Sommerso, irregolari tre su cinque

27/09/2004


          Numero 230, pag. 5
          del 25/9/2004
          Autore: di Teresa Pittelli
           
          Sommerso, irregolari tre su cinque
           
          I risultati dell’attività del servizio ispettivo e vigilanza dell’Inps: 61.729 realtà in difetto su 83.469.
          Evasi contributi per 1 miliardo. In nero il 25% delle aziende
           
          Irregolari oltre tre aziende su cinque e una su quattro completamente in nero, con un’evasione contributiva accertata pari a oltre 1 miliardo di euro. Le ispezioni condotte dall’Inps nei primi sei mesi del 2004 hanno fatto emergere 61.729 realtà in posizione irregolare rispetto alle norme sul lavoro su 83.469 visitate. Vale a dire il 74%. E non è tutto, perché quelle completamente in nero, tra ditte e lavoratori autonomi non iscritti, sono 22.263, circa il 25% delle ispezionate.

          Questi i risultati dell’attività del servizio ispettivo e di vigilanza dell’Istituto nazionale di previdenza, resi noti da Franco Lotito, presidente del Civ, il Consiglio di indirizzo e vigilanza di via Ciro il Grande, che ha presentato ieri a Roma le linee di indirizzo per il piano pluriennale 2004-2007. I contributi evasi sono pari, secondo i dati forniti da Lotito sulla base dell’andamento produttivo trimestrale dell’istituto, a 759 milioni di euro. E aggiornata agli ultimi giorni la somma è arrivata, come ha evidenziato il direttore generale, Vittorio Crecco, a 1 miliardo di euro. ´Per evitare giudizi sommari’, ha comunque sottolineato Lotito, ´va detto che in queste cifre c’è tutto, dalla svista nella compilazione dei moduli all’evasione vera e propria’.

          I dati sulle ispezioni, secondo il presidente del Civ, non parlano soltanto della grave situazione del sommerso in Italia, che ruba ancora una fetta enorme di economia, nonostante i tentativi di contrasto messi in campo negli ultimi anni, ma parlano anche dell’efficacia degli 007 dell’Inps.

          ´Il servizio è tra i più efficienti, anche perché l’incremento del tasso di legalità fa bene alle casse del sistema previdenziale’, ha spiegato Lotito, ´ma una maggiore snellezza della normativa e una più diretta capacità di intervento dell’istituto potrebbero rendere esigibili i contributi evasi accertati’.

          L’esigibilità dei crediti, infatti, è un tasto dolente. Ne è esempio la vicenda della cartolarizzazione dei crediti contributivi, arrivata ormai alla quinta operazione da 3,5 miliardi di euro. Le quattro tranche già portate a termine, dal 1999 a oggi, hanno dato incassi pari o superiori alle aspettative, con rimborso puntuale delle cedole alle scadenze contrattuali, e con l’assegnazione del rating della tripla A.

          Il problema, però, è che non c’è stato alcun effetto sullo smaltimento dello stock dei crediti non riscossi: l’ammontare dei crediti accertati e non incassati ammonta (dati luglio 2004) a ben 53 miliardi di euro, cioè maggiore della quantità iniziale, che era pari a circa 47 miliardi di euro. Secondo il Civ serve una ´politica di smaltimento’. ´Se l’istituto fosse messo in grado di recuperare 10 miliardi di crediti nel prossimi tre anni’, ha spiegato Lotito, ´il valore dei trasferimenti statali potrebbe essere ridotto della cifra corrispondente’.

          ¥ L’autonomia dell’istituto. In un momento nel quale da un lato si parla di riforma del sistema duale, con l’eventuale soppressione del Civ, e dall’altro di ridimensionamento proprio dell’attività di vigilanza, Lotito ha detto chiaro e tondo di ´avvertire il logoramento’ del principio dell’autonomia dell’istituto dai ministeri vigilanti. ´Penso alla minuziosa prescrittività che regola le procedure di cartolarizzazione’, ha ricordato, ´o alla richiesta di controllo preventivo del contenuto delle circolari amministrative, inviata dal ministero del lavoro ai presidenti degli enti.

          Quanto alla nuova vigilanza, ´siamo d’accordo sulla necessità di un coordinamento dei corpi ispettivi’, ha spiegato Lotito, ´ma non se tutto si risolve in una subordinazione burocratica agli ispettorati del lavoro’. D’accordo i sindacati. ´Le cifre sul sommerso ci dicono quanto poco sensato sia il decreto 124 di riforma dei servizi ispettivi’, ha detto Morena Piccinini (Cgil), ´che mortifica l’autonomia di Inps e Inail e trasforma gli ispettori da controllori in consulenti delle imprese’. Sull’assetto dell’istituto, invece, Cgil, Cisl e Uil ritengono che debba rimanere duale. ´Se proprio si deve cambiare’, avverte però Pierpaolo Baretta (Cisl), ´allora le parti sociali devono entrare nel cda’. (riproduzione riservata)