Snai Servizi va alla conta: chiesta la revoca del Cda

05/12/2001



Snai Servizi va alla conta: chiesta la revoca del Cda
Martino Cavalli
MILANO – La battaglia in corso da mesi tra i soci di Snai Servizi srl, e quindi indirettamente per le leve di comando della controllata Snai spa, quotata in Borsa, è alle battute finali. La resa dei conti è fissata per il 17 dicembre, giorno in cui si svolgerà un’assemblea straordinaria dei soci che all’ordine del giorno ha un argomento pesantissimo: la revoca dell’attuale consiglio di amministrazione. La convocazione sarebbe stata decisa da un Cda di Snai Servizi che si è tenuto il 29 novembre, consiglio tuttora controllato dalla maggioranza guidata da Maurizio Ughi, ma che probabilmente è stato messo con le spalle al muro da una minoranza pari almeno al 20% – come previsto dal codice civile – in grado appunto di chiedere la convocazione dell’assemblea straordinaria. La "manovra" su Snai Servizi è la chiave di volta una più complessa strategia che mira a prendere il controllo della gestione di Snai spa, dato che è proprio sui risultati della società quotata (controllata al 51%) che si appuntano le pesantissime critiche nei confronti dell’attuale management. Nel mirino della minoranza in rivolta (che presumibilmente è convinta di essere maggioranza, anche se l’esito della battaglia è tutto da vedere) ci sarebbe in primo luogo la questione dei minimi garantiti per i concessionari di scommesse ippiche e sportive. Snai Servizi è infatti un "service provider" di alcune centinaia di agenzie che hanno ottenuto la concessione promettendo dei pagamenti minimi (appunto "garantiti") nei confronti di Coni e Unire, rispettivamente per le scommesse sportive e ippiche. I gestori delle agenzie hanno presentato delle fidejussioni che Snai Servizi ha garantito con titoli di Snai spa, tanto che attualmente Rolo Banca ha in pegno il 15% del capitale di Snai spa. Ma le scommesse non hanno mai raggiunto i volumi sperati e il Coni, che ha un disperato bisogno di risorse, ha iniziato a chiedere l’escussione delle fidejussioni, innescando peraltro un complesso contenzioso con vari Tar (Snai ha invece scelto la via della magistratura ordinaria). Se l’operazione dovesse andare a termine e se il ministero dell’Economia non dovesse decidere di intervenire (cosa peraltro attesa, ma finora senza riscontro), la vicenda potrebbe anche portare Snai Servizi a scendere sotto alla maggioranza assoluta di Snai spa.

Mercoledí 05 Dicembre 2001

 
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