Sommerso, proroga lunga

10/09/2002



        10 settembre 2002


        NORME E TRIBUTI
        Sommerso, proroga lunga

        Il Welfare studia il rilancio dell’operazione: il periodo agevolato potrebbe salire a cinque anni

        Marco Peruzzi


        ROMA – Proroga al 15 maggio 2003 per la dichiarazione di emersione con la procedura progressiva ed estensione delle agevolazioni a cinque anni anche per quella automatica. È intorno a queste ipotesi – e all’istituzione dei Comitati per il lavoro e l’emersione dal sommerso (Cles) presso le direzioni provinciali del Lavoro – che ruotano i grandi lavori per rilanciare l’operazione emersione dal sommerso. I tecnici del ministero del Welfare stanno predisponendo un decreto che potrebbe correre una strada tutta sua oppure, più probabilmente, essere proposto come emendamento al disegno di legge di conversione del Dl con la regolarizzazione degli extracomunitari lavoratori dipendenti varato venerdì dal Governo. Molte nubi si addensano però sulle ipotesi di lavoro: il ministero dell’Economia – al quale i tecnici del Welfare chiedono anche per competenza continui pareri – sarebbe infatti contrario sia alla proroga, sia all’estensione del periodo agevolabile, sia all’introduzione dei Cles. Il quinquennio. Come richiesto dalle parti sociali nell’avviso comune di fine luglio, la bozza predisposta dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (di cui il Governo ha iniziato l’esame venerdì scorso e che potrebbe trovare sbocchi definitivi nel prossimo Consiglio dei ministri) porta da tre a cinque anni il periodo agevolabile. E questo sia nel caso di procedura automatica, sia in quello di procedura progressiva. Per l’imprenditore si applicherebbe in sostanza un’imposta sostitutiva del 10% per il primo periodo di imposta, del 12,5% per il secondo, del 15% per il terzo, del 17,5% per il quarto e del 20% per il quinto. Niente Irap, poi, fino a concorrenza dell’incremento del reddito imponibile dichiarato. Sul maggior imponibile previdenziale, invece, la contribuzione sostitutiva sarebbe pari, nei cinque anni, al 7, 8, 9, 10 e 11 per cento. I tassi Inail, infine, verrebbero ridotti del 75% il primo anno, quindi del 72,5, del 70, del 67,5 e del 65 per cento negli altri quattro. In base alle ipotesi del Welfare, poi, per il lavoratore che si impegna al programma di emersione vale l’esclusione dalla contribuzione previdenziale e, sui redditi emersi, si applica un’aliquota sostitutiva del 6% per il primo anno, del 7% per il secondo, dell’8% per il terzo, del 9% per il quarto e del 10% per il quinto. Le nuove agevolazioni, tra l’altro, si applicheranno anche alle imprese che svolgono attività agricola non produttiva di reddito d’impresa.
        La proroga per la procedura progressiva. Via libera ai Cles e alla proroga dell’emersione progressiva al 15 maggio 2003. In base alla proposta del Welfare, i Comitati per il lavoro e l’emersione del sommerso saranno istituiti entro il 30 ottobre 2002, in ogni capoluogo di provincia, presso le direzioni provinciali del Lavoro. A questi organismi i datori di lavoro interessati dovranno presentare il piano individuale di emersione entro il 28 febbraio 2003. Quelli già presentati ai sindaci, invece, saranno trasmessi a cura di quest’ultimo alle direzioni provinciali del Lavoro territorialmente competenti, senza aggravio di costi per il datore di lavoro. Per approvare i piani di emersione i Cles avranno 60 giorni di tempo dalla data di presentazione. Per rilasciare le autorizzazioni, le autorità competenti, dopo avere verificato l’avvenuta attuazione del piano, avranno 60 giorni di tempo per rilasciare le relative autorizzazioni. La dichiarazione di emersione, infine, dovrà essere presentata entro il 15 maggio 2003. L’approvazione del piano di emersione comporterà già nel corso dell’istruttoria (ma solo per le violazioni oggetto di regolarizzazione) la sospensione di eventuali verifiche e controlli nei confronti dell’impresa che l’ha presentato.
        Le nubi. Il ministero dell’Economia ha ceduto il passo a quello del Lavoro, ma continua – nei pareri richiesti – a manifestare le proprie perplessità sul nuovo provvedimento. Da ultimo sui Cles, che potrebbero comportare «aggravi di spesa».