Sirica (architetti)guiderà il Cup

09/09/2002

            sabato 7 settembre 2002

            Scelto ieri il successore di Buccico
            Sirica (architetti)
            guiderà il Cup

            ROMA. Raffaele Sirica, presidente
            del Consiglio nazionale degli architetti,
            da ieri acclamato al vertice del Cup
            — il Comitato che riunisce Ordini e
            Collegi — promette più partecipazione
            e maggiore coinvolgimento delle
            categorie all’interno dell’organismo
            di rappresentanza. È stata l’assemblea
            del Cup a impegnare il nuovo presidente
            Sirica nella riforma dello statuto,
            per precisare le modalità di collegamento
            con i Consigli nazionali aderenti
            al Cup e strutturare il dialogo con le realtà
            territoriali. Insomma, l’azione per mandare
            in porto la riforma delle professioni, questa
            la raccomandazione dell’assemblea Cup, non
            può essere slegata da interventi per
            garantire la partecipazione degli organismi
            istituzionali e per meglio organizzare i lavori
            all’interno del Cup.
            Sirica raccoglie il testimone da Emilio Nicola
            Buccico, ex presidente del Consiglio nazionale
            forense, eletto nel luglio scorso al Consiglio
            superiore della magistratura.
            È invece confermatoil direttivo, in cui figurano
            Francesco Serao (ex presidente del Consiglio
            nazionale dei dottori commercialisti), Armando
            Zingales (chimici), Roberto Orlandi
            (agrotecnici) e Sergio Polese (ingegneri).
            Proprio Polese ha rappresentato, nel corso della
            campagna elettorale durata poco più di un mese,
            l’alternativa a Sirica. Tra i due ha tentato di giocare
            la carta dell’outsider, Armando Zingales, «per fare
            chiarezza sugli obiettivi e sui passi da compiere».
            Tuttavia, non c’è stato bisogno di una votazione
            per eleggere il vincitore: durante l’assemblea
            Zingales si è ritirato e così Polese, penalizzato
            dalla diffidenza delle professioni organizzate in Collegi.
            La scelta di Sirica è stata fatta per acclamazione.
            Alla fine, lo stesso Polese ha sottolineato «la coesione
            delle professioni», che nel giro di qualche
            ora hanno nominato il presidente del Cup.
            L’assemblea non si è accontentata
            delle linee attorno a cui è stata costruita
            la gestione Buccico, tutta proiettata
            a definire la proposta di legge quadro
            sulle professioni, cercando di contenere
            le spinte divergenti delle categorie.
            Con una mozione presentata da Dina
            Porazzini (presidente del Consiglio
            nazionale dei dottori agronomi e forestali)
            e fatta propria dall’assemblea,
            la revisione dello statuto del Cup è
            stata posta tra le priorità del direttivo.
            «Le nostre regole — riconosce Sirica
            — sono datate: in caso di voto, non è
            specificato se è ammesso quello segreto
            o quello palese e quale tipo di
            maggioranza è richiesta. Occorre poi
            trovare gli strumenti per coinvolgere
            tutte le categorie professionali che
            non sempre hanno trovato nel Cup il
            sostegno alla risoluzione dei loro problemi.
            Per questo, sarebbe opportuno
            prevedere il conferimento di deleghe
            che comportino insieme una funzione
            di promozione, approfondimento e,
            soprattutto, mediazione su interessi e
            valori. Infine, va istituzionalizzato il
            rapporto con i Cup territoriali, che
            diventeranno realtà sempre più importanti
            nel sistema federale».
            D’altra parte, il successo della riforma "interna"
            condizionerà il quadro professionale: oggi
            le divergenze storiche sui reciproci confini di
            competenze sono state riaccese dal Dpr
            328/2001, che ha ridisegnato gli Albi (e i requisiti
            di accesso) in base ai titoli universitari della
            laurea e della laurea specialistica.
            Tuttavia, proprio il Dpr 328 ha "smosso"
            le acque, tanto che ormai non sono più isolate
            le voci di chi ritiene come —proprio sulla base
            della nuova formazione universitaria — le posizioni
            del passato non abbiano più senso.
            Per esempio, il presidente del Consiglio nazionale
            dei periti industriali, Giorgio Bianchet, punta
            a «una federazione con gli ingegneri», cui dovrebbero
            iscriversi —secondo il suo progetto — i laureati
            specialisti abilitati, lasciando ai periti i laureati triennali.
            Su un altro fronte, Dina Porazzini auspica — anche
            se il traguardo è di lungo periodo — una razionalizzazione
            nelle professioni, per rispondere appieno alla domanda
            di trasparenza e di affidamento da parte degli
            utenti.
            «Dobbiamo fare i conti —è il richiamo
            alla realtà di Sirica — con la diffidenza
            reciproca. Il processo verso la
            professione unica tra ragionieri e dottori
            commercialisti farà da apripista. Nel
            frattempo si può superare la distinzione
            nominalistica tra Ordini e Collegi».
            La carne al fuoco è molta: la nuova
            stagione del confronto inizierà il 10 e
            l’11 a Pomezia (Roma) dove sono
            convocate le rappresentanze europee
            delle professioni per discutere della
            proposta di direttiva sul riconoscimento
            delle qualifiche.
            MARIA CARLA DE CESARI