Sistema di accoglienza richiesta mappatura situazioni di crisi 26/03/2019

Roma, 26 marzo 2019

Il 25 marzo 2019 si è tenuto il primo coordinamento confederale delle strutture e delle categorie impattate dalla crisi del "sistema accoglienza" del nostro paese, a seguito dell’andata in vigore del cosiddetto "Decreto Sicurezza".

Gli effetti delle nuove disposizioni di legge sui presidi di prima accoglienza (C.A.R.A.) e seconda accoglienza (S.P.R.A.R) rischiano nel breve e medio termine di comportare un esubero strutturale di 20.000 lavoratori su scala nazionale.

Ferme restando le nostre contrarietà rispetto al "Decreto Salvini" ma anche verso il sistema attuale su cui quest’ultimo impatta, se possibile, peggiorando ulteriormente la già precaria situazione in essere, è evidente che siamo di fronte ad una vera e propria emergenza occupazionale dai contorni tutt’altro che definiti, che va tempestivamente gestita.

Durante la riunione si è deciso di indire una mobilitazione nazionale da tenersi a Roma entro il 15 maggio con l’obbiettivo di aprire un tavolo di confronto istituzionale presso i Ministeri dello Sviluppo e del Lavoro per tentare di individuare soluzioni condivise alla attuale emergenza.

Il 29 marzo presso il C.A.R.A. di Mineo (CT) dove gli esuberi stimati sono circa 900, si terrà una assemblea dei lavoratori alla presenza del Segretario Generale della Cgil Maurizio Landini e della Segretaria Generale della Filcams Cgil Maria Grazia Gabrielli.

La nostra categoria è infatti pesantemente coinvolta per la presenza di diversi servizi (pulizia, ristorazione, vigilanza, guardiania e portierato) all’interno di queste strutture e più in generale nell’ambito delle diverse attività garantite dal "sistema accoglienza".

Trattandosi di una partita, anche sul fronte comunicativo, estremamente delicata, tenuto conto degli atteggiamenti del Governo in materia di immigrazione, è necessario attivare e mantenere uno stretto coordinamento fra Confederazione, categorie e strutture territoriali.

Vi chiediamo pertanto di segnalarci tempestivamente:

      I.la presenza di strutture di accoglienza nei territori e relativa presenza di lavoratrici e lavoratori "Filcams";
      II.situazioni di crisi ( licenziamenti, riduzioni orarie, attivazione di ammortizzatori);
      III.interlocuzioni già in corso con Comuni e Prefetture rispetto alle problematiche occupazionali;

Vi terremo puntualmente aggiornati sull’evolversi della vertenza a livello nazionale.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Cristian Sesena