Sommerso, il sì di Cofferati

04/11/2000



Logo Repubblica.it

4 Novembre 2000Oggi in edicola Pagina 30
Sommerso, il sì di Cofferati
Ecco il piano del governo: meno Irpef e contributi
Il leader Cgil condivide l’emendamento che aiuta l’emersione dal lavoro nero e finanzia i tagli all’Irpeg

di ROBERTO PETRINI


ROMA – Sgravi Irpef ai lavoratori che emergono, sgravi contributivi alle imprese, un fondo per ridurre l’Irpeg. Si delinea l’ emendamento anti-sommerso e ottiene un via libera di massima del segretario della Cgil Sergio Cofferati. Il giorno dopo la dura polemica del leader sindacale con Francesco Rutelli sulla riduzione dell’Irpeg al Sud proposta da Confindustria torna la pace nel mondo del centrosinistra.
"Se prenderà corpo un emendamento del governo che ha le caratteristiche anticipate dagli organi di stampa – ha detto Cofferati – ci troveremo di fronte ad un rafforzamento della politica dell’emersione che abbiamo sempre stimolato e sollecitato. Un emendamento così congeniato sarebbe funzionale a dare maggiore efficacia alle soluzioni che l’Ue, in materia di emersione del lavoro nero, ha avallato soltanto qualche giorno fa. Una soluzione che si muove nella direzione giusta". Per il segretario vicario della Cisl Savino Pezzotta invece è necessario un tavolo di concertazione su "flessibilità, tfr, Mezzoggiorno e Irpeg" perché "le divisioni della politica non siano scaricate sui lavoratori".
Sembra accantonato qualsiasi intervento sull’Irpeg anche quello, che pure ieri si era ipotizzato sotto la pressione dell’uscita di Rutelli, di uno sconto più consistente per le imprese emerse dal "nero". No anche a qualsiasi ipotesi di taglio netto dell’ Irpeg, come chiedeva la Confindustria e l’Udeur. Anche il ministro Del Turco, che ieri ha tenuto una conferenza stampa, ieri è tornato sull’argomento. "Quello che chiede D’Amato non è possibile. Se si pensa ad uno sgravio solo al Sud – ha detto il ministro escludendo comunque qualsiasi condono per le imprese che emergono – si incontra l’ opposizione della Ue che già rispondendo al mio predecessore ha bocciato una ipotesi simile. Se si riduce prima al Sud e poi a tutto il territorio al regime la misura avrebbe un costo di 16 mila miliardi". Anche il ministro del Lavoro Cesare Salvi ha sottolineato di "condividere l’impostazione del governo, del presidente del Consiglio e del ministro delle Finanze e che non sono immaginabili ulteriori sgravi alle imprese sottraendo risorse alle famiglie".
Intanto la "Margherita" propone, con un emendamento, un credito d’imposta rafforzato al Sud, elevandolo da 1,2 milioni già previsto a 1,4 milioni. Conseguentemente, il credito d’imposta al Nord si ridurrebbe dalle 800 mila lire previste a 600 mila lire. Secondo la proposta formulata dalla "Margherita", verrebbe elevata anche l’età dei dipendenti per i quali viene concessa l’agevolazione: originariamente era stata fissata a 18 anni, in Commissione è stata poi elevata a 20 e ora la Margherita propone 25 anni (età al di sotto della quale non viene concesso il credito).
Inoltre ieri il sosttosegretario Giarda ha riferito che sarà destinato anche ai pensionati sociali il "bonus" previsto a favore degli incapienti per il 2001. Il "bonus" varrà anche per gli anni 2002 e 2003 e costerà complessivamente, per ogni anno, 640 miliardi. Rispetto alla norma prevista dal decreto legge, il beneficio sarà più selettivo: nel calcolo, cioè, verrà considerato non soltanto il reddito da pensione, ma anche quello complessivo compreso il reddito del coniuge.
Cartelle pazze. "Non ci saranno cartelle pazze in questo autunno e nel prossimo inverno". Ha assicurato il ministro delle Finanze, Ottaviano Del Turco, ieri. Il ministro ha definito "destituita di qualsiasi fondamento" la stima di un 5 per cento di errori, nelle cartelle che saranno spedite, avanzata nei giorni scorsi sulla stampa. Il ministro ha anche reso noto che fino al prossimo 31 dicembre le cartelle e gli avvisi erariali in spedizione ammonteranno a 2 milioni e mezzo, su cui si ipotizzano 100 mila correzioni. Altri 6 milioni e 700 mila ruoli saranno spediti nello stesso periodo da altri enti (per contravvenzioni, tassa sui rifiuti ecc.): per queste cartelle, il margine di errore è lo stesso di quello ipotizzabile per le bollette di qualsiasi utenza domestica.

Secit cambia volto. Il Secit, il servizio dei Superispettori fiscali istituito quasi venti anni fa, cambia aspetto. Ieri il ministro delle Finanze, Ottaviano Del Turco, ha presentato al consiglio dei ministri il regolamento (che sarà approvato nella prossima seduta) che rivede le strutture del ministero dopo la riforma e la nascita delle agenzie. I superispettori del servizio passano da 50 a 20, verranno impegnati in attività di studio e analisi, mentre la vigilanza sulla guardia di finanza viene rinviata a direttive del ministro. Gli altri 30 ispettori passano alle dipendenze dell’agenzia delle entrate. "Non mi si venga a dire che voglio uccidere il secit – ha detto Del Turco – il servizio viene adattato alle nuove esigenze".