Sommerso, a segno un controllo su due

02/08/2002


2 agosto 2002


La lotta al «nero»

Sommerso, a segno un controllo su due
Allarme dei Carabinieri dell’Ispettorato lavoro: «Fenomeno dilagante e pervasivo»
ROMA – Il sommerso dilaga in tutto il Paese. Tra gennaio e giugno di quest’anno il 54% delle 10.668 imprese ispezionate dal Comando dei carabinieri dell’ispettorato del Lavoro ha impiegato personale in nero: 5.760 aziende, di cui 3.492 artigiane e 2.268 industriali. L’operazione ha portato al recupero di 31 milioni di euro di contributi evasi. Ma al di là dei numeri quello che balza agli occhi è l’estensione del fenomeno che «appare pervasivo, dilagante, radicato in tutto il Paese, tanto che l’impiego irregolare – sottolinea il colonnello Giovanni Scalcione, comandante dei Carabinieri dell’ispettorato del Lavoro – può essere assimilato a un vero e proprio elemento strutturale del l’economia italiana». Tra i settori, l’edilizia si conferma quello dove è maggiore il ricorso a manodopera irregolare, seguita dal manifatturiero. I carabinieri, nei primi sei mesi dell’anno, hanno contestato, nella loro attività di ispezione, 28.937 violazioni e recuperato 12.400.000 euro per gli illeciti commessi, con 18 arresti e 4.017 persone denunciate a piede libero. Da Sud a Nord, sia pure con caratteristiche diverse, il nero è diventata una costante. Nel Mezzogiorno sono frequenti i casi di lavoratori mai registrati, talvolta operanti in aziende completamente fantasma. Nelle regioni settentrionali, invece, l’economia sommersa si cela spesso dietro facciate apparentemente regolari o forme di lavoro subordinato contrabbandato per autonomo. In particolare nel Nord stanno proliferando le «cooperative in nero», una nuova operazione di «trasformismo cosmetico del sommerso, che offre manodopera a prezzi stracciati». Queste società, gestite spesso da stranieri, nascono e muoiono nel giro di pochi mesi. Ma l’illegalità non si ferma allo sfruttamento di manodopera. I Carabinieri hanno accertato vere e proprie truffe, alcune colossali, per appropriarsi di denaro pubblico: 123 quelle scoperte (per esempio casi di finte prestazioni di giornate lavorative, irregolare costituzione di cooperative e associazioni non profit), per un totale di 15 milioni di euro "soffiati" a Stato, Ue e istituti assicurativi. E dal rapporto arriva anche la conferma della forte presenza di manodopera extracomunitaria irregolare. Su un totale di 6.619 lavoratori extracomunitari occupati, il 28,6% è risultato irregolare e il 18,6% clandestino. I Carabinieri hanno anche scoperto 552 minori impiegati illecitamente (230 nel commercio e 125 nell’artigianato), denunciato 327 datori di lavoro e, in alcuni casi, segnalato gli stessi genitori, che non hanno esitato a dar luogo a «una precoce diserzione scolastica dei figli, tollerando impieghi in condizioni di grave disagio».
B.F.