Sommerso, il Governo tenta lo sprint

29/07/2002


27 luglio 2002



Riforme in cantiere – L’obiettivo è varare prima della pausa almeno il Dl di recepimento dell’avviso comune delle parti sociali
Sommerso, il Governo tenta lo sprint
I sindaci cederanno ad appositi comitati il ruolo di arbitri dell’operazione – Intese provinciali per la fissazione dei minimi contrattuali
(NOSTRO SERVIZIO)

ROMA – Marcia a tappe forzate per varare prima della pausa estiva le nuove regole sul sommerso. Nell’ultima settimana di lavoro prima delle vacanze i tecnici dell’Economia, del Welfare e degli enti interessati proveranno a mettere nero su bianco le intese raggiunte con l’avviso comune che le parti sociali hanno consegnato al Governo mercoledì scorso. L’obiettivo è di varare il 2 agosto, il solo Consiglio dei ministri utile fino alla ripresa dei lavori fissata per il prossimo 29 agosto, l’annunciata delibera Cipe e un nuovo decreto legge. Un obiettivo non certo facile da centrare, vista anche l’intensa attività di coordinamento normativo e amministrativo che i tecnici delle differenti amministrazioni interessate sono chiamati a svolgere per la stesura di regole e disposizioni di legge. Basti pensare che dopo la legge 383 ci sono stati due decreti leggi, due delibere Cipe e quattro circolari, di cui una interamministrativa. La delibera Cipe. Nel documento amministrativo certamente si cambierà rotta sulle modalità di definizione dei minimi contrattuali da applicare ai lavoratori che emergono. La delibera n. 38 del 6 giugno scorso, infatti, fissava al 70% del contratto nazionale la retribuzione minima per i dipendenti in nero inseriti nei programmi di emersione. Ora il Cipe, accogliendo le istanze delle parti sociali, disporrà che i minimi contrattuali per "gli emersi" siano definiti attraverso accordi provinciali sottoscritti dalle associazioni più rappresentative. Nella terza delibera Cipe sull’argomento, poi, potrebbe anche trovare posto l’eventuale uscita di scena dei sindaci dal controllo dei piani individuali di emersione. I primi cittadini, infatti, dovrebbero essere sostituiti dai nuovi Comitati per il lavoro e per il sommerso. I Cles, in quanto costituiti dai rappresentanti di tutte le amministrazioni coinvolte (Fisco, Lavoro, Ambiente, Asl, Inps, Inai e Prefetture), fornirebbero infatti maggiori garanzie di "imparzialità" ai datori di lavoro che decidessero di emergere seguendo la via progressiva. Si dovrà capire però se questa "sostituzione" potrà essere effettuata in via amministrativa o con un’apposita disposizione di legge da inserire nel decreto legge, visto che i sindaci erano stati coinvolti nell’operazione sommerso dal Parlamento nel corso della conversione in legge del Dl 12/2002. Il nuovo decreto legge. Più articolata potrebbe essere la stesura del nuovo provvedimento d’urgenza con cui si modificheranno le regole della 383. L’inserimento di alcune norme non presenterebbe, da una rapida analisi, alcun tipo di problema, mentre per altre occorrerebbe certamente un lasso di tempo maggiore (rispetto ai cinque giorni disponibili) per una più attenta valutazione dei possibili effetti, anche in termini di cassa. Tra le modifiche che potranno essere inserite ci sarà l’eliminazione dell’eccezione sull’articolo 18 dello Statuto. Il lavoratore emerso, infatti, varrà anche ai fini del computo dei livelli occupazionali per l’applicazione delle norme sui licenziamenti collettivi e individuali. Sugli immigrati, invece, non è esclusa la predisposizione di un apposito provvedimento. Nulla da eccepire, ma resta da sentire ancora l’Inps, sull’estensione a 10 anni del periodo pregresso in cui potranno essere concordate le violazioni previdenziali e contributive. Fortemente voluto dalle parti sociali ma che potrebbe anche richiedere la stesura di una nuova relazione tecnica è, invece, lo spostamento da 3 a 5 anni dei periodi d’imposta e contributivi agevolati. Ma, anche se il sommerso non è un problema di gettito (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri) un aumento di due anni nell’applicazione di imposte e aliquote sostitutive potrebbe avere bisogno di una nuova adeguata copertura per non creare problemi di cassa. Ancora massimo riserbo sulla proroga. L’introduzione dei Cles e la loro costituzione, la nuova modifica della procedura informatica per la predisposizione delle dichiarazioni di emersione potrebbero già bastare per arrivare alla quarta proroga del termine (prima scadenza 30 novembre 2001, poi 28 febbraio 2002, quindi 30 giugno 2002 e, attualmente, 30 novembre 2002). Dall’Economia, infatti, fanno notare come strategicamente non avrebbe alcun senso uscire con quattro mesi di anticipo rischiando di creare un effetto-rinvio per i potenziali soggetti che invece vorrebbero emergere. La quinta circolare. Il decreto legge e la delibera Cipe, infine, sarebbero poi illustrati e spiegati nella quinta circolare sul sommerso, anche questa interamministrativa e che vedrà impegnati Entrate, dipartimento per le Politiche fiscali e certamente l’Inps. Oltre a tenere conto delle novità che verranno dall’ultimo Consiglio dei ministri, dovrebbe recepire alcuni dei suggerimenti raccolti in giro per l’Italia nel corso degli incontri tra i rappresentanti dell’Economia, le parti sociali e i soggetti interessati all’emersione. Tra questi, ad esempio, l’estensione della dichiarazione progressiva anche per i cosiddetti lavoratori grigi e un riallineamento sulle modalità da seguire per i versamenti Inps e quelli fiscali.
Marco Mobili