Sommerso, time-out di una settimana

17/07/2002


17 luglio 2002



I sindacati chiedono una «pausa di riflessione» per approfondire il testo delle imprese, nuovo incontro il 23 – Accordo raggiunto tra i datori
Sommerso, time-out di una settimana
Slitta a settembre la definizione degli aumenti delle pensioni minime – Le confederazioni: riunione inutile, dall’Esecutivo niente dati certi

N.P.

ROMA – Ancora una settimana di tempo per il sommerso. E tutto rinviato a settembre per la verifica sull’attuazione del provvedimento sull’aumento delle pensioni minime. Mentre il ministro del Welfare continua a lavorare a un piano per la famiglia che dovrebbe presentare alle parti sociali dopo le ferie e che contiene sgravi fiscali per i figli e assegni familiari commisurati ai contributi versati. Secondo alcune indiscrezioni, il progetto prevederebbe la cifra di 20 miliardi di euro in dieci anni. Ma il sottosegretario al Welfare, Grazia Sestini, ha prontamente smentito: «Venti miliardi di euro per la famiglia? Se li chiedo a Tremonti sviene!». La giornata di ieri, iniziata con un calendario denso di appuntamenti, si è risolta con un nulla di fatto. Sembrava, dalle previsioni della vigilia, che sindacati e imprenditori potessero arrivare oggi a un avviso comune sul sommerso, anche con la firma della Cgil, da presentare al Governo per essere recepito. Invece la riunione di ieri mattina tra imprenditori e sindacalisti ha deciso per il rinvio di una settimana: il 23 incontro tecnico tra le parti, in Confindustria, e il giorno dopo appuntamento con l’Esecutivo. La pausa è stata necessaria per consentire al sindacato di approfondire il testo presentato dalle organizzazioni dei datori di lavoro. «Il sindacato ha chiesto qualche giorno di riflessione e noi siamo disponibili», ha commentato il direttore generale della Confindustria, Stefano Parisi, convinto comunque di essere «vicini al traguardo». Parisi smentisce indiscrezioni trapelate dal sindacato di divisioni tra le organizzazioni dei datori di lavoro: «Tra di noi abbiamo raggiunto un accordo. Il fronte imprenditoriale è unito, ci vuole pazienza e siamo disponibili a proseguire». Per il sindacato, invece, alcuni aspetti del provvedimento sul sommerso vanno ancora approfonditi. Tra i punti principali dell’avviso comune, l’estensione da 3 a 5 anni del periodo di emersione agevolato ai fini contributivi; l’innalzamento da 5 a 10 anni del periodo pregresso per sanare le irregolarità contributive dei lavoratori, un pari trattamento tra ex lavoratori irregolari e nuovi assunti; la regolarizzazione degli immigrati irregolari. «C’è stata troppa enfasi sulla possibilità di un accordo immediato», ha commentato ieri il sindacalista della Uil, Paolo Pirani, sollecitando la necessità di una maggiore prudenza, ma ammettendo che «si sta lavorando per un accordo». Più ottimista il sindacalista della Cisl, Paolo Bonanni, il rinvio è necessario se si vuol costruire un avviso comune ben articolato, vista la complessità della materia». In particolare sono tre le esigenze sostenute dalla Cisl: il ruolo delle parti sociali nel riallineamento contrattuale, nella conciliazione, sia sul periodo pregresso che su quello di emersione, la valorizzazione del sistema degli enti bilaterali. Infine anche Paolo Nerozzi, sindacalista della Cgil, ha confermato la volontà di trattare, ma ha criticato l’enfasi data a suo parere dalla Confindustria su un accordo a portata di mano. «Le strumentalizzazioni sono insostenibili. Abbiamo posto questioni di merito e vogliamo risposte», ha commentato Nerozzi, che ha chiesto la cancellazione della delibera Cipe relativa ai minimi contrattuali. All’incontro con il Governo, fissato per il pomeriggio di ieri, il sindacato ha ritenuto opportuno non andare, visto che non si era arivati a un avviso comune. All’appuntamento si sono comunque presentati gli imprenditori e Ugl. Intanto il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, si era già detto disponibile a valutare la richiesta di prolungare gli sgravi per l’emersione di impresa dai 3 ai 5 anni, mentre il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi, ha precisato che l’avviso comune «deve integrare e non sostituire quanto finora è già stato predisposto», ha detto, auspicando un’intesa anche con la Cgil. Appuntamento direttamente a settembre invece per la verifica sull’attuazione dell’aumento delle pensioni minime. All’incontro, convocato al ministero del Welfare, erano presenti i sottosegretari Alberto Brambilla, al quale il ministro ha revocato le deleghe, e Grazia Sestini, che hanno presentato ai sindacati solo proiezioni sulla spesa e sui beneficiari dell’aumento delle pensioni al minimo. Per il sindacato un incontro inutile, visto che il Governo a loro parere non si è presentato con dati certi e che, secondo Cgil, Cisl e Uil, l’attuazione è al di sotto delle stime governative. Quanto al piano di Maroni, gli sgravi alle famiglie con figli dovrebbero alleggerire il peso fiscale tra i 5-8 miliardi di euro. Sulla famiglia nel suo complesso, il Governo vuol arrivare a un equilibrio tra contributi e prestazioni, il che vuol dire quadruplicare la spesa per gli assegni familiari. Inoltre partirebbe una rete di baby sitter organizzata da associazioni familiari specializzate.