Sommerso, l’arma delle maxi-sanzioni

26/04/2002





Lavoro nero – Con le nuove regole in vigore da ieri alla procedura automatica di regolarizzazione si affianca quella «progressiva»
Sommerso, l’arma delle maxi-sanzioni
Multa fino al 400% delle retribuzioni – Corsa contro il tempo per la modulistica

Maria Carla De Cesari
ROMA – Sette mesi di tempo per dare un colpo decisivo al lavoro sommerso. L’arma è il pacchetto di regole, in vigore da ieri, contenute nella legge 73/2002 che ha convertito il decreto legge 12/2002, quello che contiene anche la proroga al 15 maggio per il rientro dei capitali (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri). Tra i cardini della manovra contro il sommerso: la sanatoria su Iva e irregolarità sulle ritenute commesse fino alla presentazione delle domande, comunque entro il 30 novembre 2002 quando dovrebbero chiudersi le porte dell’operazione contro il nero, e l’adesione del lavoratore all’emersione con valore di conciliazione circa i trattamenti dei periodi pregressi. A questi elementi si accompagnano l’irrilevanza dei dipendenti regolarizzati rispetto alla base occupazionale (tranne per le disposizioni sui licenziamenti), lo spostamento del periodo agevolato al triennio 2002/2004 e la possibilità di sanare altre inadempienze, oltre a quelle tributarie e previdenziali, con un piano di adeguamento progressivo concordato con il sindaco del Comune in cui ha sede l’attività. Tra i fattori di contrasto rileva l’inasprimento delle sanzioni a carico dei datori di lavoro con addetti in nero. Oltre a quelle ordinarie, verranno comminate sanzioni dal 200 al 400% del costo del lavoro sommerso, quantificato in base ai contratti collettivi. Eppure, nonostante il proposito di dare sprint all’emersione – finora le istanze sono state poco più di 150 – il Governo già è costretto a rincorrere le scadenze. Le nuove norme sono in vigore da ieri, ma le domande resteranno bloccate fino all’approvazione del modello, non essendo più possibile inviare le istanze con il prospetto varato lo scorso novembre. Andranno, inoltre, definite le regole per gli accertamenti, così da accompagnare le misure agevolative con una politica di dissuasione nei confronti dei datori di lavoro "irregolari". La legge prevede che il programma del Cipe sia in vigore dal 6 maggio. Dunque, anche se le norme contro il sommerso sono alla terza versione, il pacchetto è ben lontano dall’essere completo. Anzi, all’interno della maggioranza non si escludono ulteriori correttivi. Tra l’altro, l’Inps ha più volte chiesto al ministero del l’Economia la possibilità di utilizzare l’emersione per combattere il nero nel settore agricolo. Al ministero dell’Economia, in ogni caso, si sta lavorando alla dichiarazione per registrare le novità che sono state introdotte dalla legge 73/2002. Il prospetto dovrà evidenziare i tre periodi d’imposta agevolati (2002-2004) e recepire anche la possibilità di regolarizzazione progressiva, secondo il piano approvato dal sindaco del Comune. Scartando l’ipotesi di un modello ad hoc (tutto sommato una complicazione della procedura), i tecnici stanno ipotizzando di ricorrere al sistema adottato con le dichiarazioni integrative di Unico 2002: in sostanza, chi sceglierà l’emersione progressiva dovrebbe semplicemente barrare una casella. In questi casi, inoltre, il modello dovrà evidenziare il progressivo adeguamento ai livelli retributivi per ciascuno degli anni compresi nei tre periodi "incentivati". Il Fisco dovrà anche chiarire come il datore di lavoro che si rivolge al sindaco possa usufruire del l’agevolazione fiscale, ossia se questa debba essere parametrata già per il 2002 sull’importo finale del costo del lavoro emerso oppure se debba essere modulata sull’allineamento a tappe. Resta da capire se nel modello troveranno posto anche i dati previdenziali e assicurativi necessari a Inps e Inail. A questo punto, oltre alle istruzioni per la compilazione della nuova dichiarazione, non è escluso l’arrivo dal l’agenzia delle Entrate di una nuova circolare interpretativa. Proprio all’Agenzia spetterà il compito di indirizzare i piani di verifica e controllo con indicazioni puntuali. Infatti, utilizzando studi di settore, dati dell’anagrafe tributaria e previdenziale e notizie in possesso degli enti gestori di servizi pubblici, l’amministrazione finanziaria invierà ai contribuenti potenzialmente interessati all’emersione una specifica richiesta di informazioni. Questo avviso "bonario", comunque, non sbarrerà la strada alla domada di regolarizzazione. Tutto da decidere, in questa partita, il ruolo del ministero del Welfare, che finora – sia per quanto riguarda il programma dei controlli sia per quanto riguarda gli aspetti giuslavoristici – è rimasto in panchina.

Marco Mobili
Venerdí 26 Aprile 2002