Sma Basilicata: lavoratori ancora in piazza

13/01/2005

    mercoledì 12 gennaio 2005

      Il motivo della protesta è la mancata costituzione della società mista deliberata dalla Regione nel settembre del 2004
      Oggi nuova manifestazione di protesta degli 800 addetti davanti al palazzo della giunta regionale di via Anzio
      Sma, lavoratori ancora in piazza

        I sindacati chiederanno a Bubbico di riaprire il tavolo delle trattative

          Lagonegro. Nuova manifestazione dei circa 800 lavoratori della Sma Basilicata questa mattina davati ai cancelli della Regione. I sindacati chiederanno ufficialmente il confronto con il Presidente Bubbico al fine di riaprire il tavolo della trattativa e trovare una soluzione alla spinosa vertenza degli 800 lavoratori ex socialmente utili ora impegnati nella salvaguardia ambientale nel territorio del Lagonegrese – Pollino. Ricordiamo che il motivo della protesta è la mancata costituzione della società mista deliberata dalla Regione nel settembre del 2004. Una società che avrebbe dovuto proseguire l’attività svolta fino ad ora dalla Sma.

            «La speranza è che prevalga il buon senso – sostiene Matteo Mosca della Filcams Cgil – per far si che le parti possano tornare al tavolo del dialogo al fine di trovare una soluzione adeguata per i lavoratori e le loro famiglie. Naturalmente chiederemo che venga garantita la stabilità dell’occupazione, sono in ballo 800 posti di lavoro che rappresentano una risorsa importante per una regione come la nostra». In buona sostanza si chiedono certezze sul piano lavorativo anche dopo giugno 2006, termine di scadenza della convenzione siglata nel 2001. «Bisogna ripartire – sostiene ancora Mosca – dalle risultanze dell’ultimo incontro del 21 dicembre scorso e dall’ordine del giorno approvato in quella sede per cercare di trovare gli spazi per una mediazione». Ricordiamo che nell’odg. del 21 dicembre oltre alla proroga della convenzione per il 2005 si parlò anche di un nuovo assetto, ovvero di un nuovo organismi per dare continuità di lavoro anche dopo il 2006 mettendo in essere tutti gli atti e le attività necessarie a riguardo.

            Inoltre Mosca tiene a sottolineare come «in merito alla riapertura del tavolo delle trattative convergono tutte e tre le organizzazioni sindacali che costituiscono un fronte comune a tutela dei diritti dei lavoratori».

            Dunque stamane ricomparirà la «macchia» arancione davanti al Palazzo di via Anzio. Non resta che attendere l’esito della manifestazione per capire quali saranno gli sviluppi della vertenza che sta tenendo in ansia 800 lavoratori e le loro famiglie.

            Pino Perciante