Solo un co.co.co su 25 ottiene un contratto a tempo indeterminato

05/01/2006
    giovedì 5 gennaio 2006

      Pagina 14 – Economia & Lavoro

      Solo un co.co.co su 25 riesce a ottenere un contratto a tempo indeterminato

        I risultati dell’indagine svolta dalla Banca d’Italia sulle imprese industriali e dei servizi. Nel 2004 gli investimenti fissi lordi sono calati del 3,6% rispetto all’anno precedente

          Milano
          Nel 2004 le imprese industriali e dei servizi hanno ridotto i loro investimenti fissi lordi del 3,6% rispetto all’anno precedente. È quanto si legge nel supplemento al Bollettino statistico della Banca d’Italia «Indagine sulle imprese industriali e dei servizi», studio da cui emerge anche che solo una collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) su 25 è stata tramutata in un contratto a tempo indeterminato.

            L’indagine, condotta su un campione di 3.152 imprese industriali e 1.076 dei servizi, mostra «una dinamica degli investimenti fissi lordi negativa rispetto al 2003 (-3,6% in termini reali, derivante da variazioni rispettivamente del -2,4% nell’industria e del -4,9% nei servizi)». Prosegue quindi – sottolinea Bankitalia – «la contrazione nel settore industriale in atto fin dal 2001, anche se a ritmi meno sostenuti», mentre il calo nei servizi è in contrasto con l’andamenti degli investimenti nel 2003, quando il settore aveva registrato un +4,2%. Il comparto che ha segnato la flessione maggiore è stato quello del tessile (-12,4%), seguito da quello del commercio-turismo (-6,5%).

              Per ciò che riguarda gli assetti proprietari ed organizzativi delle aziende industriali e dei servizi, lo studio sottolinea come le forme più diffuse siano quelle della spa e della srl. «Sono quotate in Borsa – si legge nel supplemento al Bollettino statistico – circa l’1% delle imprese industriali con almeno 50 addetti e il 10% di quelle con almeno 500 addetti».

                Fra le aziende non quotate invece, il numero dei soci è basso, inferiore a 10 indipendentemente dalla dimensione aziendale. «Quanto ai soggetti controllanti – si legge – la tipologia della persona fisica continua ad essere la più diffusa, anche se cresce lievemente rispetto al 2003 la quota costituita da soggetti di tipo societario».

                  Per ciò che riguarda l’occupazione (secondo l’indagine diminuita nel 2004 dello 0,2%, aggregando il -1,6% dell’industria e il +1,7% dei servizi), l’indagine di Bankitalia sostiene che nell’anno considerato è rimasto in essere il 36% dei co.co.co. (51,7% nell’industria e 22,4% nei servizi), mentre nel 30,3% dei casi si sono conclusi senza l’avvio di rapporti di lavoro (15,6% nell’industria e 42,8% nei servizi). «Una collaborazione su 4 – viene spiegato – è stata convertita in un contratto a progetto, ma solo una su 25 in un contratto a tempo indeterminato