Sirchia: da stress e mobbing rischio malattie in crescita

22/10/2002


          22 ottobre 2002



          NORME E TRIBUTI


          Sirchia: da stress e mobbing rischio malattie in crescita


          MILANO – Lo stress, il mobbing e le malattie che "derivano" dalla disoccupazione sono le nuove sfide della medicina del lavoro. Parola del ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ieri a Milano insieme al ministro del Lavoro, Roberto Maroni, per inaugurare (si chiuderà il 25 ottobre) la Settimana europea per la sicurezza e salute sul lavoro, promossa anche da Ispesl e Inail. A dimostrare come la disoccupazione possa diventare un vero e proprio problema di salute «sono molti dati – ha affermato Sirchia – secondo cui il disoccupato è una persona che diventa fragile, sia perché ha minore accesso ai servizi sia perché è vittima di stress e pesanti problemi psicologici». Tra le emergenze, elenca Sirchia, particolare attenzione va rivolta «al mobbing, alla donna che lavora e magari ha anche un bambino, e alla carenza di infermieri». Sirchia inoltre ha definito il mobbing «un problema gravissimo; un fenomeno molto più pesante e lesivo di quanto non sia stato ancora compreso». Il ministro della Salute ha anche "richiamato" le Regioni affinché potenzino i controlli sui costi per i ricoveri: «Le spese "gonfiate" sottraggono risorse per le innovazioni», ha detto il ministro ricordando il rapporto della Ragioneria dello Stato sui costi per i ricoveri (si veda «Il Sole-24 Ore» del 19 ottobre). Un documento che «testimonia una tendenza ad allargare i rimborsi in modo non limpido, rispetto alle prestazioni erogate», ha detto Sirchia. In merito alla Commissione unica sui dispositivi diagnostici (Cud) prevista nella Finanziaria 2003 (si veda anche «Il Sole-24 Ore» di ieri), invece, Sirchia la giudica necessaria per «fare chiarezza sul costo dei dispositivi diagnostici e contenere eventuali sprechi». L’obiettivo della Cud – ha spiegato il ministro – «non è, come malignamente ha detto qualcuno, di "sovietizzare" il sistema, ma solo quello di mettere in chiaro quali sono i prezzi che Asl e ospedali si possono aspettare per comprare un certo dispositivo diagnostico».