Sommerso: evase imposte per 48 miliardi

23/07/2007
    domenica 22 luglio 2007

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

      Sommerso: evase imposte per 48 miliardi

        Al Fisco mancano 100 miliardi d’imponibile. La Campania guida la classifica per regioni

          di Luigina Venturelli / Milano

          SOTTRATTI Il vero salasso per le casse dello Stato? È il lavoro nero, che ogni anno mette a segno quasi 100 miliardi di euro d’imponibile evaso, che finiscono per sottrarre al fisco oltre 48 miliardi di euro di mancate imposte e contributi. Una cifra enorme che, suddivisa per i residenti italiani, ammonta ad un’evasione di circa 840 euro a persona.

          È il quadro che emerge dalle ultime stime dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre: il sommerso non è solo un’inaccettabile ferita insanata per i diritti e la sicurezza dei lavoratori, ma costituisce anche una piaga insanata per il bilancio pubblico. A dimostrarlo è sufficiente un esempio: basterebbe recuperare il 3% di questa evasione contributiva per coprire i mancati risparmi derivanti dalla nuova riforma pensionistica.

          Il fenomeno del sommerso si presenta come endemico su tutto il territorio nazionale, ma raggiunge dimensioni più estese in alcune aree del Meridione, che spiccano ai primi posti della classifica delle regioni meno virtuose. Il primato dell’evasione spetta alla Campania, il cui imponibile sottratto al fisco arriva a quota 12 miliardi e 904 milioni di euro, seguita a breve distanza dalla Sicilia, con risorse sommerse per 12 miliardi e 243 milioni di euro. Al terzo posto figura il Lazio, con 10 miliardi e 333 milioni, mentre al quarto si piazza la Lombardia, declamata quale motrice dell’economia italiana, ma responsabile per 10 miliardi e 35 milioni di euro d’imponibile nascosto ai conti pubblici.

          La classifica si modifica se rapportata al mancato gettito di imposte, con una media nazionale di 840 euro a persona. In testa si pone la Calabria, dove l’imposta evasa a causa del lavoro nero è pari a 1.500 euro. A seguire arrivano la Sicilia con 1.191 euro e la Valle d’Aosta con 1.095 euro, mentre non troppo distanti si trovano i campani con 1.090 euro pro capite, i pugliesi con 1.036 e i molisani con 1.033. Chiude la classifica la Lombardia con soli (si fa per dire) 533 euro pro capite.

          «Di fronte a questi dati – sottolinea il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi – il governo Prodi dovrebbe intervenire in maniera incisiva su questa grave piaga sociale ed economica. Si fa ancora troppo poco per combattere il sommerso, mentre si tende ad inasprire la pressione fiscale sugli operatori economici già conosciuti al fisco». Rileva, a tal proposito, l’aggancio col tema del giorno: «Visto che l’aliquota contributiva di un lavoratore dipendente è circa del 35%, basterebbe recuperare in un anno poco più del 3% dell’evasione contributiva, circa 29 miliardi di euro, per coprire i mancati risparmi della nuova riforma pensionistica, che costerà un miliardo di euro all’anno da qui al 2017».