Sommerso, la sanatoria allunga il passo

01/02/2002





Anche i datori di lavoro che regolarizzano posizioni �in grigio� possono accedere ai benefici previsti dalle misure sull’emersione
Sommerso, la sanatoria allunga il passo
Via d’uscita per le violazioni parziali – Ma l’ultima parola spetta alle Entrate
Dario Deotto
Tra le pieghe del sommerso spunta la possibilit� di una sanatoria ad ampio raggio. Una sanatoria, cio�, che potrebbe riguardare non solo i datori di lavoro che faranno emergere per la prima volta la loro attivit�, ma tutti quei soggetti che avranno accesso – a qualunque titolo – alla regolarizzazione del sommerso. Se l’agenzia delle Entrate confermer� questa interpretazione, baster� l’emersione di un rapporto in "grigio" (ad esempio gli straordinari pagati fuori busta oppure un fringe benefit "irregolare") per avere accesso a una sorta di sanatoria a tutto campo in materia di Iva, ritenute, versamenti e contabilit�. Tutto si lega alla risposta data dall’agenzia delle Entrate sulla possibilit� di regolarizzazione del lavoro "grigio", contenuta nella circolare n. 9/E dell’agenzia delle Entrate (la risposta 3.3, pubblicata sul Sole-24 Ore di ieri). E questa ammissione – vale a dire la possibilit� di beneficiare dello "scivolo" sul sommerso anche per i soli fringe benefit – va messa in evidenza, proprio per i riflessi che potrebbe avere sulle norme introdotte con la Finanziaria 2002, in materia di Iva e ritenute. Va ricordato, infatti, che il nuovo comma 2-ter dell’articolo 1 della legge dei "cento giorni" (legge 383/01) prevede che per il periodo d’imposta 2001 non si applicano sanzioni in materia di Iva, per le violazioni relative agli obblighi di documentazione, registrazione, dichiarazione di inizio attivit�, oltre a quelle relative alla mancata effettuazione delle ritenute e dei relativi versamenti (si tralascia in questa sede la sanatoria di eventuali violazioni "contabili" in materia di imposte sui redditi e Irap). La condizione richiesta � che il versamento dell’eventuale Iva dovuta venga effettuato entro il termine di versamento dell’imposta annuale (16 marzo, con possibilit� di differimento con lo 0,40% per mese o frazione di mese entro i termini di versamento di Unico), mentre per le ritenute viene richiesto che il versamento venga eseguito entro il termine di presentazione della dichiarazione di emersione (30 giugno 2002). Si pone ora il problema di individuare i destinatari di questa sanatoria. Infatti, in un primo momento era stato sostenuto che, soprattutto ai fini Iva, questo meccanismo riguardasse soltanto quei datori di lavoro che, con la dichiarazione di emersione, fanno emergere anche la loro attivit�. In altri termini, si pensava che la sanatoria fosse rivolta soltanto ai soggetti sprovvisti di partita Iva che, oltre a fare emergere i lavoratori impiegati "in nero", rendono nota per la prima volta la loro posizione al Fisco. La norma per�, con la Finanziaria 2002, � stata ampliata a tutte le violazioni "prodromiche" in materia di Iva (omissione di fatture, scontrini, ricevute eccetera) e comprende anche la sanatoria per le ritenute non effettuate. Ragioni di ordine sistematico, oltre allo stesso tenore letterale della norma, portano alla conclusione che la sanatoria riguardi tutti i datori di lavoro, a condizione, ovviamente, che gli stessi presentino la dichiarazione di emersione. Questo fa comprendere la rilevanza della risposta contenuta nella circolare n. 9, e cio� il fatto che oggetto della regolarizzazione del sommerso possano anche essere i rapporti cosiddetti "grigi": vale a dire quelle situazioni in base alle quali il datore di lavoro non ha assoggettato a tassazione una parte delle somme o dei valori corrisposti. � il caso, ad esempio, degli straordinari pagati "fuori busta" o di alcuni fringe benefit non sottoposti a tassazione. Di conseguenza, si pu� arrivare alla conclusione che, se un’azienda presenta la dichiarazione di emersione per regolarizzare un fringe benefit non assoggettato a tassazione, quest’ultima potr� fruire, oltre che della sanatoria in materia di ritenute, anche di quella in materia di imposta sul valore aggiunto, anche se non vi � sicuramente un nesso tra il benefit non tassato e l’Iva. La cosa � sicuramente interessante perch� d� ancora maggiore appeal all’istituto della regolarizzazione del sommerso. In altri termini, se un’azienda ha commesso delle violazioni Iva nell’anno 2001 e, ad esempio, non ha sottoposto a tassazione dei benefit o ha erogato degli straordinari in nero, se presenta la dichiarazione di emersione potr� fruire, oltre che degli ulteriori vantaggi del sommerso e della sanatoria sulle ritenute per il 2001, anche della sanatoria in materia di imposta sul valore aggiunto per eventuali violazioni commesse nell’anno solare 2001. Questo a condizione che versi l’Iva dovuta entro il 16 marzo 2002 o entro il pi� ampio termine dei versamenti di Unico 2002 (con la maggiorazione dello 0,40% per ogni mese o frazione di mese successivo). La circolare n. 9/E evidenzia, quanto ai fringe benefit oggetto di regolarizzazione, che si deve comunque trattare di situazioni per cui l’azienda (o comunque il datore di lavoro) ha sostenuto un costo effettivo.

Venerd� 01 Febbraio 2002