Sommerso, un rilancio a tre vie

02/04/2002





Emersione dal «nero» – Corretto il vecchio percorso e previsto un nuovo piano con ampi poteri ai sindaci
Sommerso, un rilancio a tre vie
La procedura «progressiva» si annuncia difficile
Le disposizioni sull’emersione dal sommerso, dopo l’approvazione da parte del Senato delle modifiche al decreto legge 12/2002, hanno subito un importante restyling. È necessario cercare di esaminare le correzioni e di capire se le modifiche (il testo dovrà essere approvato anche dalla Camera) invertiranno la tendenza che ha fatto sì che, finora, gli imprenditori (e i lavoratori autonomi) non abbiano praticamente utilizzato l’istituto. A prima vista, la sensazione è che le nuove misure non modificheranno lo scarso appeal dell’emersione. Tre strade di regolarizzazione. L’emersione potrà avvenire lungo tre corsie. Alla procedura "automatica" relativa a coloro che hanno presentato la dichiarazione di emersione entro la data di conversione (probabilmente attorno al 20 aprile) del Dl 12/2002, si affiancherà la procedura "automatica" per coloro che presentano la dichiarazione di emersione dopo la conversione del decreto e la procedura "progressiva" che cambia radicalmente le regole per l’approccio alla dichiarazione di emersione. Il ruolo del sindaco. La novità più rilevante, oltre alla proroga al 30 novembre prossimo, è, dunque, l’introduzione di una nuova procedura personalizzata definita di emersione "progressiva", che prevede la presentazione al sindaco del Comune ove viene svolta l’attività di un piano individuale di emersione finalizzato a regolarizzare anche violazioni diverse da quelle fiscali e previdenziali (ad esempio, in materia di sicurezza del lavoro o di impatto ambientale) e la possibilità di riallineamento nel tempo delle retribuzioni dei lavoratori emersi (solo, però, di quelli totalmente "in nero"). Come ulteriore incentivo è previsto che il datore di lavoro possa conservare l’anonimato presentando il piano tramite organizzazioni sindacali dei datori di lavoro, dottori commercialisti, ragionieri e consulenti del lavoro. L’anonimato dovrebbe, comunque, essere circoscritto alla presentazione del piano al sindaco in quanto, una volta ricevuta l’approvazione, l’imprenditore dovrà presentare la dichiarazione di emersione entro il 30 novembre 2002. Dichiarazione che, anche dopo l’approvazione del nuovo modello, difficilmente potrà risultare anonima, visto che dovranno essere versate imposte e contributi "agevolati". In sostanza, la nuova procedura "progressiva" si caratterizza rispetto a quella "automatica", oltre che per l’anonimato, per la possibilità di proporre al sindaco un piano per la progressiva regolarizzazione (in un tempo non superiore comunque a 18 mesi, prorogabili a 24) di violazioni diverse da quelle fiscali e previdenziali e per il progressivo adeguamento agli obblighi previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro in materia di trattamento economico per i lavoratori che si intendono far emergere. In quest’ultimo caso il sindaco dovrà sottoporre la questione al parere non vincolante delle commissioni provinciali o regionali sul lavoro irregolare, se istituite. Se entro 15 giorni la commissione non si esprime o non risulta istituita, il sindaco dovrà pronunciarsi entro 45 giorni dalla presentazione del piano (da presentare entro il 30 settembre 2002). Vantaggi e svantaggi. A ogni modo, non sembrano così eclatanti i vantaggi legati all’emersione "progressiva" rispetto a quella "automatica". Ciò che l’imprenditore considera maggiormente è, infatti, il costo dell’emersione, dunque i vantaggi fiscali e previdenziali, oltre alla "copertura" per il passato e all’esenzione dall’applicabilità dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (sfumata sul filo di lana). In relazione alla procedura "progressiva", si tratterà, poi, di capire se i sindaci dei Comuni (soprattutto nei piccoli centri) si prenderanno responsabilità che sicuramente esulano dal loro mandato. Il sindaco e la conciliazione. In riferimento alla "copertura" per la situazione precedente all’emersione, va sottolineato, però, che la nuova norma dà garanzie al datore di lavoro per le rivendicazioni retributive o risarcitorie da parte dei dipendenti (questo sia nel caso di utilizzo della procedura "automatica" che di quella "progressiva"). Viene, infatti, stabilito che se il lavoratore aderisce al programma di emersione deve sottoscrivere un atto di conciliazione nel quale deve essere precisato che non può proporre rivendicazioni retributive o risarcitorie per il passato. Questo atto di conciliazione, spiega la relazione all’emendamento che ha corretto il Dl, non va necessariamente perfezionato secondo gli articoli 410 e 411 del Codice di procedura civile, ma deve essere depositato e registrato presso il sindaco del Comune dove ha sede l’impresa. Pertanto, il sindaco, anche se non verrà interessato per la procedura "progressiva", dovrà intervenire in relazione agli effetti conciliativi per il passato, anche se non si comprende cosa si intende per «registrazione» (si può, semmai, parlare di "protocollazione"). Va rilevato che il sindaco competente per l’emersione "progressiva" è quello in cui ha sede l’unità produttiva del datore di lavoro, mentre per la registrazione dell’atto di conciliazione è competente il sindaco in cui ha sede l’impresa, che può essere diversa dal l’unità produttiva. Gli effetti fiscali e previdenziali. Sia per chi presenta la dichiarazione di emersione secondo la procedura "automatica" che per chi utilizza quella "progressiva", gli effetti vengono a coincidere (si veda la tabella a fianco). In sostanza, per effetto del differimento al 30 novembre 2002 della dichiarazione di emersione, le annualità interessate sono quelle comprese nel triennio 2002/2004. Per chi, invece, alla data di conversione del decreto legge 12/2002 ha già presentato la dichiarazione di emersione, il triennio agevolato rimane il 2001-2003. Dalla lettura del nuovo testo, traspare che questi soggetti potranno utilizzare la sanatoria per le violazioni Iva e le ritenute sia per quelle commesse nel 2001 che nel 2002, fino alla data di presentazione della dichiarazione di emersione. In particolare, per le violazioni Iva, questi soggetti fruiranno della sanatoria per tutte le violazioni commesse nel 2001 e 2002 (fino alla conversione del Dl) a condizione che l’imposta venga versata entro i rispettivi termini previsti per il pagamento dell’imposta annuale.

Dario Deotto
Domenica 31 Marzo 2002