Sommerso, la strada per il concordato

24/09/2001

Il Sole 24 ORE.com





    Cento giorni – I principali aspetti da chiarire: per imprenditori e lavoratori autonomi è una facoltà, per il Fisco è una «proposta»

    Sommerso, la strada per il concordato
    Paolo Meneghetti
    Il programma di emersione del lavoro sommerso, inserito nel disegno di legge dei "100 giorni" per il rilancio dell’economia – che dovrebbe approdare all’Aula per l’approvazione definitiva nella prima decade di ottobre -, presenta due aspetti di grande rilevanza tributaria. Da un lato è possibile assoggettare a un’aliquota agevolata una parte dell’imponibile prodotto nel triennio 2001/2003, dal l’altra si può regolarizzare la propria posizione nel passato, cioè negli esercizi in cui sono state utilizzate prestazioni di lavoro irregolari. Su questo secondo aspetto, definito "concordato", è incentrata questa pagina volta a chiarire le caratteristiche della procedura e le differenze rispetto all’ordinario accertamento con adesione. Vediamo, in questo primo servizio, le peculiarità e i punti critici del concordato del programma di emersione. Il concordato non è obbligatorio. Dall’esame letterale dell’articolo 1, commi 2 e 3, del disegno di legge dei "100 giorni" si evince che, mentre l’incremento dell’imponibile per il triennio 2001/2003 è elemento essenziale e necessario del programma di emersione, l’istanza concordataria per il passato non dovrebbe essere obbligatoria. Il comma 3 parla, infatti, di dichiarazione di emersione che vale quale proposta concordataria «su specifica richiesta» dell’imprenditore (e del lavoratore autonomo). Quindi si tratta di una facoltà concessa al committente, fermo restando che, sotto il profilo della convenienza, denunciando l’esistenza di prestazioni di lavoro irregolari nel passato si presta il fianco a probabili accertamenti se non si procede alla definizione concordataria. Desta qualche perplessità, nel dato normativo, l’utilizzo della locuzione «proposta di concordato», che lascerebbe intendere la possibilità che l’amministrazione finanziaria possa rifiutare l’istanza, mentre sembrerebbe logico ritenere che se il committente inoltra l’istanza deve avere la certezza del suo esito positivo. La presenza di accessi, ispezioni o verifiche. Una causa ostativa del concordato è l’avvio di accessi, verifiche, ispezioni o la notifica di avvisi di accertamento o rettifica prima dell’inoltro della richiesta da parte del committente. In base alla formulazione normativa si deve concludere che accessi e accertamenti relativi a qualunque periodo d’imposta inibiscono la definizione concordataria. Si tratta di un passaggio che non si ritiene corretto, poiché non si vede per quale motivo un accesso compiuto nel 2001, per verificare una transazione con un cliente, debba impedire la definizione della posizione irregolare di un dipendente, poniamo, relativa al 1999. Si dovrebbe, semmai, affermare che l’avvio di controlli o accertamenti per il periodo che si intende regolarizzare inibisce il concordato. Oggetto del concordato. Per il committente l’imponibile della proposta di concordato è rappresentato dal costo del lavoro irregolarmente utilizzato nel passato, sul quale deve essere versata un’imposta sostitutiva pari all’8% per ciascun periodo d’imposta che si intenda definire. Così operando, oltre a ottenere l’estinzione dei reati di infedele od omessa dichiarazione e di ogni altro reato contravvenzionale o violazione amministrativa concernente il lavoro irregolare, il committente fruisce di una franchigia per accertamenti fiscali e previdenziali pari al triplo del costo del lavoro regolarizzato. Si tratta, ovviamente, dei soli accertamenti inerenti il reddito d’impresa o di lavoro autonomo, non di qualsiasi accertamento su altre categorie reddituali. Anche il lavoratore può concordare le annualità per le quali non ha dichiarato il reddito ora emergente, versando un importo pari a 200mila lire per ciascuna annualità. È interessante rilevare che, tramite il versamento, il lavoratore ottiene la definizione irrevocabile di qualunque reddito da lavoro. Se si pensa all’ipotesi del collaboratore coordinato e continuativo, la regolarizzazione di un rapporto permetterebbe la chiusura concordataria anche di tutti gli altri rapporti compresi nell’ambito dei reddito da lavoro della medesima annualità.
    Lunedí 24 Settembre 2001
 
   
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