Sommerso, largo alla franchigia

05/07/2002



Venerdí 05 Luglio 2002

Emersione – L’ipotesi di ampliamento della copertura aumenta la convenienza dell’operazioneSommerso, largo alla franchigia
Spazio all’estensione della tutela per tutte le imposte e i contributi
L’ipotesi prospettata da Gualtiero Soldera, consigliere del ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, di allargamento del "peso" della franchigia per il passato, in caso di emersione dal sommerso potrebbe sicuramente dare maggiore appeal all’operazione (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri). La regola. La dichiarazione di emersione può essere fatta valere, infatti, come proposta di concordato ai fini fiscali e previdenziali per gli anni pregressi (dal 2001) rispetto a quelli interessati dall’emersione. La norma specifica che, per ciascuno dei periodi d’imposta regolarizzati, la definizione determina l’automatica preclusione degli accertamenti fiscali e previdenziali fino a concorrenza del triplo del costo del lavoro irregolare utilizzato per ciascun periodo. L’interpretazione. Questa indicazione significa, come è stato precisato nella circolare n. 88/E dell’11 ottobre 2001, che l’eventuale accertamento potrà essere ammesso solo quando risulti superiore a tale soglia e, in questo caso, produrrà effetti limitatamente all’importo del maggior imponibile accertato rispetto alla soglia. Ad esempio, in presenza di un costo del lavoro regolarizzato per il periodo d’imposta 2000 che è pari a 100.000 euro, l’accertamento avrà effetti limitatamente all’importo del maggior imponibile che eccede 300.000 euro (triplo del costo del lavoro emerso). Va ricordato che il costo del lavoro per ciascuna delle annualità pregresse non può comunque risultare superiore al costo del lavoro emerso nell’anno 2002 per effetto della dichiarazione di emersione. Le incertezze e la soluzione. Va osservato che la soglia «del triplo del costo del lavoro» preclusiva di eventuali futuri accertamenti, non è stata fatta successivamente oggetto di ulteriori approfondimenti. Il problema che si poneva era se la soglia opera o meno per ciascuna imposta e contributo (Irpef, Irpeg, Iva, Irap, contributi previdenziali e premi assicurativi) che viene "sostituito" dall’imposta sostitutiva dell’8 per cento. La soluzione non può essere certo tratta dal concordato a regime vista la notevole differenza tra i due istituti e considerato, peraltro, che per quello "a regime" la norma identifica il maggior reddito come entità di riferimento per la possibile riapertura della definizione. La norma sul sommerso stabilisce semplicemente la preclusione dei futuri accertamenti relativi all’attività d’impresa e di lavoro autonomo fino al triplo del costo del lavoro. Se la soluzione prospettata dal consigliere del ministro (che potrebbe essere data anche in via interpretativa, senza la necessità di modifiche normative) è quella di considerare la "soglia" preclusiva degli accertamenti per il maggior imponibile di ogni imposta, contributo e premio assicurativo per cui viene assolta l’imposta sostituiva, è chiaro che aumenta notevolmente la copertura per il passato per chi intende utilizzare il sommerso (si veda l’esempio riportato nella scheda). I possibili sviluppi. A questo punto, sarebbe auspicabile anche un’ulteriore riflessione sul passaggio della circolare n. 56/E del 20 giugno scorso in cui si afferma che l’effetto preclusivo può essere opposto esclusivamente con riferimento ai lavoratori oggetto della dichiarazione di emersione. Questa affermazione appare in contrasto sia con la ratio che con la lettera della norma. Va rilevato, infatti, che la preclusione ai futuri accertamenti ha un ambito di applicazione molto più ampio. Ad esempio, un maggior accertamento Iva legato all’indebita detrazione dell’imposta non potrà comunque essere effettuato se inferiore alla "soglia" (anche se in questo caso la rettifica riguarda l’imposta e non il maggiore imponibile). Che nesso c’è, in questo caso, con i lavoratori regolarizzati? In sostanza, quello che si vuole dire è che la definizione ha una portata più a largo raggio, nel senso che, fino al limite del triplo del costo del lavoro, deve intendersi preclusa ogni attività di accertamento fiscale e previdenziale a prescindere dai lavoratori regolarizzati. Pertanto, si potrebbe sostenere che anche eventuali infrazioni relative ai contributi previdenziali e ai premi assicurativi non potranno essere addebitate al contribuente, fino al limite della soglia, indipendentemente dal fatto che le infrazioni si riferiscano o meno ai lavoratori regolarizzati.

Dario Deotto