Sommerso, allarme Comitati

30/10/2002




          30 ottobre 2002

          NORME E TRIBUTI
          Sommerso, allarme Comitati

          Scade oggi il termine per la nomina dei Cles, gli organismi per l’emersione del lavoro irregolare


          ROMA – Il voto sul mercato del lavoro ha imposto il rinvio della discussione sul sommerso, mentre il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha «sollecitato» gli inadempienti a completare la composizione dei Cles, i Comitati per l’emersione. Oggi, infatti, è l’ultimo giorno utile. Dopo la relazione introduttiva della settimana scorsa, la commissione Lavoro della Camera avrebbe dovuto riprendere ieri la discussione sul disegno di legge di conversione del decreto legge 25 settembre 2002, n. 210 che proroga al 28 febbraio 2002 il termine per la presentazione del piano individuale dell’imprenditore e al successivo 15 maggio quello della dichiarazione di emersione. Ma i lavori al ralenty sul disegno di legge delega sul mercato del lavoro hanno costretto la commissione a rinviare a questo pomeriggio la discussione sul sommerso, sul rinnovo dei bonus per le imprese edili e sulla conferma per un altro anno del «tempo supplementare» nel part time. Oggi, intanto, scade il termine (previsto dal decreto legge in via di conversione) per l’istituzione dei Cles (Comitati per il lavoro e l’emersione dal sommerso). E così il ministro Maroni ha invitato «quanti ancora non lo hanno fatto a inviare le loro segnalazioni alle prefetture per consentirne la composizione». Maroni ha ricordato che l’istituto dei Cles è frutto di un’intesa con le parti sociali». Intesa recepita nel decreto legge in via di conversione – dopo il sì del Senato – anche alla Camera. Ma quel provvedimento è stato modificato da Palazzo Madama, tra le altre cose, anche nella composizione dei Cles. Modifiche che Montecitorio dovrà adesso confermare. È per esempio il caso della nomina – nell’ambito dei Comitati il lavoro e l’emersione dal sommerso – dei rappresentanti della Asl e del Comune. La soluzione adottata al Senato assegna alla Regione la nomina del rappresentante della Asl e all’Anci quella del Comune. Poiché l’intervento, in particolare del Comune, riguarderà la «progressiva regolarizzazione e adeguamento degli obblighi previsti dalla normativa riguardante le materie diverse da quella fiscale e contributiva» (quindi urbanistica e ambientale) con una competenza limitata al territorio comunale, dovrebbe essere pacifico che l’Anci designerà il rappresentante del Comune nel cui territorio opera l’azienda che emerge. Analogo principio dovrebbe valere per il rappresentante della Asl che non abbia una competenza territoriale estesa all’intero territorio della provincia. Ma siamo, ancora, nel campo delle ipotesi. La situazione di incertezza si estende anche al termine del 30 ottobre previsto dal Dl 210/2002 per la nomina dei componenti dei Cles: deve essere inteso come perentorio oppure no? Il ministero del Welfare non si è espresso al riguardo. Va detto, però, che il decreto legge prevede che i Comitati possono operare anche quando «alla predetta data siano stati nominati la metà più uno dei componenti» (dunque ne basterebbero nove). È giallo, poi, sul trattamento economico loro riservato. Se da una parte il provvedimento uscito dal Senato ha autorizzato per il funzionamento dei Cles una spesa massima di 500mila euro per il 2002 e di 2,6 milioni a decorrere dal 2003, dall’altra lo stesso testo non contiene nulla in relazione all’eventuale trattamento economico dei componenti. Tuttavia, assegnando la presidenza e la segreteria alle direzioni provinciali del lavoro, salvo che non sia precisato da apposite direttive ministeriali (non previste nel testo), è probabile che le spese autorizzate possano riferirsi anche ai compensi per i componenti del Cles.
          Marco Peruzzi