Siracusa. «Turni lunghi e pochi soldi»

21/09/2005
      Siracusa
    martedì 20 settembre 2005

      Pagina 88

        «Turni lunghi e pochi soldi»

          i sindacati: «Nel terziario molti in nero o sottopagati, ma senza denunce non si può intervenire»

            I sindacati possono fare poco a tutela dei diritti dei lavoratori, se non sono loro stessi a scendere in campo per rivendicarne il pieno rispetto.
            E’ in sintesi quanto viene fuori dalle organizzazioni di categoria del terziario, il comparto in cui più si registrerebbero le "violazioni".
            In linea di massima accade che, spiegano i sindacalisti, chi trova occupazione temporanea o stagionale, durante il periodo lavorativo preferisce tacere e sopportare le condizioni di lavoro imposte, per poi ricorrere allo strumento della vertenza non appena terminata la fase di occupazione.

            Per i sindacati la diffusione della cultura della rivendicazione dei propri diritti stenta a decollare. Per le organizzazioni di categoria, se da una parte ci sono innegabili responsabilità da parte dei lavoratori che non sanno assumere ferme prese di posizione a tutela dei loro diritti, dall’altra è altrettanto innegabile che esiste una realtà di datori di lavoro che, forti di questo, non solo non applicano le norme contrattuali, ma sottopongono i dipendenti anche ad atti di sopruso. Tutto questo, affermano ancora i sindacalisti, innesca un meccanismo che, di fatto, va a discapito della qualità del servizio reso alla clientela.

            «Lo stato di disagio del dipendente inevitabilmente si riflette anche sul lavoro. E specialmente in una città dalle tanto decantate potenzialità turistiche questo costituisce un pesante handicap», commenta Francesco Di Priolo della Filcams Cgil. Tra l’altro, la mancata applicazione delle norme contrattuali da parte di alcuni titolari di pubblici esercizi crea i presupposti per una scorretta concorrenza. «E’ chiaro che il datore di lavoro che contrattualizza il dipendente andrà incontro a spese differenti rispetto a chi sottopaga il lavoratore. Ed è altrettanto ovvio che le spese possono essere coperte solo dalle entrate. Così si creano delle differenze nei prezzi applicati che, paradossalmente, vanno a penalizzare proprio l’esercente che è in regola».

            Per quanto riguarda alcuni episodi di «vessazioni» subite da taluni lavoratori stagionali, i sindacalisti se ne dichiarano all’oscuro. Come quello in cui il proprietario di un locale pubblico si impossessava delle mance a risarcimento di danni procurati dal personale, come bicchieri rotti. «Il nodo è sempre uno: la mancanza di denuncia in tempo debito e non la vertenza a posteriori. Sono in molti quelli che ancora oggi sono convinti che se denunciano le violazioni a cui sono sottoposti mentre hanno il lavoro, lo perdono. E d’altro canto non hanno la capacità di non accettare a monte sottopaghe o turn-over di lavoro perché sanno che se non sono loro ad accettare, lo faranno altri al loro posto».

            «Eppure adesso esisto anche nuovi strumenti di legge che agevolano il datore di lavoro nella contrattualizzazione dei dipendenti, anche se occupati solo come extra e quindi assolutamente occasionali».

              Maria Teresa Giglio