Sommerso, il bonus non raddoppia

16/10/2001

Il Sole 24 ORE.com







    La legge per l’economia – La relazione al provvedimento prevede la possibilità del cumulo dei benefici, ma il Governo adesso frena

    Sommerso, il bonus non raddoppia
    L’agevolazione da emersione non si somma con il credito d’imposta per le nuove assunzioni
    Marco Peruzzi
    ROMA – Il Governo "frena" sui bonus per l’occupazione. Contrariamente a quanto ipotizzato nella relazione di accompagnamento all’allora disegno di legge per il rilancio dell’economia, contenuto nel pacchetto «100 giorni», le agevolazioni alle imprese che fanno emergere lavoratori sommersi non si sommano al credito d’imposta per le nuove assunzioni introdotto dalla legge «Tremonti» (decreto legge 357/94, convertito nella legge 489/94) e successivamente rivitalizzato dalla Finanziaria per il 2001 (legge 388/2000). A precisarlo è stato ieri il sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze, Daniele Molgora, che già l’aveva anticipato nei giorni scorsi anche in commissione Finanze alla Camera. «Nel mercato del lavoro – sostiene Molgora – c’è una serie di interventi agevolativi per chi assume. Nel caso di emersione dal sommerso non si può però parlare di nuova assunzione. E dunque il nuovo strumento non è alternativo ad altri bonus. È, semmai, parallelo». Eppure la relazione di accompagnamento al vecchio disegno di legge definitivamente approvato la settimana scorsa parlava di «nuove assunzioni» di lavoratori a seguito del percorso di emersione e spiegava che queste «sono incentivate dalla permanenza del premio di assunzione introdotto per la prima volta nel 1994 e poi giustamente confermato». Così, invece, non è stato. Oltre alla precisazione di Molgora, lo dimostra, sebbene indirettamente, anche il silenzio riservato sul punto dalla circolare 11 ottobre 2001, n. 88/E dell’agenzia delle Entrate (si veda «Il Sole-24 Ore» di venerdì scorso) con la quale sono state diffuse a tempo di record le istruzioni operative per effettuare la regolarizzazione dopo il varo della legge che attende ancora la pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale». Anche per il sottosegretario all’Economia «la vecchia relazione era in effetti quanto meno criptica sulla possibilità di cumulo dei due bonus». Ma questo non significa che la decisione non sia già definitivamente presa: «Né gli emendamenti in via di approvazione, né altri interventi – assicura – saranno mirati a consentire la doppia agevolazione». Per Molgora il motivo è semplice. Le nuove agevolazioni sono già appetibili e sufficienti a fare emergere il lavoro sommerso. È quanto risulta, del resto, anche da un documento che l’Isae ha trasmesso ieri al Senato, nel quale viene quantificato in oltre 3,6 miliardi di euro (settemila miliardi di lire) il gettito derivante dall’emersione dell’economia sommersa per il 2002, in pratica il 40% in più di quanto «prudenzialmente» indicato dal Governo con il varo della legge per il rilancio dell’economia. Se fosse stato consentito il cumulo delle due agevolazioni, invece, ai nuovi sconti fiscali e contributivi – previsti dalla nuova legge sia per il passato sia per i tre anni successivi – si sarebbe aggiunto anche il credito di imposta pari a 413,17 euro (800mila lire) al mese per ogni nuovo occupato fino al 2003, che diventano 619,75 euro (1,2 milioni di lire) mensili nel Sud. Ma, per Molgora, «sarebbe stato davvero troppo. A tal punto che anche chi non ha nulla da farsi perdonare avrebbe convenienza a simulare un’emersione».
    Martedí 16 Ottobre 2001
 
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