Siracusa. Venerdì «fermo totale» del commercio

23/03/2004



23 marzo 2004
SIRACUSA
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la protesta indetta dai sindacati confederali   

Venerdì sciopero generale
e «fermo totale» del commercio

Le aziende della distribuzione commerciale, del terziario e dei servizi, il prossimo venerdì, rimarranno serrati per tutta l’intera giornata assieme alle altre categorie di lavoratori chiamate alla protesta nella stessa giornata dai sindacati confederali.
L’estensione ad otto ore dello sciopero generale proclamato dalle confederazioni sindacali è stata decisa dalle segreterie di Filcams Fisascat Uiltucs «per marcare in modo significativo la partecipazione del settore terziario allo sciopero generale di 4 ore proclamato da Cgil Cisl Uil per una diversa politica economica e per lo sviluppo del Paese».
Le organizzazioni sindacali di categoria ribadiscono come tutti i problemi legati al rinnovo del contratto del settore del commercio, del terziario e dei servizi rimangano ancora aperti, a dispetto del tempo già trascorso dalla scadenza del contratto, risalente a quindici mesi addietro.
«Al tavolo della trattativa Confcommercio e Faid (l’associazione delle aziende della grande distribuzione) hanno mantenuto posizioni rigide, in particolare sul mercato del lavoro», commentano i segretari di Filcams, Fisascat e Uiltucs.
«Pretendono orari ancora più flessibili di quelli attuali e un’ulteriore precarizzazione dei rapporti di lavoro. Sull’aumento salariale non hanno ancora avanzato alcuna proposta».
I sindacalisti pongono in evidenza anche come le posizioni della controparte avessero già in precedenza innescato malumori che avevano portato ad una giornata di sciopero lo scorso 20 dicembre.
Nei volantini che pubblicizzano i motivi dello sciopero, e che nel corso della giornata di astensione dal lavoro saranno distribuiti anche ai clienti dei magazzini e non solo ai lavoratori, Filcams Fisascat Uiltucs scrivono «Non chiediamo la luna! Chiediamo un aumento salariale di 107 euro, chiediamo di rendere il lavoro più stabile, regole precise per gli orari part-time e che la flessibilità sia regolata e contrattata. Chiediamo di essere informati preventivamente quando l’azienda intende cedere a terzi lavorazioni. I commercianti si lamentano perché sono calati i consumi, ma l’unico modo per far sì che riprendano è aumentare i salari e rendere maggiormente stabili i rapporti di lavoro. I commercianti dimenticano che le entrate straordinarie venute dal cambio lira-euro hanno determinato un aggravio di costi a carico delle famiglie».
E’ chiaro che per le organizzazioni sindacali una sola giornata di sciopero non è sufficiente per la risoluzione dei tanti problemi che gravano sul comparto.
Per questo sono in programma assemblee a catena in tutto il settore «per mobilitare i lavoratori attorno al rinnovo del contratto nazionale e alla necessità dello sviluppo».

m. t. g.