Sommerso, l’Inps scopre che il fenomeno è in calo

19/05/2003




              Sabato 17 Maggio 2003
              NORME E TRIBUTI


              Sommerso, l’Inps scopre che il fenomeno è in calo

              Più controlli e meno irregolarità nei primi tre mesi di quest’anno

              MARCO PERUZZI


              ROMA – Più controlli, meno irregolarità. Dopo la carota della regolarizzazione del lavoro sommerso, nei primi tre mesi di quest’anno l’Inps ha impugnato il bastone della vigilanza serrata rilevando, però, meno infrazioni contributive rispetto al passato.
              E questo grazie – rileva l’Inps – ai benefici effetti indiretti della lotta al lavoro irregolare avviata con la legge 383/2001. Da gennaio a marzo le ispezioni sono state 41.630, il 37% in più rispetto alle 30.286 dello stesso periodo del 2002.
              Il numero delle aziende trovate irregolari è però sceso di otto punti percentuali, a quota 52%, e quello dei lavoratori pure irregolari è calato di quasi il 30 per cento.
              La rinvigorita attività di vigilanza ha consentito di accertare 67 miliardi di euro di contributi evasi per lavoro nero e 59 miliardi per inadempienze di altro tipo: un totale di 126 miliardi, il 39,12% in meno rispetto ai 207 miliardi di evasione accertati nei primi tre mesi dello scorso anno.
              Nel dettaglio, le ispezioni dell’Inps in questi primi tre mesi del 2003 hanno portato allo scoperto 7.975 aziende in nero e lavoratori autonomi non iscritti, nonché 21.249 lavoratori totalmente sconosciuti all’Istituto. Riguardo alle aziende ispezionate, le irregolarità riscontrate hanno interessato l’8% dell’area Dm, il 6% dell’area agricola, il 26% dei coltivatori diretti, il 39% dei lavoratori autonomi e, infine, 347 committenti e professionisti del 10-14 per cento. Riguardo ai lavoratori, invece, 16.039 non erano registrati a libro paga, 2.836 stranieri erano del tutto sconosciuti all’Istituto e per 1.726 collaboratori coordinati e continuativi venivano versati i contributi.
              Un miglioramento netto rispetto ai primi tre mesi del 2002 – scrive comunque l’Inps nella relazione – dovuto soprattutto «agli effetti della legge 383/2001 sull’emersione e alla recente normativa sulla regolarizzazione degli extracomunitari».
              Il primo provvedimento, in particolare, se da una parte ha dato risultati inferiori alle attese, dall’altra deve avere però spinto molte aziende al rispetto degli obblighi contributivi.