Sistema previdenziale in bancarotta

21/01/2004

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
017, pag. 3 del 21/1/2004
di Teresa Pittelli


I dati nel rapporto sulla regionalizzazione del bilancio messo a punto dal sottosegretario Brambilla.

Sistema previdenziale in bancarotta

Per ogni 100 € erogati lo stato ne incassa 73 dai contributi

Previdenza in bancarotta da nord a sud. Il disavanzo Inps tra entrate e uscite nel 2001 è aumentato di quasi 2 miliardi e mezzo di euro, 31,3 miliardi contro i 28,9 del 2000. E tutte le regioni sono in deficit tranne Lombardia, Lazio e Veneto. Vanno meglio le Casse privatizzate, che presentano un saldo ancora attivo, e un sostanziale equilibrio territoriale delle uscite e delle entrate. Ma non è tutto. Se si considera il debito pubblico accumulato dall’Inps in termini di emissione di titoli del tesoro, si arriva alla cifra stratosferica di 813,4 miliardi di euro, che sommato ai disavanzi degli altri enti è uguale al 78% dello stock di debito pubblico.

E si ripercuote sui deficit plurimiliardari delle regioni, dai quali si salverebbero solo Lazio e Lombardia.

Questa la situazione della previdenza italiana alla vigilia di una controversa riforma, descritta nel rapporto sulla ´Regionalizzazione del bilancio previdenziale’, presentato ieri al Cnel.

Secondo l’autore, il sottosegretario al welfare Alberto Brambilla, ´per evitare interventi sbagliati sulle pensioni bisogna prima rendersi conto della diversa incidenza a livello regionale e del rapporto tra previdenza e assistenza’. Classico esempio, per Brambilla, il blocco delle pensioni di anzianità ´che gioverebbe poco o niente ai bilanci disastrati di regioni come la Calabria, e darebbe molto gettito a regioni già in saldo attivo come la Lombardia’.

- Le disuguaglianze. A livello disaggregato, nel 2001 ogni residente nel Mezzogiorno ha incassato 981 euro in più di quanto versato allo stato. Chi risiede al Nord ha preso 280 euro in più, 340 chi sta al Centro.

Ma se il Sud contribuisce di più al deficit tra entrate e uscite, il Nord presenta le situazioni più drammatiche dal punto di vista della spesa. A La Spezia si arriva a 57,5 pensioni ogni 100 abitanti, e in Liguria la media è di 51 su 100. In pratica lo stato versa una pensione ogni 2,6 abitanti, compresi i bambini e gli attivi. Ma per 100 euro di prestazioni erogate ne incassa solo 73,7.

- Il saldo tra entrate e uscite. Le uscite Inps per prestazioni, aumentate a 118,8 miliardi di euro nel 2001 (+6,2%), corrono di più delle entrate (87,6 miliardi, +5,5%). Tuttavia l’aumento delle uscite è diminuito rispetto al +6,7% del 2000, ´segno che le riforme Amato, Dini e Prodi cominciano a mordere’. Le uscite sono concentrate soprattutto al Nord (53,8%), mentre Centro e Sud rappresentano rispettivamente il 18,7% e il 25,7%.

- Stato-regioni in bancarotta. Brambilla simula una capitalizzazione dei saldi entrate/uscite secondo i tassi medi vigenti nel 2001, per compilare ´una sorta di stato patrimoniale virtuale’. E scopre che il disavanzo accumulato dal sistema Inps ´in moneta 2001′ è di 541 miliardi di euro, il 40% del debito pubblico. Ma l’onere per il welfare si è tradotto in debito pubblico finanziato mediante emissione di titoli del tesoro. ´Il debito cumulato per il solo Inps raggiungerebbe 813,4 miliardi di euro, pari al 60,8% dello stock di debito (78% se ai disavanzi Inps si sommano quelli degli altri enti previdenziali).

Solo la Lombardia e il Lazio, con 62 e 14,9 miliardi di euro, sarebbero in attivo, le altre regioni mostrerebbero invece disavanzi pronunciati, in particolare al Meridione.

- Il nodo ´assistenza’. Il rapporto evidenzia che nel 2001 è stata pagata la ´stratosferica cifra’ di oltre 1 miliardo di euro in prestazioni di disoccupazione agricola e non agricola, oltre a un numero elevato di interventi di cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Mentre persistono ancora forme di prepensionamento e di cosiddetti scivoli al pensionamento soprattutto nei settori sprovvisti di ammortizzatori sociali. E soprattutto mentre la disoccupazione non accenna a scendere da uno dei livelli, l’8,9%, più alti d’Europa.

´Occorre separare chiaramente la previdenza dall’assistenza portando efficienza, anche a livello regionale, nella gestione di quest’ultima’, sottolinea il rapporto. ´Ma soprattutto occorre un aumento dell’occupazione regolare, quella cioè che paga contributi pieni, lotta al sommerso e attenzione al proliferare di forme contrattuali a contribuzione ridotta, agli sgravi e alle coperture figurative, perché alla fine qualcuno dovrà pagarne il conto’.