“Sondaggio” D´Alema primo, crolla Padoa-Schioppa

14/12/2006
    gioved� 14 dicembre 2006

    Pagina 4 – Interni

      IL CASO

      Sondaggio Ipr per Repubblica.it: il governo a quota 38 per cento, cinque punti in meno in un mese

        D�Alema primo, crolla Padoa-Schioppa
        e il premier perde ancora consensi

          Il premier perde il 4%
          di consensi rispetto a
          novembre, ma a luglio
          scorso era al 58%

          Arretrano anche i
          partiti dell�Unione:
          i Ds passano dal 49 al
          46 %, superati da An

            Silvio Buzzanca

              ROMA – Un dato � certo: il 93 per cento degli italiani sa che Romano Prodi � il presidente del Consiglio. Per arrivare al cento per cento del campione bisogna sommare un 6 per cento che non sa proprio chi sieda oggi a Palazzo Chigi e un 1 per cento che fa addirittura un altro nome. Dunque la "fama" del Professore cresce nel paese, ma allo stesso tempo cala la popolarit� sua e del governo. Numeri alla mano, – sondaggio mensile di Ipr Marketing per Repubblica.it, – nell�ultimo mese la fiducia in Prodi � scesa dal 46 al 42 per cento. E la percentuale di chi ne ha poca o nessuna � passata dal 50 al 52 per cento. Se il leader non ride, al governo nel suo complesso va ancora peggio: l�11 novembre avevano molta fiducia o abbastanza nell�esecutivo il 43 per cento degli italiani. Passato un mese la cifra crolla al 38 per cento. Nello stesso periodo gli scontenti passano dal 55 al 58 per cento.

              Sar� un problema di comunicazione, sar� colpa dell�autunno e della defatigante e snervante stagione della Finanziaria, l�effetto tasse o ancora il dazio da pagare all�indulto, ma il raffronto con il mese di luglio � devastante. All�inizio dell�estate il 63 per cento degli italiani avevano fiducia nel governo contro un 36 per cento di scontenti: una perdita secca di 27 punti percentuali. Al Professore il raffronto con luglio va un po� meglio: dal 58 al 42 per cento: solo 16 punti percentuali in meno.

              La sfiducia degli italiani coinvolge anche i singoli ministri. Salvo la Pollastrini che passa dal 50 al 52 per cento di fiducia e dal 32 al 42 per cento di "conoscenza", Damiano che cresce dal 43 al 44 per cento di fiducia e D�Alema, che � sempre il primo della "classe" e sale dal 64 per cento di novembre al 66 per cento. Subito dietro si piazzano Di Pietro che scende dal 63 al 61 per cento e Amato che perde un punto fino al 60 per cento. Un altro stabile � Mastella inchiodato al 44 per cento, ma 19esimo in classifica. Gli altri hanno tutti il segno meno. E quello che colpisce maggiormente � il meno 10 per cento che la ricerca dell�Ipr Marketing attribuisce a Tommaso Padoa Schioppa. Il ministro dell�Economia sembra essere stato individuato dagli italiani come il vero padre della Finanziaria: risultato un crollo dal 46 per cento di novembre al 36 di dicembre. Impressionante il raffronto su luglio, quando il 71 per cento esprimeva fiducia in lui. Ma anche il resto della compagine ha poco di che rallegrarsi: meno 3 per la Melandri, meno 4 per la Bonino e Mussi, meno 5 per Rutelli e Gentiloni, meno 6 la Turco e Bersani, meno 7 per De Castro, meno 8 per la Bindi, meno 9 per Nicolais.

              Un mezzo disastro che non ha risparmiato i partiti del centrosinistra. Il mese scorso i Ds godevano del primato della fiducia con il 49 per cento. A dicembre scendono al 46 e lasciano il primo posto ad Alleanza nazionale che passa dal 45 al 47 per cento. Il partito di Fassino � quasi raggiunto a quota 45 anche da Forza Italia che nell�ultimo mese ha guadagnato un punto. Dietro sorride l�Udc che sale dal 36 al 40 per cento, raggiungendo la Margherita che non � andata n� avanti n� indietro. Buona invece la crescita dell�Italia dei Valori che sale dal 32 al 36 per cento e la tenuta dei Verdi, fermi al 32. Crescono di un punticino anche i radicali, dal 17 al 18 per cento, e l�Udeur, dal 16 al 17 per cento. Arretrano Rifondazione che scende dal 25 al 22 per cento, il Pdci dal 21 al 19 per cento, la Lega dal 19 al 18 per cento, e lo Sdi che passa dal 14 al 10 per cento.