“Sommerso” Record: più al Nord che al Sud

04/07/2007
    mercoledì 4 luglio 2007

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    Sommerso da record
    Più al Nord che al Sud

      Riguarda metà della forza lavoro. Cento miliardi evasi
      Nasce una Cabina nazionale con compiti di vigilanza

        di Laura Matteucci

        NUOVI STRUMENTI Nasce la Cabina nazionale di regia sul lavoro nero, l’organo istituzionale di coordinamento e promozione delle politiche di vigilanza e contrasto del fenomeno, nonchè dei piani di emersione, così come previsto dalle nuove norme contenute

        nella Finanziaria 2007. L’annuncio arriva da Bari, all’apertura del convegno promosso dal ministero di Cesare Damiano «Le politiche del governo per la lotta al lavoro nero».

        Le stime dell’Isfol (l’Istituto per la formazione dei lavoratori, che offrirà consulenza tecnico-scientifica alla Cabina di regia), diffuse al convegno, dicono che il 47% delle forza lavoro è composta da irregolari, con incidenza maggiore nei servizi (56,9%) e nel nord (64%).

        A far parte della Cabina i principali soggetti istituzionali centrali, territoriali, gli attori sociali e le associazioni più rappresentative tra quelle che si occupano di prevenzione dei fenomeni mafiosi e di supporto alle vittime. Oggi ne discuterà anche la Conferenza Stato-Regioni per coordinare le forme di collaborazione.

        Il piano di lavoro sarà avviato a settembre con un programma di incontri territoriali di coordinamento e diffusione, in un viaggio lungo l’Italia per sostenere il principio della legalità e le forme di lavoro regolare. Come dice il ministro Paolo Ferrero (Solidarietà sociale): «È bene che si capisca che così come questo governo lotta contro l’evasione, lotta anche contro il lavoro nero».

        Anche i dati del ministero dell’Economia sono eloquenti: il sommerso economico ha avuto la responsabilità di un mancato gettito tributario, nel 2004, pari a 105 miliardi di euro. Spiega il sottosegretario al Lavoro, Rosa Rinaldi: «L’inosservanza delle normative di sicurezza, lo sfruttamento attraverso il lavoro illegale, che sconfina talvolta in forme di schiavitù, e l’evasione fiscale e contributiva, che colpisce il nostro sistema economico, hanno raggiunto dimensioni intollerabili».

        Per il presidente nazionale della Cna-Confederazione dell’artigianato e della piccola e media impresa, Ivan Malavasi, «le azioni messe in campo dal governo sono, da un punto di vista degli obiettivi, condivisibili. Dal punto di vista degli strumenti, alcuni sono azzeccati e altri meno».

        Lavoro nero, ma anche lavoro usurante. In occasione del convegno, hanno manifestato circa 300 metalmeccanici di Taranto, operai dell’Ilva, dell’Arsenale, della Belleli e degli Appalti Ilva. Chiedono il riconoscimento dei benefici per gli esposti all’amianto, e l’estensione di una legge oggi non applicata che prevede un pensionamento anticipato per i lavoratori che sono stati esposti all’amianto.