Sommerso, scattano gli «avvisi»

21/06/2002





La campagna contro il lavoro nero riparte con l’invio di 40mila lettere durante l’estate – In arrivo la circolare
Sommerso, scattano gli «avvisi»
I primi 4mila inviti ai contribuenti con dati contabili irregolari: risposte ai questionari entro trenta giorni
Marco Mobili
(NOSTRO SERVIZIO)

ROMA – 20 giugno 2002, riparte la lotta al sommerso: la campagna contro il lavoro nero, avviata a fine 2001 con la cosiddetta legge dei 100 giorni ma che fino a oggi ha prodotto risultati ben al disotto delle aspettative, trova nuova linfa con l’avvio di una massiccia campagna di controlli. Intanto è pronta l’ultima circolare interamministrativa messa a punto dall’agenzia delle Entrate: il documento è stato firmato ieri e la diffusione è prevista per oggi (in effetti, il Cipe aveva fissato come termine per il completamento di queste istruzioni la data del 20 giugno). Dopo la "carota" con gli spot televisivi finalizzati a un’adesione spontanea ai regimi fiscali triennali agevolati e previdenziali, nonché alla possibilità di sanare progressivamente anche violazioni ambientali, di igiene e sicurezza e altro, senza sospendere l’attività svolta, il Fisco ricorre ora al "bastone" con un’operazione di convincimento "personalizzato". Saranno, infatti, 40mila i contribuenti che, in odore di attività sommerse, riceveranno da qui a settembre una lettera di invito a fornire all’agenzia delle Entrate precisazioni in ordine a determinate anomalie scaturite dall’incrocio delle banche dati e delle informazioni in possesso della pubblica amministrazione. La prima tranche di comunicazioni riguarderà 4mila contribuenti i cui dati contabili, emersi dalla regolare presentazione negli anni passati della dichiarazione dei redditi, non risultano però in linea con le informazioni possedute da Pra, Inps, Enel e Camere di commercio. Uno dei primi incroci su cui il Fisco ha operato una selezione è, infatti, sui dati relativi a quanti risultano proprietari di più veicoli commerciali o camion senza però avere aperto una regolare posizione alla Camera di commercio o una partita Iva. La lettera, dal tono "cortese", dopo aver informato il "Gentile contribuente che «l’ufficio ha rilevato irregolarità nella sua posizione» lo invita a compilare il questionario allegato avvertendolo che, se le informazioni fornite non saranno sufficienti, si darà inizio a una procedura di accertamento. Procedura, questa, che potrà però essere evitata rispondendo, nei 30 giorni successivi all’arrivo della missiva, ai chiarimenti richiesti dal Fisco attraverso il formulario allegato alla comunicazione ricevuta, o recandosi direttamente presso l’ufficio delle Entrate. In alternativa e soprattutto in presenza di reali anomalie c’è sempre l’adesione all’operazione sommerso. Infatti, l’aver ricevuto la lettera non costituisce motivo di esclusione dal regime agevolato triennale fiscale e previdenziale previsto per chi presenta, entro il prossimo 30 novembre, la dichiarazione di emersione, sia essa automatica o progressiva. La mancata risposta alle richieste di chiarimenti del Fisco, al contrario, comporterà l’inclusione del contribuente nel programma di accertamento fiscale e previdenziale mirato alla lotta all’evasione. E sulle attività sommerse il "bastone" ipotizzato dall’amministrazione finanziaria e previsto dalle recenti modifiche alle disposizioni sul sommerso potrebbe anche far molto male. Infatti, come ricorda anche l’ultima circolare interamministrativa messa a punto dall’agenzia delle Entrate e in via di emanazione (la data fissata dal Cipe era anche per questa il 20 giugno), la legge 73 del 2002, di conversione del decreto legge 12 di quest’anno, ha introdotto una sanzione amministrativa ad hoc in caso di constatazione dell’impiego di lavoratori dipendenti non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria, ferma restando – tra l’altro – l’applicazione delle sanzioni già previste. La sanzione, irrogata dall’agenzia delle Entrate, è fissata in una misura che va dal 200 al 400 per cento dell’importo del costo del lavoro relativo a ciascun lavoratore, calcolato sulla base dei vigenti contratti collettivi nazionali, per il periodo compreso tra l’inizio dell’anno e la data di constatazione della violazione.

Venerdí 21 Giugno 2002