“Società” Italia, il paese delle trappole

22/11/2004

    lunedì 22 novembre 2004

    Pagina 14 – Cronaca

      Italia, il paese delle trappole
      Dalla multiproprietà a Internet: è il boom dei raggiri
      le truffe
      Secondo l´Istat i "bidoni" sono aumentati del 250% in un anno. Allarme del Viminale. Vendute merci inesistenti o con prezzi-bluff
      Ma non tramontano i sistemi tradizionali e le vittime sono soprattutto gli anziani, insidiati in tutti i modi per carpire la pensione

        GIANLUCA MONASTRA

          ROMA – Le piaceva quel telefonino scovato navigando su Internet. L´aveva comprato on line, ma a casa al posto del cellulare sono arrivati due mandarini e due patate.

          Aveva sorriso leggendo quel messaggio di posta elettronica col tormentone del comico tv come esca. Ma in realtà era un virus informatico che spostava la connessione su una costosa linea 899 gonfiando la bolletta a cifre da collasso per l´economia domestica.
          Era un sogno quella casa in multiproprietà sulla spiaggia alle Canarie, ma lo stesso contratto era stato fatto firmare a più persone diventando una carta inutile, da buttare.

          C´è sempre un "ma", un "invece di", che trasforma il sogno in un incubo svelando la truffa. Siamo il paese delle trappole. Oggi più di ieri. Un aumento vertiginoso.

          Secondo l´Istat nel 2003, rispetto all´anno precedente, le truffe sono aumentate del 245%. Anche il ministero dell´Interno conferma la tendenza: nell´ultimo trienno (dal luglio 2001 al giugno 2004) sono stati registrati 300.363 casi a fronte dei 145.212 del trienno precedente (luglio 1998-giugno 2001). Per un´incidenza percentuale delle truffe, sul totale generale dei delitti, passata dal 2,1% del trienno 1998-2001 al 4,3% degli ultimi tre anni.

          Più raggiri – e più rischi – per colpa della crisi economica, che svuota le tasche e scatena appetiti per crimini poco pericolosi per chi li commette, ma spesso redditizi come pochi altri.

          Crisi, ma non solo. Il boom delle truffe si spiega anche con l´arrivo alla ribalta di un nuovo filone di trappole che si unisce a quello tradizionale.
          È il caso delle truffe informatiche, insidie celate in messaggi di posta elettronica, dietro siti Internet apparentemente innocui. Truffe on line e furti di identità, casi in cui i dati personali finiscono nelle mani di deliquenti pronti ad utilizzarli per acquisti, mimetizzarsi e farsi passare per un´altra persona.

          Le frodi informatiche, confermano dal Viminale, si sono diffuse soprattutto tramite collegamenti ad Internet usati per lo scarico di loghi o suonerie per cellulari o immagini e video porno. «Il commercio elettronico – ricorda il vicepresidente Codacons, Gianluca De Ascenzo – è sempre più sicuro e blindato, ma esistono ancora pirati abilissimi a carpire codici personali».

          Dati clonati anche per le schede prepagate dei telefonini. «Dal Centro Nord – continua De Ascenzo – abbiamo ricevuto segnalazioni di negozi che hanno attivato più schede prepagate con i dati di un singolo utente. È indubbio con l´evoluzione delle tecnologie è cambiato il mondo di questo particolare tipo di crimine».

          Ma la nuova frontiera della truffa non ha fatto tramontare i trucchi e i sistemi tradizionali. In prima fila i raggiri agli anziani avvicinati in strada, davanti all´ufficio postale dopo il ritiro della pensione, o raggiunti direttamente a casa. Impiegati comunali o addetti di aziende private, operai o assicuratori, tutti rigorosamente falsi, e decisi a raggirare la pensionata con qualsiasi scusa.

          Proprio martedì è iniziato in Senato il dibattito per l´approvazione di un disegno di legge che, se approvato, inasprirà le pene per i reati ai danni degli anziani. Il mensile Poliziamoderna ha dedicato spesso ampi servizi al fenomeno delle truffe, e nei mesi scorsi sono stati reclutati due attori della serie tv "La Squadra" per confezionare spot per mettere in guardia gli anziani.

          Se le truffe agli anziani attraversano l´Italia in modo trasversale e colpiscono ovunque, Padova è considerata la capitale di un altro tipo di "bidoni", quelli architettati da società messe in piedi per tranelli nascosti dietro l´acquisto di appartamenti in multiproprietà, corredi, articoli per la casa, enciclopedie, corsi di lingue e di informatica, apparecchi elettronici per curare dolori o dimagrire. Spiega Roberto Nardo, di Adiconsum: «Solo a Padova ci sono una cinquantina di società per la vendita di case in multiproprietà. Il fenomeno è nato negli anni Settanta e da allora è cresciuto. Un business enorme. Basta leggere le cifre: in Italia ogni anno si bruciano 50-60 milioni di euro per frodi di questo tipo».

            L´esca può arrivare con una telefonata, un appuntamento per una convention in un grande albergo, un depliant imbucato nella cassetta della posta, un abbordaggio per strada. Creato il contatto, parte la proposta: conveniente, da non perdere. «In realtà – racconta Nardo – la fregatura è di quelle pesanti da digerire. Ci sono aziende che riescono ad affittare appartamenti in multiproprietà per settimana non a 52 persone, come sarebbe normale, ma a 5000 famiglie. Ci sono poi i trucchi nei contratti. Al cliente viene spiegato, soprattutto per l´acquisto di corredi o casalinghi, che dovrà pagare 1.500 euro "in" 6 rate. In realtà, sul contratto scrivono, ovviamente in piccolo, che il costo è di 1.500 euro "per" 6 rate. E cioè un costo totale di 9000 euro. Un salasso, insomma».