Solo otto tasse e due aliquote

18/07/2001

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Solo otto tasse e due aliquote
Esenzione sotto i 22 milioni. Buoni spesa per scuola e sanità
Il Dpef rivoluziona il sistema tributario: scompare l’Irap, Irpeg ridotta. Rilanciate le case popolari


ROMA – Le cento tasse degli italiani si ridurranno ad otto. La vecchia idea di Giulio Tremonti entra nel Dpef insieme ad una sostanziale rivoluzione del sistema fiscale italiano: solo due aliquote, al 23 per cento per i redditi fino a 200 milioni e al 33 per quelli superiori, al posto delle cinque attuali riferite all’intero nucleo familiare. Esenzione totale, mediante deduzioni per ogni componente della famiglia, per i redditi fino a 22 milioni. Per le società la manovra è ugualmente innovativa: per due anni vigerà la Tremontibis che detassa del 50 per cento gli utili reinvestiti, ribadita l’intenzione di abolire l’Irap, la tassa regionale sulle attività produttive sostituendola con una partecipazione delle Regioni al gettito dell’Irpeg che scenderà dal 36 attuale a 33 per cento. In vista anche un «concordato» preventivo per i piccoli operatori: si prederminerà un imponibile giusto per tre anni e si verrà esentati da «inutili obblighi» di contabilità fiscale. La cadenza temporale delle riforme tuttavia non è ancora definita a causa, spiega il Dpef, dell’extradeficit pubblico.
Pensioni e diritti acquisiti. Il Dpef, pur rinviando alla verifica, traccia già le lineeguida dell’intervento che potrebbe trovare spazio nella prossima Finanziaria (e oggi il ministro del Welfare Maroni costituisce una nuova commissione tecnica indipendente di verifica della spesa). Ecco i principi cardine contenuti nel Documento: sistema contributivo per tutti, flessibilità dell’età pensionabile (con la quale il governo conta di contenere la «dinamica della spesa»), «certificazione» dei diritti acquisiti nel momento in cui si matura il diritto alla pensione e si decide di restare al lavoro. Abolizione del divieto di cumulo e particolare attenzione alle fasce più disagiate dei pensionati. Si parla anche di riforma del Tfr del quale tuttavia il Dpef tiene a sottolineare la caratteristica di «potente ammortizzatore sociale» viste le scarse risorse che ci sono da destinare a famiglia e individui.
Sanità federale e "buoni". E’ una delle mosse più importanti: i modelli organizzativi saranno affidati alle regioni. Saranno garantiti i principi «universalistici e solidaristici». Per «contenere la crescita» si pensa di introdurre «tetti» alla spesa farmaceutica ed un sistema di acquisto di beni e servizi sulla base dei prezzi spuntati dall’eprocurement della ConsipTesoro (le Asl che sceglieranno fornitori diversi saranno rimborsate comunque solo in base ai prezzi ottenuti dal Tesoro). Il ministro del Welfare ieri si è spinto più in avanti annunciando l’introduzione di «buoni salute e buoni scuola» da utilizzare in scuole e ospedali privati.
Collocamento ai privati. Le società di cacciatori di teste e quelle di lavoro interinale potranno fare liberamente il collocamento. Nasceranno «strutture operative per il lavoro» indirizzate ai giovani. Forme di «flessibilità concordata» a livello locale saranno incentivate per il Sud.
Extracomunitari "a tempo". Nasce il contratto di soggiorno a tempo determinato per i lavoratori extracomunitari per garantire «l’effettivo rispetto dei doveri di rimpatrio nel caso di mancato rinnovo del contratto stesso o di una sua sostituzione con un altro a tempo determinato».
Asili nido aziendali e case popolari. Saranno incentivati, attraverso un «piano nazionale», gli asili nido aziendali e interaziendali. Sarà presentato un piano di edilizia popolare a costo zero per i comuni.
Valichi e Ponte sullo Stretto. Opere sui bacini di Po, Arno e Tevere, Ponte sullo Stretto e valichi sono le priorità indicate dal Dpef.
Nuovi contratti per la Polizia. Redistribuzione territoriale delle Forze di Polizia, loro ammodernamento e potenziamento tecnologico, prevedendo anche contratti «originali e autonomi». Per quanto riguarda la giustizia, favorire l’abbreviazione dei tempi del processo civile e penale, verificando inoltre la possibilità di istituire uffici decentrati sul territorio. Approdo definitivo dal sistema di coscrizione a quello militare professionale.
Esame per i prof. Il Dpef prevede la creazione di un Servizio di Valutazione autonomo e indipendente che definisca gli standard di qualità e valuti il sistema scolastico nel suo complesso e i livelli finali di preparazione degli studenti, per migliorarli costantemente.
Economia digitale e rilancio del cablaggio. Sono previste agevolazioni fiscali per il commercio elettronico, sarà favorito l’uso dell’informatica nei rapporti con la pubblica amministrazione. Previsto un programma per stimolare la penetrazione delle nuove tecnologie nella vita sociale e professionale. Il governo ha inoltre intenzione di adottare un piano nazionale per dotare l’Italia di infrastrutture a banda larga cablando il territorio nazionale.
Torna la cooperazione allo sviluppo. Il Dpef afferma che andrà rilanciata la cooperazione allo sviluppo: l’aiuto pubblico in Italia si è ridotto allo 0,41 del pil del 1989 allo 0,13 del 2000 contro una media Ocse dello 0,22 per cento. Rilancio della diplomazia culturale e potenziamento delle anagrafi consolari.
(r.p.)