Documenti di settore

Sistema Camerale, esito incontro Unioncamere 17/07/2017

Roma, 28 luglio 2017

il 17 u. s. si è svolto il programmato incontro con Unioncamere nazionale per entrare più nello specifico della tematica di razionalizzazione che investirà le Aziende Speciali così come definito dal documento presentato dalla stessa Unioncamere, in data 08.06.2017 al Mise.

Rispetto all’iter del documento è previsto che debba essere approvato dal Mise entro il 08.08.2017, che potrà accoglierlo come presentato o predisponendo integrazioni e/o modifiche, poi verrà reso esecutivo attraverso l’adozione di appositi decreti.

Alla data dell’incontro Unioncamere ha anticipato che di massima il piano di razionalizzazione elaborato e presentato al Mise non dovrebbe essere suscettibile di sostanziali modifiche e che in data 27 u. s. il testo del decreto sarebbe andato al vaglio della Conferenza Stato-Regioni.

In data odierna siamo stati informati che la Conferenza Stato-Regioni ha posticipato al 3 p. v. l’esame del decreto proposto dal Mise.

Oltre alla questione relativa all’iter di legge, nel corso dell’incontro si è proceduto con l’approfondimento di diversi punti già affrontati nel corso della riunione del 22.06.2017.

In merito alla formazione, il rappresentante di Unioncamere ha informato le OO. SS. che sono stati raccolti molti dei questionari inviati ai lavoratori delle CCIAA e delle Aziende Speciali, ma la fase di raccolta non era ancora terminata.

A settembre, alla ripresa dell’attività lavorativa, Unioncamere ha confermato che saranno stati raccolti tutti i questionari e conseguentemente potranno essere in grado di programmare e far partire tutta l’azione di formazione prevista nel piano nazionale di formazione.

Rispetto ai processi di razionalizzazione, Uniocamere ha confermato che la tempistica di gestione dei processi di accorpamento delle Aziende Speciali sarà diversa da quella delle CCIAA, che permetterà, proprio perché meno condizionata dal fattore tempo, una gestione più lineare.

Sostanzialmente il piano di lavoro elaborato, a partire da settembre p. v., prevederebbe quanto segue: 1) definizione finale delle CCIAA; 2) analisi della situazione derivante dal punto 1) sul singolo territorio e per singolo caso, al fine di individuare quale sarà l’impatto dell’aggregazione e quindi interventi discendenti sulle Aziende Speciali.

Dalla fase di analisi delle funzioni dei dipendenti derivanti dalla raccolta dei questionari e da quanto previsto al punto 2) che precede, a settembre si potrà avere la fotografia complessiva della situazione e quindi avviare le attività di riqualificazione professionale dei dipendenti delle Aziende Speciali per rispondere alle nuove realtà camerali e delle stesse Aziende Speciali.

Unioncamere ha altresì confermato che le Aziende Speciali, attualmente circa 95, per effetto degli accorpamenti arriveranno ad essere 56.

Sull’avvio del processo di razionalizzazione della Aziende Speciali, Unioncamere ha informato le OO. SS. che stanno continuando a lavorare con i responsabili delle CCIAA e delle società per condividere un percorso che veda regole e modalità uniformi su tutto il territorio nazionale nella gestione dei processi di accorpamento, così come sollecitato nello scorso incontro proprio dalle Organizzazioni Sindacali.

Unioncamere ha confermato, altresì, che è concorde con le OO. SS. sulla definizione di un protocollo contenente le linee guida con cui sovraintendere l’intero processo di razionalizzazione, auspicando che tale condizione possa essere anche prevista nello stesso decreto in fase di emanazione.

Le Organizzazioni Sindacali hanno rilevato l’importanza di condividere un protocollo sulle regole comuni per gestire correttamente anche i passaggi che verranno attuati a livello territoriale, affermando che su questo aspetto però vi è l’esigenza di far condividere tale impostazione anche alle singole Camere di Commercio e Aziende Speciali per farlo funzionare effettivamente.

Le OO. SS., infatti, hanno esposto ad Unioncamere che allo stato diverse presidenze e direzioni delle CCIAA e delle Aziende Speciali hanno già avviato alcune operazioni di dismissioni di quote di partecipazione ed illustrato ai dipendenti i piani di accorpamento che non necessariamente tengono conto di quanto previsto dal piano presentato da Unioncamere al Mise.

Unioncamere, rispetto a quanto rappresentato delle OO. SS. ha dichiarato che nessun soggetto del sistema camerale può stare fuori da quanto determinato dalla legge e quindi operazioni differenti, da quelle che saranno definite nel decreto in fase di emanazione, potranno essere ritenute valide.

A tal fine, Unioncamere, ha informato la delegazione sindacale che per la fine del mese è stata prevista una riunione dei Presidenti delle CCIAA per condividere il percorso articolato con le OO. SS., soprattutto qualora il decreto in fase di emanazione non inserisse niente in tal senso.

Nel proseguo dell’incontro le Organizzazioni Sindacali hanno chiesto chiarimenti in merito all’Azienda Speciale, di livello nazionale, che si occuperà di internazionalizzazione per comprendere effettivamente che composizione societaria assumerà e quale sarà il percorso di gestione di tale soggetto.

Unioncamere ha dichiarato che la società che si occuperà di internazionalizzazione sarà una new co. ed è ancora in corso una riflessione sulla forma giuridica con cui costituirla – forse società consortile – ma fermo restando tale condizione, è stato spiegato che la nuova società acquisirà per conferimento di ramo d’azienda la parte delle attività di internazionalizzazione dalle singole Aziende Speciali che vorranno aderirvi.

Unioncamere ha altresì dichiarato che l’operazione illustrata, nei confronti dei dipendenti coinvolti non modificherà le attuali condizioni lavorative, sia per effetto di quanto previsto dall’applicazione dell’art. 2112 del c.p.c., sia per quanto attiene la sede di lavoro dato che la New. Co. continuerà ad operare a livello territoriale.

Le OO. SS. hanno espresso qualche perplessità rispetto a che siano le singole Aziende Speciali a decidere ciascuna in proprio se conferire il ramo d’azienda dei servizi di internazionalizzazione, chiedendo di avere maggiori informazioni e dettagli su quali realtà avessero già dichiarato l’adesione al progetto presentato e cosa accadrebbe per quelle che decidessero di non conferire il ramo d’azienda.

Alle domande poste Unioncamere ha risposto che diverse Aziende Speciali hanno dichiarato di essere pronte a fare il conferimento del ramo d’azienda, tra cui le realtà più significative tra quelle oggi esitenti, valutando che alla fine del percorso tutte aderiranno al progetto presentato.

Nel contempo Unioncamere ha affermato che per chi facesse la scelta di non aderire al progetto di azienda unica nazionale, il personale adibito ai servizi di internazionalizzazione verrà inserito nei percorsi di riqualificazione utili per il reimpiego in altro servizio.

Unioncamere ha confermato che anche per quanto riguarda il punto sopra rappresentato, sarà in grado di dare risposte più definitive a settembre p. v..

Dato la situazione in divenire, le parti hanno deciso di aggiornarsi per le vie brevi sull’esito della riunione delle presidenze delle CCIAA e della Conferenza Stato-Regioni, nonché sulla definizione del decreto in emanazione dal Mise, di cui le OO. SS. informeranno le strutture territoriali tempestivamente.

Mentre per proseguire nella discussione di merito e procedere con le analisi necessarie al nuovo scenario è stato programmato un nuovo incontro per il 21 settembre 2017 alle ore 11.00 a Roma, presso Unioncamere Nazionale –Piazza Sallustio, 21, in luogo del preventivato 19.09.2017.

                          P. Filcams Cgil Nazionale

Elisa Camellini