Sintesi Ipotesi Accordo rinnovo CCNL TDS Confcommercio, 2 luglio 2004

FILCAMS-CGIL FISASCAT-CISL UILTuCS-UIL

IPOTESI DI ACCORDO RINNOVO CCNL TERZIARIO, DISTRIBUZIONE E SERVIZI

Il 2 luglio 2004, è stata siglata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale Terziario, Distribuzione e Servizi, che coinvolge 1.500.000 lavoratrici e lavoratori. Le Segreterie Nazionali nell’esprimere una valutazione positiva sull’esito del negoziato, ringraziano le lavoratrici, i lavoratori e le strutture tutte di Filcams, Fisascat, UILTuCS per il sostegno fornito nel corso delle ultime frenetiche giornate di negoziato che ha contrastato i reiterati tentativi della controparte, e in particolare delle aziende della grande distribuzione, di impedire la stipula di un contratto che si segnala ancora una volta per aver negoziato, contrattato, limitato le opportunità devastanti che recenti normative di legge avevano introdotto. Ancora una volta, anzi questa volta più che in passato, il CCNL del Terziario ha assunto rilevanza e portata nazionali e costituisce un patrimonio indiscutibile delle nostre tre Federazioni di categoria soprattutto dal punto di vista della capacità di mantenere vivi rapporti unitari e di fiducia reciproca anche nei momenti più difficili.
L’obiettivo principale che Filcams, Fisascat e Uiltucs, si sono poste sin dalla elaborazione delle richieste per il rinnovo del contratto, è stato quello di intervenire per via contrattuale sul tema del diritto del lavoro e del mercato del lavoro, In particolare la legge 30, Il D.Lgs 276 e la legge sui contratti a termine che avevano realizzato precarizzazione e cancellazione di diritti consolidati, con l’obiettivo di mantenere i diritti acquisiti.

Attraverso questa strada si è valorizzato il ccnl recuperando il valore della contrattazione collettiva e il ruolo del sindacato messo in discussione da quelle leggi.

Questo obiettivo ha uniformato la piattaforma e la conclusione del negoziato.
Il cuore dello scontro, durato ben 18 mesi, è stato la volontà di Confcommercio di applicare tout court la legge 30 e l’ intervento del Ministro Maroni, che giudichiamo “spregiudicato, ricattatorio” per bloccare il contratto ne è una certificazione.

La prova inconfutabile sta, però, nei risultati realizzati.
Tutti gli obiettivi che ci eravamo posti sul part-time, messi in discussione dal decreto n. 276, sono stati raggiunti.
Abbiamo riaffermato diritti di civiltà come la volontarietà del lavoro supplementare, il diritto di recesso dalle clausole elastiche e flessibili e le stesse sono materia
di contrattazione collettiva e che il diritto di recesso deve essere inserito nel contratto individuale; abbiamo riconquistato il consolidamento in orario contrattuale di quota parte del supplementare come pure il diritto alla priorità nell’assunzione a full – time come la riconquista del conteggio per intero dei part-time ai fini del monte ore dei permessi sindacali e del diritto di assemblea.
In un comparto dove il part – time è tanta parte , ciò non poteva non essere centrale per noi.

La coerenza nostra è proseguita in merito ai contratti di inserimento per i quali abbiamo migliorato l’accordo interconfederale definendo il superamento della franchigia ai fini del consolidamento e della completa parità normativa con gli altri lavoratori.

Per il contratto di apprendistato ai fini della durata ci siamo fermati alla legge Treu migliorando le condizioni di trattamento economico e per la malattia, migliorando la nostra vecchia norma sul consolidamento a tempo indeterminato per restringere il campo alla precarietà delle tipologie occupazionali.

In merito ai contratti a termine la percentuale pari al 20% su base annua, ricomprende tutte le tipologie che la legge n. 368/2001 ha escluso dalle percentuali . Le percentuali, maggiorate rispetto al precedente, contratto (10%), comprendono tutti i contratti a termine con la sola esclusione dei contratti per sostituzione, come era prima, e delle nuove aperture per un periodo limitato, attivando la contrattazione di secondo livello.

Segnaliamo poi come la realizzazione di risultati importanti in tema di congedi parentali, mobbing e molestie sessuali caratterizzi questo contratto in tema di Diritti individuali. La soluzione adottata per il salario conferma modello contrattuale, regole vigenti e buon senso, insieme alla necessaria difesa larga del potere di acquisto dei salari dei lavoratori da noi rappresentati.

I Contenuti in sintesi dell’ipotesi di accordo:
Diritti di informazione:

A livello nazionale
saranno fornite informazioni anche in merito a franchising, appalti ed esternalizzazioni. A livello territoriale saranno fornite analoghe informazioni anche al fine di raggiungere intese e tra le varie materie è stato introdotto il calendario annuo delle aperture domenicali e festive. A livello aziendale è stato inserito il diritto di informazione preventivo, anche al fine di raggiungere intese in caso di: appalti, riorganizzazioni aziendali, terzarizzazione, esternalizzazioni, utilizzo lavori atipici e innovazione tecnologica. L’informazione avverrà anche sul lavoro domenicale e festivo.
A livello aziendale l’azienda è tenuta ad informare la rappresentanza sindacale, ove esistente, annualmente, sull’andamento delle assunzioni a tempo parziale, la relativa tipologia e il ricorso al lavoro supplementare.

Materie di contrattazione

A livello aziendale
, oltre a quanto contenuto nel precedente CCNL (turni, orario di lavoro, part-time, ecc.) si potrà contrattare anche su: progetti di azione positive per consentire alla mamma o al papà di usufruire di particolari forma di flessibilità degli orari dell’organizzazione del lavoro, al rientro dopo un periodo di congedo per maternità /paternità. Potranno inoltre essere concordati progetti di formazione per favorire il reinserimento dei lavoratori dopo un periodo di congedo. Anche la contrattazione territoriale livello territoriale potrà intervenire su tali materie e potrà inoltre concordare progetti per favorire il reinserimento di lavoratori in aree svantaggiate o che hanno difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro.
Contratti di inserimento e reinserimento

I contratti di inserimento (che sostituiscono i contratti di formazione lavoro), avranno una durata massima di 18 mesi, il livello di inquadramento non potrà essere inferiore per pià di due livelli rispetto a quello spettante. Si stabilizzano i rapporti di lavoro perché le imprese che intendano assumere con questa tipologia d’impiego, dovranno confermare almeno il 60% dei lavoratori e delle lavoratrici assunte (è stata cancellata la franchigia di 4 contratti che ha introdotto la legge n. 276). Abbiamo chiarito cosa si intende per reinserimento: all’atto dell’assunzione, si torna indietro di 18 mesi e se in questo periodo ho lavorato almeno 3 mesi nel settore/mansione, sono considerato reinserito. In questo caso la durata sarà ridotta in proporzione ai mesi che ho già lavorato (minimo comunque 12 mesi), l’inquadramento sarà di un livello interiore rispetto a quello spettante. La contrattazione di secondo livello potrà ridurre la durata del contratti di inserimento comunque non al di sotto dei 12 mesi. Le ore di formazione sono pari a 24 ore per i contratti di inserimento e 16 ore per il reinserimento.

In caso di assunzione a part-time l’orario di lavoro non potrà essere inferiore al 50% dell’orario di lavoro del tempo pieno (es. tempo pieno 40 ore, contratti di inserimenti/reinserimento minimo 20 ore settimanali). I lavoratori con contratto di inserimento/reinserimento hanno gli stessi diritti e le stesse normative di tutti gli altri lavoratori; abbiamo così migliorato l’accordo interconfederale che prevedeva ad esempio il riproporzionamento (massimo 70 giorni) del periodo di comporto.

Part-time

E’ confermato il diritto di precedenza per passare a tempo pieno che la legge n. 276 ha cancellato rispetto alla vecchia legislazione.
E’ confermata la possibilità di consolidare le ore di lavoro supplementari in tutto o in parte che la legge n. 276 ha cancellato rispetto alla vecchia legislazione.
Nel contratto individuale deve essere scritta la durata della prestazione lavorativa e della collocazione dell’orario di lavoro con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno.

L’orario minimo settimanale resta a 16 ore, ma siamo riusciti ad elevarlo per i contratti d’inserimento e per gli apprendisti).

I lavoratori a part-time ai fini del calcolo del monte ore per i permessi sindacali, ai fini di poter effettuare internamente alle imprese le assemblee e ai fini delle elezioni RSU/nomina RSA, saranno calcolati unità intera. La legge n. 276 aveva cancellato questo diritto.

Abbiamo mantenuto la volontarietà del lavoro supplementare che la legge affidava alla contrattazione ma che allo stesso tempo ove fossero stati definiti dei tetti sarebbe diventato obbligatorio.

In merito al periodo di comporto per malattia e infortunio dei part-time verticali e misti, abbiamo chiarito e migliorato la norma del precedente contratto che era stata oggetto di cause legali, definendo che il periodo di comporto non può superare la metà delle giornate lavorative concordate nell’anno solare al di là della durata giornaliera dell’orario di lavoro.

In relazione alle clausole flessibili , abbiamo stabilito una percentuale di maggiorazione pari all’1,5% . Per le clausole elastiche abbiamo definito una percentuale pari all’1,5% che si aggiunge al 35% (lavoro supplementare). In alternativa alle due percentuali dell’1,5% , a fronte di clausole flessibili e/o elastiche le parti possono concordare un’ indennità annuale forfettaria pari a 120 euro annue da erogarsi mensilmente.

Abbiamo confermato il diritto di recesso dalle clausole elastiche e/o flessibili che il decreto n. 276 ha cancellato. Il lavoratore che accede alle clausole può ritornare all’orario inizialmente concordato in caso di: esigenze di tutela della salute, comprovata instaurazione di altra attività lavorativa, e esigenze personali derivate da gravi motivi familiari. Nel contratto individuale dovrà essere inserita anche la clausola di recesso.

In merito al part-time post maternità le aziende dovranno accogliere le domande nell’ambito del 3% dei dipendenti dell’unità produttiva. Per le unità produttive da 20 a 33 dipendenti è stabilito il diritto ad una lavoratrice.

Apprendistato

Abbiamo applicato la legge precedente. Le durate vanno da un minimo di 24 mesi al 6° livello ad un massimo di 48 mesi al 2° livello di inquadramento. Il secondo livello di contrattazione potrà definire durate diverse. Si stabilizzano i rapporti di lavoro perché le imprese che intendano assumere apprendisti dovranno confermarne almeno il 70% trasformandoli in contratti a tempo indeterminato. La formazione sarà pari ad almeno 120 ore all’anno. Gli apprendisti saranno assunti con una retribuzione pari a due livelli inferiori a quelli di competenza e a metà ; periodo passeranno al livello di inquadramento e di retribuzione superiore (il salario non sarà più in percentuale ma al 100%).

Le commissioni paritetiche in seno agli enti bilaterali territoriali/nazionali dovranno verificare la percentuale di conferma e i progetti formativi. In merito alla malattia, gli eventi morbosi passano da tre a sei all’anno, restano invariate le percentuali e la copertura in caso di ricovero ospedaliero.

Contratti a termine e somministrazione a tempo determinato

Abbiamo ridotto gli effetti di una legislazione che se applicata nei nel nostro settore sarebbero stati devastanti. La percentuale dei lavoratori con contratto a termine non potrà superare il 20% calcolato su base annua dell’organico in forza nell’unità produttiva. Questa percentuale ricomprende tutte le fattispecie che la legge esclude (ad esempio i contratti di durata inferiore ai 7 mesi che se sommati al “causalone” ; nel nostro settore corrispondono al 99% dei contratti) con la sola esclusione dei contratti per sostituzione, come era prima, e delle nuove aperture per un periodo limitato a 12 mesi, potrà essere attivata la contrattazione di secondo livello. Abbiamo confermato la percentuale pari al 13% per la somministrazione a tempo determinato (ex interinale). In tutti i casi le assunzioni effettuate con contratti a termine e di somministrazione non potranno complessivamente superare il 28% dell’organico in forza nella singola unità produttiva. Vengono previsti dei numeri minimi per le imprese sino a 30 dipendenti. Il diritto di precedenza potrà essere negoziato nel secondo livello di contrattazione.

Sanità integrativa

I costi sono a totale carico delle imprese: 10 euro mensili per i lavoratori a full time e 7 euro mensili per i lavoratori a part-time a partire dal 1° settembre 2005. Le aziende verseranno inoltre 30 euro per ciascun lavoratore che saranno versate in due rate ad ottobre 2004 e a luglio 2005.

Previdenza integrativa

Dal1.1.2005 il contributo a carico delle imprese per ogni lavoratore sarà ; pari all’1,05%, a partire dal 1.1.2006 il contributo salirà al 1,55% della retribuzione utile per il computo del TFR.

Pari opportunità, congedi parentali, molestie sessuali, mobbing

In merito alle molestie sessuali abbiamo definito cosa si intende per molestia e il codice di condotta. Per mobbing si intendono quegli atti e comportamenti discriminatori e vessatori reiterati posti in essere nei confronti delle lavoratrici o dei lavoratori da parte di soggetti posti in posizione sovraordinata ovvero da altri colleghi, e che si caratterizzano come una vera e propria forma di persecuzione psicologica o di violenza morale. La commissione pari opportunità nazionale dovrà analizzare ed effettuare proposte su questi temi e sui progetti di azioni positive, ecc. In merito ai congedi per gravi motivi familiari (24 mesi nell’arco della vita lavorativa) anche gli apprendisti e i lavoratori con contratto a tempo determinato potranno usufruirne. Sono stati regolamentati i permessi per decessi e gravi infermità. Per i congedi, abbiamo definito i tempi entro i quali i lavoratori dovranno presentare le domande e i temi di risposta delle imprese. E’ stato inoltre aggiornato il testo relativo alla maternità e paternità in considerazione del testo unico. Abbiamo introdotto la possibilità per il padre, qualora vi sia un grave impedimento da parte della madre, per cause diverse da quelle indicate dalla legge di poter usufruire di un periodo di congedo non retribuito. Sono stati inoltre regolamentati anche i congedi per formazione.

Bilateralità

Nell’ipotesi di accordo vi è un impegno ad analizzare i provvedimenti legislativi in discussione in materia di ammortizzatori sociali, al fine di valutare la possibilità di assumere iniziative congiunte a favore delle aziende e dei dipendenti del settore. Presso gli enti bilaterali saranno attivati sportelli per l’assistenza e la previdenza integrativa. Gli enti bilaterali dovranno raccogliere i dati al fine di costituire una banca dati relativa alle professionalità, in merito i mutamenti che sono intervenuti nei profili professionali. Abbiamo inoltre predisposto un avviso comune per la definizione della natura giuridica degli enti bilaterali e per chiedere la modifica della legislazione vigente in merito al versamento agli enti bilaterali.

Quadri

Si è confermata la non assorbibilità degli aumenti salariai, e la riconferma della riparametrazione dell’una tantum. Per quanto riguarda l’assistenza sanitaria integrativa (Quas) la quota a carico delle imprese sarà pari a 54 euro e a carico del quadro 6 euro dal 1.1.2005. In relazione alla formazione (Quadrifor) dal 1.1.2004 il contributo a carico delle imprese è pari a 65 euro di cui 45 a carico dell’azienda e 20 a carico del quadro. Dal 1.1.2005 è pari a 75 euro di cui 50 a carico delle aziende e 25 a carico del quadro.

Salario

A decorrere dalle scadenze di seguito indicate a tutto il personale qualificato verranno erogati i seguenti aumenti salariali non assorbibili:

BIENNIO 2003/2004 BIENNIO 2005/2006

Livelli dal 1.7.04 dal 1.12.04 dal 1.7.05 dal 1.9.06

Quadri 60,76 64,24 39,93 52,08

I 54,74 57,86 35,97 46,92

II 47,35 50,05 31,11 40,58

III 40,47 42,78 26,59 34,69

IV 35,00 37,00 23,00 30,00

V 31,62 33,43 20,78 27,10

VI 28,39 30,01 18,66 24,33

VII 24,31 25,69 15,97 20,83

Operatori di vendita

I categoria 33.04 34,93 21,71 28,32

II “ 25,46 26,91 16,73 21,82

L’accordo è stato stipulato secondo i principi e le norme contenute nel protocollo del 23 luglio 1993.

Gli aumenti come sopra definiti per il primo biennio di vigenza contrattuale sono parametrati all’andamento dell’inflazione reale registrata nel 2003 pari al 2,5% e al tasso di inflazione tendenziale diffuso dall’ISTAT, attualmente pari al 2,3%.

Per quanto attiene al secondo biennio di vigenza contrattuale (2005/2006) in considerazione dell’approssimarsi delle scadenze previste dal citato accordo di luglio 2003, relativamente ai termini di presentazione della disdetta e della relativa piattaforma rivendicativa, abbiamo convenuto di anticipare la definizione dei relativi aumenti retributivi sulla base degli indici d’inflazione stimati nel 2% per il 2005 e per il 2006.

Entro il 31 marzo 2005, si procederà alla verifica dell’andamento dell’inflazione reale registrato per l’anno 2004. In caso di scostamento superiore allo 0,25% rispetto all’indice d’inflazione tendenziale sopra indicato sarà convocato un apposito incontro al fine di individuare i correttivi da apportare a quanto definito dal presente contratto con riferimento al secondo biennio di contrattazione (2005-2006).

Con la presente formulazione i principi e le norme del Protocollo 23 luglio 1993 rimangono invariati, nella loro applicazione, alla scadenza del presente contratto.

Verrà corrisposta una tantum pari a 400 euro di cui 250 saranno erogate con la retribuzione del mese di luglio 2004 e i restanti 150 euro con la retribuzione di gennaio 2005.

Diritti sindacali RSU|RSA

E stata chiarita la norma che aveva impedito di nominare le RSA nelle singole unità produttive a fronte di elezioni di RSU in altre unità produttive della stessa impresa.

I lavoratori a part-time saranno computati unità intera ai fini del calcolo del monte ore dei permessi sindacali, per la indizione delle assemblee e per l’elezione della RSU e nomina RSA (norma cancellata dalla nuova legge).

In merito ad altri aspetti del contratto:

Sulla classificazione le parti si incontreranno entro il 31 dicembre 2004 al fine di analizzare le figure professionali del terziario avanzato e di altri settori oggi non ricompresi dalla classificazione, analoga analisi sarà effettuata per le nuove figure professionali. Verrà inoltre istituita una commissione paritetica che avrà il compito di analizzare e monitorare l’impatto dei processi che avvengono a livello europeo sulle politiche nazionali di settore e sulla contrattazione. E’ data inoltre la possibilità ai lavoratori stranieri di cumulare le ferie nell’arco massimo di un biennio, nei limiti previsti dalla legge, al fine di utilizzarlo per un rimpatrio non definitivo.

LAVORATRICI, LAVORATORI PARTECIPATE ALLE ASSEMBLEE CHE SARANNO INDETTE A PARTIRE DAL MESE DI SETTEMBRE PER ESPRIMERE ATTRAVERSO IL VOTO, L’ APPROVAZIONE SULL’IPOTESI DI ACCORDO.

Le Segreterie Nazionali di Filcams, Fisascat, Uiltucs

Roma 6 luglio 2004