Sommerso, sanatoria ad ampio raggio

12/10/2001

Il Sole 24 ORE.com






    Diffuse a tempo di record dall’agenzia delle Entrate le istruzioni operative per effettuare la regolarizzazione dopo il varo della legge

    Sommerso, sanatoria ad ampio raggio
    Emersione possibile anche per chi non ha mai dichiarato reddito d’impresa
    Pubblichiamo la circolare n. 88/E dell’11 ottobre 2001 del l’agenzia delle Entrate avente per oggetto «Norme per incentivare l’emersione dell’economia sommersa». Premessa In data 10 ottobre 2001 il Parlamento ha approvato il disegno di legge recante "Primi interventi per il rilancio dell’economia" (di seguito "legge"). Con gli articoli da 1 a 3 della legge, sono stati previsti interventi finalizzati a favorire l’emersione del cosiddetto "lavoro sommerso" ovvero a regolarizzare tutti quei rapporti di carattere lavorativo svolti, anche solo in parte, in violazione delle vigenti normative di carattere tributario e contributivo. La disposizione trae origine dalla necessità di garantire ai lavoratori interessati da tali rapporti, la massima tutela previdenziale ed offrire agli stessi la possibilità di giungere alla definizione della propria situazione fiscale e contributiva per gli anni pregressi. Al fine di incentivare i datori di lavoro e gli stessi lavoratori verso un regime di piena legalità, è stato previsto un meccanismo impositivo particolarmente agevolato che tiene conto dell’entità del lavoro emerso. Tale obiettivo viene realizzato attraverso la definizione di piani di emersione dell’economia sommersa che si inseriscono in un più ampio contesto di incentivazione delle attività economiche finalizzate anche al risanamento ambientale. In linea generale, il regime agevolativo prevede l’applicazione di un’imposizione sostitutiva sull’incremento dei redditi dichiarati per un determinato numero di periodi d’imposta successivi alla regolarizzazione, nonché sulle annualità pregresse tramite apposita proposta di concordato. Tale forma di imposizione realizza una tassazione definitiva con la conseguenza che i redditi agevolati – così come previsto espressamente dall’articolo 3, comma 3, del Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (Tuir) – sono in ogni caso esclusi dalla base imponibile del reddito complessivo del contribuente. Le somme versate a titolo sostitutivo di imposte e contributi non sono compensabili e non sono deducibili ai fini della determinazione di qualsiasi imposta, tassa o contributo. In quanto compatibili, si rendono applicabili le ordinarie disposizioni previste in materia di accertamento, riscossione e contenzioso per le imposte sui redditi. Per accedere al regime agevolativo i soggetti interessati devono presentare, entro il 30 novembre 2001, un’apposita dichiarazione di emersione del lavoro utilizzato in modo non regolare nell’attività d’impresa o di lavoro autonomo. La dichiarazione di emersione deve essere presentata, secondo quanto previsto con apposito decreto interministeriale in corso di emanazione, in via telematica, direttamente dal datore di lavoro ovvero per il tramite di un Ufficio delle Entrate ovvero di uno degli intermediari abilitati di cui all’articolo 3, commi 2-bis e 3, del Dpr 22 luglio 1998, n. 322. Soggetti interessati alla dichiarazione di emersione Le disposizioni in esame sono applicabili agli imprenditori e ai soggetti titolari di reddito di lavoro autonomo che per lo svolgimento delle proprie attività hanno impiegato lavoratori non adempiendo, in tutto o in parte, ai relativi obblighi imposti dalla normativa fiscale e contributiva. In particolare, l’ambito applicativo delle suddette norme ricomprende non soltanto gli imprenditori individuali, ma tutti i titolari di reddito d’impresa, indipendentemente dalla loro veste giuridica. Pertanto, possono accedere al regime agevolativo le persone fisiche e i soggetti di cui all’articolo 5 del Tuir, titolari di reddito d’impresa, le società e gli enti commerciali di cui all’articolo 87, comma 1, lettere a), b), nonché, limitatamente ai lavoratori impiegati in attività che danno luogo a redditi d’impresa, gli enti non commerciali e le società di cui alle lettere c) e d), del medesimo articolo 87. Possono avvalersi dell’agevolazione in esame anche gli imprenditori che non hanno mai dichiarato redditi d’impresa e che intendono fare emergere la propria attività ed i lavoratori irregolari impiegati nella stessa. Resta in ogni caso fermo che il presupposto per accedere a tale regime rimane quello di avere utilizzato lavoratori irregolari prima dell’entrata in vigore della legge e fino alla data di presentazione della dichiarazione di emersione. Inoltre, per espressa previsione contenuta nell’articolo 3, comma 5, del provvedimento, le disposizioni agevolative si rendono applicabili, in quanto compatibili, ai titolari di redditi di lavoro autonomo. Al riguardo, si precisa che l’estensione delle predette disposizioni si riferisce esclusivamente ai soggetti che esercitano arti e professioni, per professione abituale, ancorché non esclusiva, ai sensi dell’articolo 49, comma 1, del Tuir, compreso l’esercizio in forma associata di cui all’articolo 5, comma 3, lettera c), dello stesso Testo unico. Categorie di lavoratori regolarizzabili Per quanto riguarda l’ambito applicativo della norma, si precisa che la dichiarazione di emersione può riguardare qualunque lavoratore irregolare, ossia lavoratori utilizzati a tempo indeterminato o a tempo determinato, non adempiendo in tutto o in parte agli obblighi previsti dalla normativa vigente in materia fiscale e previdenziale. Inoltre, sono compresi non soltanto i lavoratori che svolgono l’attività nell’ambito di un rapporto di subordinazione, ma anche i lavoratori che intrattengono rapporti configurabili in collaborazioni coordinate e continuative. Sono, invece, esclusi da tale regolarizzazione i titolari di reddito di lavoro autonomo professionale od occasionale. Dal tenore letterale della norma, che fa riferimento ai "lavoratori delle imprese", si rileva, infatti, che le agevolazioni non possono estendersi ai lavoratori che effettuano prestazioni d’opera che si esauriscono una volta realizzate e che non determinano alcuna continuità del rapporto di lavoro. Inoltre, occorre evidenziare che le disposizioni agevolative contenute nel provvedimento, non trovano applicazione nei confronti del lavoro irregolare prestato dai soggetti richiamati nell’articolo 62, comma 2, del Tuir. Pertanto, non è consentito tener conto, ai fini dell’individuazione del costo del lavoro emerso rilevante ai fini della regolarizzazione, del lavoro prestato dall’imprenditore, dal coniuge, dai figli, affidati o affiliati minori di età o permanentemente inabili al lavoro e dagli ascendenti, nonché dei familiari partecipanti all’impresa familiare. Con riferimento ai titolari di reddito di lavoro autonomo, ai medesimi fini, occorre fare riferimento ai soggetti individuati dall’articolo 50, comma 6-bis, del Tuir che comprende, oltre ai soggetti sopra elencati, il lavoro svolto dai soci o associati partecipanti all’associazione professionale. Tali soggetti, pertanto, non sono regolarizzabili e va escluso dal computo del costo del lavoro emerso quello relativo all’opera svolta dagli stessi. Effetti della dichiarazione di emersione La dichiarazione di emersione consente ai datori di lavoro imprenditori e lavoratori autonomi di usufruire di un regime agevolato sia in materia fiscale che previdenziale a decorrere dal periodo d’imposta in cui la dichiarazione è presentata e per i due periodi d’imposta successivi. 3.1 Effetti in materia fiscale. Per usufruire di tale regime agevolato, i datori di lavoro devono impegnarsi nel programma di emersione incrementando il reddito imponibile d’impresa (o di lavoro autonomo) dichiarato rispetto a quello del periodo precedente. In particolare, sul predetto incremento hanno diritto ad una tassazione sostitutiva, fino a concorrenza del triplo del costo del lavoro emerso.
    Venerdí 12 Ottobre 2001
 

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