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SMA, così non si fa!

25/09/2018
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Ennesimo incontro improduttivo quello tenutosi il 25 settembre a Roma con la direzione Simply SMA, alla presenza di una folta rappresentanza di lavoratrici e lavoratori del punto vendita di Teramo (in chiusura al 30 settembre) che hanno voluto portare al tavolo nazionale la loro drammatica  vicenda  divenuta purtroppo  emblematica di un deciso cambio di passo nelle relazioni industriali, da parte della multinazionale francese del retail.

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L’azienda in apertura ha comunicato che a fine anno si registrerà una perdita di 110 milioni e che pertanto la rete vendita dovrà essere “razionalizzata”.

Ha specificato che le cessioni dei negozi romani di Mezzavia e Anagnina non sono state ancora perfezionate: all’oggi è in campo solo una dichiarazione di interesse all’acquisizione da parte di una impresa locale.

Per quanto riguarda l’Ipersimply di Teramo, ha manifestato disponibilità a valutare le richieste avanzante dalle organizzazioni sindacali, inclusa quella di un possibile ricorso alla cassa integrazione per chiusura , qualora il quadro normativo arrivi a consentirlo in tempi brevi.

Abbiamo chiesto all’azienda di avere il piano generale delle cessioni per cui sono in corso trattative e quello di ulteriori eventuali chiusure di modo da ottenere un insieme di riferimenti completo che ci consenta di governare l’annunciata “razionalizzazione”.  Questo esercizio di trasparenza servirebbe, tra l’altro,  anche a stroncare il proliferare di voci incontrollate, spesso fomentate da esponenti dello stesso management, che continuano ad ingenerare ansia, preoccupazione e demotivazione fra gli addetti.
Sma ha risposto NO!

Abbiamo proposto di sottoscrivere una intesa che permetta di condividere strumenti a tutela della occupazione con l’obbiettivo di gestire gli effetti delle scelte aziendali e non, come sta accadendo anche oggi, di subirli solamente.
Sma ha risposto NO!

Abbiamo chiesto l’impegno affinché eventuali cessioni avvengano solo ad imprese che applichino il CCNL del Terziario Confcommercio del 30 marzo 2015.
Sma ha risposto NO!

L’azienda ha poi aggiunto di essere pronta a disdettare il contratto integrativo aziendale, il cui rinnovo dovrà per forza rispondere alle esigenze dettate dalla fase di profonda crisi in atto.
A tre nostre richieste di assoluto buon senso abbiamo ricevuto tre “NO” altrettanto insensati e la promessa di una disdetta della contrattazione in essere!

Per queste ragioni Filcams Fisascat e Uiltucs: riconfermano lo stato di agitazione con blocco delle ore di supplementare e straordinario; danno mandato alle strutture territoriali, alla RSU/RSA di convocare per la giornata di sabato 29 settembre due ore di assemblea in tutti i punti vendita per spiegare alle lavoratrici e ai lavoratori la gravità della posizione aziendale; proclamano un pacchetto di 8 ore di sciopero da articolare a livello territoriale.