SINTESI artt. 54/59 D.Lgs. n. 276/2003, contratto di inserimento

Il contratto di inserimento è un istituto che sostituisce i contratti di formazione lavoro ed è destinato all’inserimento nel mondo del lavoro di “fasce deboli”, attraverso un progetto individuale.

I soggetti interessati al contratto di inserimento

·Giovani dai 18 ai 29 anni (in concorrenza con l’apprendistato)
·Disoccupati di lunga durata dai 29 ai 32 anni (devono intendersi disoccupati di lunga durata coloro che, dopo aver perso un posto di lavoro o cessato un’attività autonoma, siano alla ricerca di una nuova occupazione da più di dodici mesi)
·Donne, se residenti in un territorio con un tasso di occupazione femminile inferiore del 20% a quello maschile, oppure con un tasso di disoccupazione femminile superiore al 10% di quello maschile (seguirà apposito decreto ministeriale che individuerà le aree geografiche)
·Lavoratori con oltre 50 anni che siano privi di un posto di lavoro,
·Lavoratori che desiderino riprendere un’attività lavorativa e che non abbiano lavorato per almeno due anni,
·Disabili gravi, fisici, mentali o psichici (per la il riferimento è la legge quadro n.104/92 per l’assistenza….)

Le assunzione con questa tipologia di impiego possono essere effettuate da:

·Tutte le imprese private, i loro gruppi e i consorzi
·Enti di ricerca, pubblici e privati
·Fondazioni
·Società sportive, professionali, socio-culturali
·Organizzazioni sindacali e di tendenza

Vincoli per le assunzioni da parte delle imprese

Per poter assumere con questa tipologia, l’impresa deve aver mantenuto in servizio almeno il 60% dei contratti attivati nei 18 mesi precedenti (dal computo sono esclusi i lavoratori che si sono dimessi, coloro che non hanno accettato la conferma e “fino a 4 contratti”). Tali vincoli non trovano applicazione qualora, nei 18 mesi precedenti alla assunzione del lavoratore, sia venuto a scadere un unico contratto di inserimento.

La forma del contratto di inserimento

La condizione per l’assunzione con questa tipologia è la definizione con il consenso del lavoratore, di un progetto individuale di inserimento, finalizzato all’acquisizione di competenze professionali.
Il contratto deve essere stipulato in forma scritta e deve essere specificato il progetto individuale. Qualora manchi la forma scritta il contratto è ritenuto nullo e il lavoratore si intende assunto a tempo indeterminato.
Il contratto può essere stipulato sia a tempo pieno che a tempo parziale e nella lettera di assunzione deve essere precisato: la durata, l’orario di lavoro, eventuale periodo di prova, livello di inquadramento

La durata del contratto di inserimento

La durata non può essere inferiore a 9 mesi e non può superare i 18 mesi. Qualora il lavoratore sia affetto da disturbi mentali, psichici o disabile grave, la durata può essere estesa sino a 36 mesi.
Proroga contratto inserimento

Il contratto di inserimento può essere prorogato entro il limite della durata massima, non è rinnovabile tra le stesse parti

Inquadramento professionale

La categoria di inquadramento del lavoratore non potrà essere inferiore per piu’ di due livelli rispetto la categoria spettante in applicazione del CCNL.

Percentuali

I contratti collettivi nazionali, territoriali, aziendali, possono stabilire la percentuale massima di utilizzo dei lavoratori assunti con questa tipologia. Ai contratti di inserimento si applicano le disposizioni previste dalla legge sui contratti a tempo determinato (Dlgs n. 368/2001)

Computo lavoratori con contratti di inserimento

Fatte salve specifiche condizioni del contratto collettivo,i I lavoratori con questa tipologia di lavoro sono esclusi dal computo del numero dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l’applicazione di particolari norme e istituti

Formazione

L’impresa deve sottoscrivere con il lavoratore un progetto individuale di formazione e utilizzare un tutor per l’implementazione del progetto.
Le modalità della definizione dei piani di inserimento con particolare riferimento alla realizzazione del progetto, anche in relazione ai fondi per la formazione continua, sono determinate:
·dai Contratti nazionali o territoriali o aziendali stipulati dalle parti sociali comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale, anche all’interno degli Enti Bilaterali.
Qualora la contrattazione, entro 5 mesi dall’entrata in vigore della legge, non abbia recepito le modalità di inserimento, il Ministero del lavoro convoca le parti e in assenza di accordo, emana un decreto tenendo conto delle “prevalenti posizioni” espresse da ciascuna della parti sociali interessate.
La formazione effettuata dovrà esser registrata nel libretto formativo.
In caso di gravi inadempienze nella realizzazione del progetto individuale il datore di lavoro è tenuto a versare la quota dei contributi agevolati maggiorati del 100%.

Incentivi per le imprese

Per i giovani tra i 18 e i 29 anni non sono previsti incentivi, per le altre fattispecie si applicano le agevolazioni contributive previste dalla legislazione vigente relativa ai contratti di formazione lavoro
(vedasi circolare inps n. 51/04) :

Datori di lavoro non aventi natura di impresa: centro – nord: 25% contribuzione carico d.l., mezzogiorno 50% contribuzione carico d.l.;
Imprese del centro – nord: 25% contribuzione carico d.l., mezzogiorno contribuzione dovuta in misura fissa come per gli apprendisti;
Imprese del settore commerciale e turistico con meno di 15 dipendenti: Centro – Nord 40% contribuzione carico d.l., Mezzogiorno contribuzione dovuta in misura fissa come per li apprendisti;
Imprese artigiane ovunque ubicate: contribuzione dovuta in misura fissa come per gli apprendisti