Solo l’arte salva il turismo

25/11/2005
    venerdì 25 novembre 2005

      Pagina 18 -Turismo

        Solo l’arte salva il turismo

          Rapporto Unioncamere-Isnart. Sangalli: manca una strategia per il settore. Crollo di mare e monti, bene i comparti di nicchia

            di Luca Simeoni

              Con oltre 36 milioni di arrivi dall’estero la cultura è l’arma vincente del turismo italiano, che in tutti gli altri comparti soffre una crisi ´devastante’: questa la diagnosi stilata da Unioncamere alla prima Assise nazionale degli amministratori camerali del turismo, svoltasi ieri a Roma.

                Per il presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli, ´l’assise rappresenta un momento cruciale per determinare le linee d’azione delle camere di commercio per i prossimi anni. Anche se il giro d’affari dell’indotto turistico incide per l’11,5% sul pil’, ha concluso Sangalli, ´non c’è traccia di una strategia rivolta al turismo nei piani di sviluppo del paese’.

                  A rafforzare questa tesi il vice-presidente di Unioncamere, Andrea Mondello, che ha ricordato come il turismo sia ´un elemento costitutivo del nostro dna, con enormi potenzialità inespresse. Diventa indispensabile restituire centralità a promozione e marketing’.

                    A Renato Viale, presidente dell’Isnart, il compito di radiografare l’attuale stato del turismo. Nei dati semestrali del rapporto Unioncamere-Isnart c’è tutta la gravità della situazione: forte flessione nei consumi del turismo balneare, con una spesa media pro-capite crollata da 811 euro ad appena 704, e un volume di spesa che, solo riguardo alla clientela italiana, si è attestato intorno ai 15,9 miliardi di euro pari a un calo del -5,8% rispetto allo scorso anno.

                      Il turismo montano continua a essere in forte sofferenza (-12% negli arrivi italiani) e quello del benessere (terme e beauty-center) è passato da 175 mila arrivi dello scorso anno a 164 mila clienti nel 2005.

                        Uniche note confortanti provengono, a parte l’incontrastata leadership del turismo culturale, dai cosiddetti prodotti di nicchia, come il turismo enogastronomico, che ha mosso oltre 338 mila italiani, in buona e costante crescita e il turismo sportivo, che conta oltre 1,5 milioni di arrivi.

                          ´Ma il quadro complessivo non è dei migliori’, ha commentato Viale, ´e impone nuove idee e linee progettuali vincenti, soprattutto per le azioni da svolgere sui mercati esteri’.

                            È stata anche presentata un’indagine, condotta da Unioncamere, ministero del lavoro e società Excelsior sull’impatto occupazionale nel turismo e le dinamiche interne al mondo del lavoro legato all’industria dell’ospitalità.

                              L’occupazione dipendente del settore è in controtendenza con tutti gli altri consuntivi: registra quasi 10 mila occupati in più rispetto allo scorso anno, con una forte percentuale di donne. Il 35% delle imprese, infatti, preferisce assumere donne e solo il 19% dei posti viene offerto in prima battuta agli uomini. Le quote maggiori di nuovi occupati si sono concentrate tra le piccole e medie imprese del Mezzogiorno e delle isole con oltre 3.350 unità in più, mentre tra le città primeggiano Napoli, Roma, Firenze e Cagliari. (riproduzione riservata)