SINTESI artt. 74/84 D.Lgs. n. 276/2003, certificazione rapporti di lavoro/enti bilaterali

Certificazione rapporti di lavoro decreto legislativo n. 276/2003

Al fine di evitare il contenzioso sulle tante tipologie d’impiego, il legislatore ha introdotto il nuovo strumento della certificazione dei rapporti di lavoro.

Chi può certificare?
Possono certificare oltre agli enti bilaterali da subito, anche le direzioni provinciali per l’impiego-dopo un decreto ministeriale che le abiliterà a farlo, le province; le università pubbliche e private, limitatamente a rapporti attivati con docenti di diritto del lavoro ed in base ad un decreto ministeriale futuro. I vari soggetti potranno convenzionarsi tra loro per unificare le attività.
La costituzione degli enti potrà avvenire tra organizzazioni e non tra le organizzazioni (quindi escludendo qualcuno)

Cosa si potrà certificare?
·Lavoro intermittente
·Part-time
·Lavoro a progetto
·Associazione in partecipazione
·Lavoro ripartito
·Regolamenti interni delle cooperative
·La distinzione tra somministrazione e appalto
E le rinunzie o transizioni che il lavoratore e il datore di lavoro convengono al momento della costituzione del rapporto di lavoro

Come funziona la certificazione?
L’nizio va comunicato alla Direzione Provinciale del Lavoro che sia per le sue richieste che per quelle avanzate agli altri Enti, deve notficare l’istanza a tutte le autorità pubbliche (INP, INAIL, ecc.), nei confronti dei quali l’atto certificativi è destinato a produrre effetti. Questi istituti devono produrre loro osservazioni.

L’atto di certificazione deve essere motivato e contenere il termine e l’autorità a cui è possibile ricorrere, oltre gli effetti civili, amministrativi, previdenziali e fiscali.
Il contratto così certificato ha pieno valore giuridico, anche verso terzi ad es. INPS

Può il lavoratore impugnare l’atto di certificazione?
Se il lavoratore decide di impugnare l’atto di certificazione prima di ricorrere al giudice deve tentare la conciliazione presso la commissione che ha certificato il rapporto di lavoro.

Sarà possibile contestare per: vizi di forma, per erronea qualificazione del contratto, per difformità tra quanto certificato e quanto realmente effettuato, per violazione di provvedimento o per eccesso di potere si ricorre al TAR (entro 60 gg. Per violazione della legge o eccesso di potere, anche nel caso che la certificazione sia avvenuta presso l’Ente Bilaterale; entro 120 gg. È possibile inoltre ricorrere al Presidente della Repubblica).

Il Giudice può valutare anche il comportamento delle parti in sede di certificazione e di definizione della controversia davanti alla commissione .

Nel caso sia riconosciuta erronea la qualificazione del rapporto di lavoro e anche nel caso sia accertata la difformità tra il programma concordato e quello effettivamente realizzato, l’accertamento giudiziale e-o la sentenza ha efficacia solo dal momento in cui è stata accertata la difformità (non vi è quindi retroattività)
Entro 6 mesi dal 24 ottobre, il Ministero indicherà attraverso un decreto, quali sono le clausole indisponibili alla certificazione (diritti e trattamenti economici e retributivi)

Chiaro che tutto ciò configura un sindacato diverso da quello che noi siamo.