le forze politiche che lo compongono. La speranza di un governo innovatore, accesasi a luglio col decreto Bersani, si era fortemente erosa, se non spenta.

            Questo clima sembra avere subito un mutamento, non sappiamo se temporaneo o duraturo. L’approvazione della finanziaria (salvo il decreto �aggiusta errori�) e, specialmente, le dichiarazioni di Prodi e di Padoa-Schioppa degli ultimi giorni, sembrano avere in qualche misura attenuato nell’opinione pubblica la sensazione di incapacit� di muoversi dell’esecutivo. E hanno suscitato una ripresa della fiducia nei confronti del suo operato. Come spesso accade, la diminuzione degli atteggiamenti negativi ha riguardato anche la sfera economica: non a caso, l’indicatore della fiducia dei consumatori, elaborato mensilmente dall’Isae, mostrava a fine novembre una crescita.

            L’incremento dei giudizi positivi verso il governo si rileva in misura relativamente pi� intensa tra gli strati pi� deboli socialmente: i giovanissimi, i pi� anziani, i disoccupati, ecc… Ma la tendenza si riscontra in misura non molto diversa in vari altri segmenti e strati sociali, anche molto lontani tra loro. Ci� sembra suggerire che, con gli aggiustamenti dell’ultimo momento, si sia forse anche voluto �tamponare� la crisi di fiducia di questa o di quella categoria, di questa o quella componente. � un’impressione confermata in parte dall’analisi degli orientamenti politici di chi esprime in misura maggiore un incremento dei consensi al governo. Essa mostra come la fiducia si sia relativamente pi� accresciuta nelle ali �estreme� dei sostenitori della compagine, vale a dire tra gli elettori della Margherita da un verso e quelli di Rifondazione Comunista dall’altro. Il che — lo ha sottolineato qualche giorno fa Verderami sul

            Corriere, commentando i primi dati Ipsos che anticipavano la crescita dei consensi per il governo — ha forse preoccupato in qualche misura la componente diessina.

            L’incremento di consensi per l’esecutivo nel suo complesso si riflette sulla popolarit� dei singoli suoi membri. Appaiono ai vertici della graduatoria D’Alema, Amato, Di Pietro, Bonino, mentre la �stella� di Bersani, che aveva raggiunto a luglio livelli elevati di consenso, sembra essersi, a torto o a ragione, in qualche misura offuscata. Si � anche accresciuta la fiducia personale riscossa dallo stesso Prodi: oltre a aumentare rispetto al mese scorso, essa supera addirittura, in termini di giudizi positivi, il livello raggiunto nel dicembre 1996.

            Il confronto con l’andamento di dieci anni fa � stato suggerito dallo stesso Prodi, che ha sottolineato come il trend della popolarit� di allora fosse sostanzialmente analogo a quello di oggi. L’osservazione � corretta, anche se, per quanto riguarda il complesso dell’esecutivo, i livelli di consenso rilevati in questi mesi sono comunque inferiori a quelli di dieci anni fa. Anche nel 1996 il trend negativo allora in corso sub� un arresto in dicembre, per poi riprendere per� in gennaio. Perch� questo non accada nuovamente, sembra necessario che il governo risponda alla (parzialmente) rinnovata fiducia dei suoi elettori con un segnale forte — e ben comunicato — di rinnovamento e di impulso riformatore.