Sintesi documento Uni Europa sulla bozza direttiva europea sui servizi nel Mercato interno

Sintesi documento Uni Europa sulla bozza direttiva europea sui servizi nel Mercato interno

L’Europa sociale non può essere subordinata alla competitività, ma le due cose devono camminare di pari passo altrimenti si è in contrasto con strategia di Lisbona.
Il lavoratori devono beneficiare di salari di condizioni lavoro e tutela della salute identici in ogni stato membro.
La direttiva sul distacco di lavoratori è un elemento chiave della legislazione europea.
L’art. 24 del progetto introduce elementi che indeboliscono la capacità delle autorità nazionali ad applicare la direttiva ed a controllarne il rispetto.
Preoccupanti le disposizioni 1a, b, c, d, dell’art. 24. E’ difficile garantire l’applicazione ed il controllo adeguato della direttiva sul distacco dei lavoratori.
Il sindacato respinge tutti gli elementi del progetto.
Salari – condizioni di lavoro – disposizioni su salute e sicurezza in vigore per effetto di leggi e convenzioni collettive – devono valere le norme dei paesi dove il servizio è prestato.
I poteri di controllo della loro applicazione devono restare di competenza dei paesi dove il servizio è prestato.
La direttiva non può cancellare questi principi.
La materia del distacco dei lavoratori deve essere totalmente esclusa dal progetto di direttiva.
Così come è necessario escludere esplicitamente i servizi di interesse generale dal suo campo di applicazione e garantire che le obbligazioni dei servizi pubblici non siano considerati un ostacolo allo sviluppo del mercato interno.
I servizi di cura della salute e di servizi alla persona devono essere esclusi dal progetto di direttiva, perché non sono comparabili a prestazioni il cui prezzo è regolato dalla domanda e dall’offerta.
La libertà di impresa è un principio chiave del mercato interno deve essere regolata dai singoli Stati senza condizioni discriminatorie.

Principio del paese di origine

E’ accettabile a condizione che sia accompagnato da norme quadro comuni armonizzate per ciascun settore. Ci vuole più tempo. La maggior parte delle condizioni impedite (art. 16 e art. 4) in materia di libertà di prestazione di servizi contribuiscono a promuovere la coesione sociale, l’occupazione ed il rispetto delle identità culturali. Tali condizioni non devono essere cancellate in maniera categorica.

Va respinto qualsiasi attacco ai sistemi esistenti di relazioni sociali basate su contrattazione collettiva.

Vanno respinte iniziative e interpretazioni del principio del paese di origine che intaccano le regole del mercato del lavoro a livello nazionale e aumentano il rischio di dumping sociale.

SERVIZI PRIVATI DI VIGILANZA

La Commissione Europea deve tener conto delle richieste – dialogo sociale – per l’introduzione ed il controllo di norme di licenze minime.
Sul lavoro interinale, occorre una direttiva separata, mentre sono da escludere giochi di azzardo e servizio trasporto fondi dal progetto di direttiva prima dell’elaborazione di una legislazione comune di armonizzazione.

ALCUNE CONSIDERAZIONI:

  • La legislazione attuale è già debole per cui la bozza di direttiva non agevola occupazione di qualità e la formazione continua; al contrario aprirebbe la strada al dumping sociale ed alla liberalizzazione selvaggia.
  • Le legislazioni nazionali e la contrattazione collettiva devono applicarsi a tutti i lavoratori che operano sul territorio nazionale. Non deve esserci un modo per eludere queste regole.
  • I servizi di cura della salute e quelli alla persona nonché la loro esecuzione devono essere esentati totalmente dalla direttiva;
  • Il principio del paese di origine deve essere esteso sulla base delle condizioni di una armonizzazione minima che va preventivamente concordata.

Sui servizi privati di vigilanza rispetto del dialogo sociale

  • Il progetto di direttiva sui servizi del mercato interno deve essere oggetto di una valutazione attenta, nel rispetto delle relazioni sociali.
  • Le condizioni indicate all’art. 16.3 contribuiscono alla promozione delle coesione sociale, dell’occupazione ed al rispetto delle identità culturali e non debbano essere rigettati in maniera categorica.
  • Il controllo deve competere al paese dove il servizio è prestato e le condizioni di questo controllo non possono essere modificate da una direttiva.
  • Le agenzie di lavoro interinale devono essere escluse dal campo di applicazione della direttiva e gli organi dell’U.E. devono dare la precedenza al testo di legge già presentato.