Solo l’Enit ha cambiato volto

15/07/2005
      di Lunedì 11 luglio 2005

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      Enti pubblici / Un panorama statico

      Solo l’Enit ha cambiato volto

        EU. B.

          Non che la soppressione degli enti inutili proceda a passo più spedito.
          Come ha ricordato la Corte dei conti, « non risultano ad oggi vere e proprie operazioni di privatizzazione di enti e organismi pubblici, a parte il riassetto di enti già in precedenza trasformati in fondazioni » . In un panorama del genere finisce quindi per emergere anche un’operazione come la trasformazione dell’ente nazionale del turismo (Enit) in Agenzia, disposta dal decreto competitività.

          Il posto dell’Enit viene preso dall’Agenzia nazionale del turismo: un ente di diritto pubblico dotato di autonomia statutaria, regolamentare, patrimoniale, contabile e di gestione ( e quindi che esce dal bilancio dello Stato) e sottoposto alle attività di indirizzo e vigilanza da parte del ministero delle Attività produttive.

          Al dicastero guidato da Claudio Scajola spetterà il compito di emanare (di concerto con Funzione pubblica, Economia, Affari esteri, Affari regionali e Italiani nel mondo) il decreto necessario a delineare organizzazione e regole della nuova struttura. Oltre a garantire la presenza, all’interno degli organi dell’Agenzia, dei rappresentanti di Stato, regioni, associazioni di categoria, Camere di commercio, lo stesso provvedimento dovrà anche disporre l’istituzione di un comitato tecnico consultivo e dell’Osservatorio nazionale sul turismo. Quanto alle risorse, l’ente potrà contare su un contributo straordinario per il 2005 di 20 milioni di euro.

          Uno dei vantaggi di questo processo dovrebbe essere quello di innescare un meccanismo di mobilità tra i lavoratori. Sull’esempio di quanto avvenuto nel 2002 con la trasformazione del Coni da ente pubblico in Spa. Anche se, a dire il vero, in quel caso la quasi totalità dei dipendenti scelse di rimanere in un regime di diritto pubblico.

            Sul tema si è soffermata di recente anche la Corte dei conti. La magistratura contabile ha ricordato come già la Finanziaria 2002 avesse delegato il Governo a emanare i decreti delegificanti per individuare gli enti da fondere, trasformare o sopprimere. Fatto sta che si è andati avanti di proroga in proroga. E il termine per addivenire alla potatura dei " rami secchi", originariamente fissato alla fine di luglio del 2004, è progressivamente slittato fino al 31 dicembre di quest’anno. La trasformazione in Agenzia apre alla mobilità dei lavoratori.