Sommerso, 6 mesi per farsi avanti

19/12/2001





La scadenza delle domande rinviata al 30 giugno
Sommerso, 6 mesi per farsi avanti
B.F.
ROMA – Sul sommerso il Governo ci ripensa. La scadenza per la presentazione della domanda di emersione non è più il 28 febbraio ma il 30 giugno 2002. Le imprese interessate a mettersi in regola e a beneficiare degli sconti e della sanatoria fiscale e contributiva avranno quindi sei mesi di tempo per riflettere. La decisione dell’Esecutivo è stata introdotta ieri sera nel maxi-emendamento fiscale alla Finanziaria.. A convincere il Governo è stato molto probabilmente il basso numero di richieste di emersione finora pervenute alle Finanze. La conoscenza della nuova legge è infatti ancora scarsa. La campagna di informazione per pubblicizzarla partirà, peraltro, solo a gennaio. Di qui l’esigenza di concedere un termine più congruo affinché la scelta di emergere possa essere valutata. I datori di lavoro che presenteranno entro la dichiarazione il 30 giugno usufruiranno, per tre anni, di aliquote fiscali sostitutive delle imposte sui redditi (Irpef e Irpeg) e dell’Irap pari al 10, 15 e 20%, rispettivamente, per il primo, secondo e terzo anno. Inoltre il datore di lavoro beneficerà di un taglio dei contributi con la riduzione dell’aliquota al 7% il primo anno, al 9% il secondo e all’11% il terzo. Ridotti anche i premi assicurativi. Regime privilegiato anche per i lavoratori che nei tre anni pagheranno l’Irpef con un’aliquota al 6,8 e 10% per il primo, secondo e terzo anno e non dovranno corrispondere alcun contributo. Ma la nuova disciplina regolarizza datore di lavoro e dipendenti anche per il periodo precedente la dichiarazione di emersione. Quest’ultima, infatti, consentirà all’impresa di sanare i conti con il Fisco e con l’Inps pagando un’imposta dell’8% mentre ai lavoratori basterà corrispondere una una tantum di poco più di 100 euro. Sul fronte previdenziale i lavoratori potranno anche "riscattare" i cinque anni precedenti la dichiarazione di emersione, versando il 33% dei contributi dovuti (compresi quelli del datore di lavoro) mentre il restante 66% è a carico del Fondo per l’emersione. I tempi più lunghi concessi dalla proroga decisa ieri favoriranno, peraltro, un quadro più completo della normativa alla quale si affiancherà presto quella relativa alla cosiddetta "sanatoria ambientale" per la quale è previsto un decreto ad hoc. a pag.25 Le altre novità dell’emendamento fiscale alla Finanziaria

Mercoledí 19 Dicembre 2001