Sommerso, adesso partono i controlli

22/05/2002








      (Del 22/5/2002 Sezione: Economia Pag. 18)
        EMERSE SOLO 150 AZIENDE CON GLI INCENTIVI VARATI DAL GOVERNO. IN ARRIVO UNA MASSICCIA CAMPAGNA DI INFORMAZIONE
        Sommerso, adesso partono i controlli
        L´Istat denuncia: in nero il 15,1% dei lavoratori

        ROMA

        Via al piano straordinario dei controlli, poi una massiccia campagna di informazione. La lotta al sommerso, fenomeno che secondo l´Istat riguarda il 15,1 per cento dei lavoratori e che secondo il Cnel assorbe il 15,4 per cento del prodotto interno lordo, resta una priorità, ma il governo non sembra avere intenzione di mettere in campo altri strumenti accanto a quelli esistenti. La nuova legge che prevede le agevolazioni, e che finora è stata sfruttata pochissimo, non sarà dunque modificata, né prorogata oltre la scadenza di novembre. Al ministero dell´Economia non si lasciano spaventare dai risultati ottenuti finora, che parlano di 150 imprese e 500 lavoratori emersi: sono convinti che la legge sia ben impostata e che funzionerà come tutte le sanatorie, cioè all´ultimo minuto. Nel frattempo, mentre l´emersione «anarchica» segnalata da Tremonti segue le sue strade alternative per palesarsi, il governo potrà mettere a punto gli strumenti per dare efficacia alla legge sul sommerso. E da fare c´è ancora molto: dopo l´ultima modifica parlamentare mancano i decreti ministeriali attuativi, le circolari esplicative delle amministrazioni pubbliche interessate. Poi arriveranno anche le richieste di chiarimento e le spiegazioni. Intanto partiranno i controlli straordinari persuasivi che accompagneranno il processo di riemersione. Il piano dovrebbe essere approvato dal Cipe a metà della prossima settimana su proposta dei ministri dell´Economia, Giulio Tremonti, e del Welfare, Roberto Maroni, che non sembrava aver molta fiducia sull´efficacia della legge attuale basata sugli incentivi fiscali. Polemica chiusa: «Ho parlato con Tremonti. Tutti e due siamo convinti che il sommerso sia un cancro da combattere. Il governo – ha detto ieri Maroni – ha preso subito dei provvedimenti, dimostrando grandissima attenzione al problema. Il governo farà una lotta vera e senza quartiere al sommerso, c´è moltissimo da fare». «Concordo pienamente con Maroni» ha detto Tremonti. «La polemica tra noi è un´invenzione dell´opposizione» hanno aggiunto entrambi. «Il governo ha cominciato a combattere il lavoro nero con leggi ad hoc, ma occorre fare di più» ha sintetizzato il vice presidente del Consiglio, Gianfranco Fini. Il quadro sempre più allarmante del sommerso, presentato ieri dall´Istat e dal Cnel, può aver aiutato a superare le incomprensioni. Nella media nazionale il lavoro irregolare era pari al 15,1 per cento del totale, in aumento rispetto al 14,6 per cento del `95, con oscillazioni che vanno dal 22,6 per cento nel Mezzogiorno al 10,9% del Nordest, e concentrato nell´agricoltura, nelle costruzioni e nei servizi. La Calabria è la regione dove si registra la più alta incidenza di lavoro irregolare, il 27,8 per cento, seguita dalla Campania con il 25,9% e dalla Sicilia con il 24,1%. Il livello più basso in Emilia Romagna, con il 10,4 per cento, mentre sorprende il dato negativo della Val d´Aosta, 16,7 per cento, contro una media dell´11,1 per cento nel Nord Ovest. Dal Cnel sono arrivati altri dati, non meno preoccupanti. L´economia sommersa, secondo il Consiglio, rappresenterebbe ormai il 15,4% del pil, stima che molti osservatori ritengono anche ottimistica. Metà di tutte le imprese ispezionate negli ultimi due anni hanno evidenziato irregolarità. Il lavoro nero sarebbe responsabile del 74% dell´evasione contributiva Inps e del 63% dei premi Inail completamente elusi. L´indizio più inquietante, tuttavia, giunge dalle statistiche sugli incidenti di lavoro. Il 7 per cento di tutti quelli dichiarati, e addirittura il 30 per cento di quelli mortali (42 su 135) sono riferiti ai primi cinque giorni di lavoro. Morire per emergere.

Mario Sensini