Società dell’interinale: un codice antidumping

12/06/2002




Carta di Confinterim contro la concorrenza sleale

Società dell’interinale: un codice antidumping

MILANO – Le società di lavoro interinale si danno le regole. È stato infatti approvato ieri all’unanimità da parte delle 50 società di fornitura associate a Confinterim – che rappresentano per fatturato e per addetti avviati i 2/3 del mercato del lavoro in affitto – la Carta dei comportamenti comuni, un codice deontologico che le imprese dovranno seguire nella loro attività di business. Il rispetto delle leggi e dei contratti collettivi di lavoro, l’osservanza delle norme per l’incolumità e la salute dei lavoratori, l’impegno a effettuare le attività formative per i lavoratori, l’assicurazione a non adottare forme di concorrenza sleale e a non praticare tariffe in dumping, la garanzia di non veicolare pubblicità ingannevoli e denigratorie, sono solo alcuni dei punti del documento approvato da Confinterim. Lo scenario che fa da cornice all’introduzione della Carta dei comportamenti è rappresentato da un settore evoluto rispetto al ’97, anno del via libera in Italia della legge sul lavoro interinale. I competitor presenti sul mercato sono passati da 11 a una settantina e la concorrenza avviene sempre più sul prezzo, come spiega Enzo Mattina, presidente di Confinterim: «Diverse aziende conducono una politica dei prezzi anomala, improntata al massimo ribasso e a logiche antieconomiche e questo comporta il rischio di non poter garantire i trattamenti dei lavoratori temporanei e la qualità del servizio alle imprese utilizzatrici. L’arrivo della Fiat nel settore con l’acquisizione delle due società di fornitura Worknet e Cronos ha esasperato il fenomeno del dumping. Ma ora – dice Mattina – il lavoro associativo compiuto negli ultimi tre anni ha creato il collante giusto per far condividere vincoli autoimposti e accettare un sistema sanzionatorio». Ma il fenomeno del dumping non è l’unico male che danneggia il settore. «Esistono anche società di fornitura, e una di queste è Metis, – assicura Mattina – che non pagano le contribuzioni all’Ente bilaterale, altre poco regolari nei versamenti contributivi e altre ancora che frammentando i periodi di impiego a due settimane per volta, alleggeriscono le buste paga dei lavoratori». Un rimedio sta per essere introdotto nelle gare per la fornitura di lavoro temporaneo nel settore pubblico: «È in fase di elaborazione un documento – spiega infatti Mattina – che darà conto di capitolati di appalto palesemente illegali e di aggiudicazioni che rientrano delle offerte anomale o di dumping».

Lu.V.

Mercoledí 12 Giugno 2002