Slitta di 24 ore il patto sul lavoro Cgil: art.18 sopra i sette dipendenti

04/07/2002


GIOVEDÌ, 04 LUGLIO 2002
 
Pagina 11 – Economia
 
IL NEGOZIATO
 
La trattativa a oltranza ricomincia oggi per concludersi domani pomeriggio. Cisl ottimista
 
Slitta di 24 ore il patto sul lavoro Cgil: art.18 sopra i sette dipendenti
 
 
 
 
VITTORIA SIVO

ROMA – Un rinvio di 24 ore per arrivare ad un nuovo Patto sociale fra governo, imprenditori e sindacati al più tardi entro domani pomeriggio, quando il Consiglio dei ministri approverà il documento di programmazione economica e finanziaria. La trattativa ad oltranza a palazzo Chigi riprenderà oggi a mezzogiorno con la prospettiva di fare nottata, secondo il più classico dei rituali, sui quattro argomenti del confronto: mercato del lavoro, riforma fiscale, interventi per il Sud, lotta al lavoro sommerso. Ieri il negoziato ufficiale è durato solo un paio d´ore, ma i contatti fra le parti sono proseguiti tutto il giorno rendendo più vicina una intesa finale, della quale comunque la Cgil non farà parte giudicandola un «patto scellerato» e, come ha ribadito ieri Sergio Cofferati, «un errore gravissimo» da parte di Pezzotta e Angeletti.
Proprio adesso che l´accordo è a portata di mano – «siamo in dirittura d´arrivo» diceva ieri il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, mentre la Uil preferisce non fare pronostici – la polemica fra la Cgil da una parte e le altre due Confederazioni dall´altra ha raggiunto la sua massima intensità. Così mentre da Firenze Sergio Cofferati preconizzava che «l´attacco ripetuto, pesante e volgare» contro di lui e contro la Cgil diventerà in futuro «anche più aspro e immotivato» e annunciava che la Confederazione «non arretrerà», a Roma i suoi colleghi di segreteria definivano «falsa» la trattativa in corso a palazzo Chigi, dove sarebbe in corso un negoziato «parallelo» a quello ufficiale. Accuse e sospetti, a cui si aggiungono aggettivi di particolare pesantezza contro Cisl e Uil, come «traditori» e «venduti», comparsi sugli striscioni della Cgil durante gli ultimi scioperi articolati. Le repliche di Cisl e Uil sono state immediate, i rapporti unitari sono a brandelli.
Intanto la Cgil ha lanciato una sua proposta di riforma del mercato del lavoro: abbassare da 15 a 7 dipendenti la soglia delle tutele dell´art.18 (obbligo di reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento senza giusta causa); estendere ai parasubordinati i diritti dei lavoratori dipendenti; portare l´indennità di disoccupazione al 60% dell´ultimo stipendio per 12 mesi e a carico della fiscalità generale; estendere la cassa integrazione a tutti i settori.
Perché la non-stop che riprende oggi arrivi al traguardo dell´accordo restano da sbrogliare alcuni nodi. La Confindustria chiede che il governo riconfermi esplicitamente il rispetto della politica dei redditi – «è pericoloso abbandonarla» dice il direttore generale Stefano Parisi – alludendo al problema di fissare un tasso di inflazione programmato molto contenuto. Proprio su questo punto i sindacati spingono in direzione opposta reclamando un tasso programmato più vicino possibile a quello reale, visto che su questo si conformeranno le rivendicazioni salariali. Gli artigiani chiedono che venga confermata la riduzione dell´Irap; la Uil vuole chiarimenti su come verranno articolate le riduzioni fiscali per i redditi più bassi e sulla formula da adottare sull´art.18 al termine dei tre anni di sperimentazione. Alla Cisl preme ottenere impegni più vincolanti per gli interventi nel Mezzogiorno.
La riforma dell´art.18 dello Statuto dei lavoratori ha l´appoggio del Fondo monetario internazionale, a nome del quale il direttore generale Horst Kohler ha dichiarato il «sostegno alle iniziative del governo italiano».